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I profumi antichi
Pagina 180 Numero 1

Presso i Romani non era ancora conosciuto il processo di distillazione, introdotto dagli Arabi solo nel IX secolo d.C. I profumi erano perciò ottenuti per spremitura e macerazione; il risultato era una sostanza più oleosa e meno volatile dei profumi odierni. Ci sono anche giunti i nomi di alcune essenze: il Rhodium alla rosa; lo Iasminum al gelsomino; l'Illirium al giglio; il Melinon alla mela cotogna; tra gli ingredienti del Metopium, una fraranza più ricercata e costosa delle altre, figurava anche il misterioso "balsamo di Giudea". Seguendo alcune ricette, tanto antiche quanto scrupolose, è stato possibile ricreare gli odori originari, scoprendo che i Romani propendevano per aromi molto più dolci e forti di quelli vicini ai nostri gusti. Era poi un costume abbastanza diffuso, per chi poteva permetterselo, avere case tanto sontuose quanto profumate. Nella Domus Aurea di Nerone, dai soffitti delle sale da pranzo cadevano fiori e profumi sui convitati. Il poeta Marziale se la prese con un tal Fabullo che si era preoccupato solo di rendere più profumato il triclinio, non più fornita la tavola! Un buon profumo - scrisse - hai dato ai tuoi ospiti, è vero, ma cibo niente. Digiuni e ben unti, Fabullo, sono i defunti!


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[mastra] - [2013-10-08 20:57:21]

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