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In che modo crebbe la potenza di Roma
Pagina 219 Numero 35

 [Quanto i patrizi vi disprezzino, o Romani, e vi considerino indegni di vivere con loro in un'unica città, lo notiamo soprattutto in questo momento, in cui sono insorti contro le nostre proposte di legge, con cui ci proponiamo di avvertirli che siamo loro concittadini e, se non abbiamo lo stesso potere, tuttavia abitiamo la stessa patria.]

Conubii ius petimus, quod ("che", nom. n. sing.) etiam finitimis externisque conceditur. Romani enim civitatem hostibus victis tribuebant. Numa Pompilius neque patricius neque civis Romanus erat: tamen ex Sabino agro a populo hospitis loco accitur et Romae regnat. Lucius deinde Tarquinius, non Romanae neque Italicae gentis, sed advena Demarati Corinthii filius, rex creatur. Titum Tatium Sabinum ipse Romulus, parens urbis, in societatem regni accipit. Ergo nullum genus fastidiebatur in quo ("in cui") enitebat virtus, et hoc modo ("in questo modo") crescebat imperium Romanum.

[Dovrebbe ora dispiacervi un console plebeo, quando i nostri antenati non hanno disdegnato di avere re forestieri e neppure dopo la cacciata dei re la città è stata chiusa a uomini di valore stranieri?]
Livio


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[darkshines] - [2023-01-25 15:33:50]

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