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Vitruvio - De Architectura - Liber Iv - 6

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1. Ostiorum autem et eorum antepagmentorum in aedibus hae sunt rationes, uti primum constituatur, quot genera sint futurae. Genera sunt enim thyromaton haec: doricum, ionicum, atticurges.
Horum <dorici generis> symmetriae conspiciuntur his rationibus, uti corona summa, quae supra antepagmentum superius inponitur, aeque librata sit capitulis summis columnarum, quae in pronao fuerint. Lumen autem thyretri constituatur sic, uti quae altitudo aedis a pavimento ad lacunaria fuerit, dividatur in partes tres semis et ex eis duae partes <semis> lumini valvarum altitudine constituantur. Haec autem dividatur in partes XII et ex eis quinque et dimidia latitudo luminis fiat in imo. Et in summo contrahatur, si erit lumen ab imo ad sedecim pedes, antepagmenti III parte; <si> XVI pedum ad XXV, superior pars luminis contrahatur antepagmenti parte IV; si ab pedibus XXV ad XXX, summa pars contrahatur antepagmenti parte VIII. Reliqua, quo altiora erunt, ad perpendiculum videntur oportere conlocari.
2. Ipsa autem antepagmenta contrahantur in summo suae crassitudinis XIV parte. Supercilii crassitudo, quanta antepagmentorum in summa parte erit crassitudo. Cymatium faciundum est antepagmenti parte sexta; proiectura autem, quanta est eius crassitudo. Sculpendum est cymatium lesbium cum astragalo. Supra cymatium, quod erit in supercilio, conlocandum est hyperthyrum crassitudine supercilii, et in eo scalpendum est cymatium doricum, astragalum lesbium sima scalptura. Corona plana cum cymatio; proiectura autem eius erit quanta altitudo. Supercilii, quod supra antepagmenta inponitur, dextra atque sinistra proiecturae sic sunt faciundae, uti crepidines excurrant et in unguem ipso cymatio coniungantur.
3. Sin autem ionico genere futura erunt, lumen altum ad eundem modum quemadmodum in doricis fieri videtur. Latitudo constituatur, ut altitudo dividatur in partes duas et dimidiam, eiusque partis unius ima luminis fiat latitudo. Contracturae ita uti in doricis. Crassitudo antepagmentorum <ex> altitudine luminis in fronte XIV parte, cymatium huius crassitudinis sexta. Reliqua pars praeter cymatium dividatur in partes XII. Harum trium prima corsa fiat cum astragalo, secunda quattuor, tertia quinque, et eae aeque corsae cum astragalis circumcurrant.
4. Hyperthyra autem ad eundem modum componantur quemadmodum in doricis + protis pedibus. Ancones, sive parotides vocantur, excalpta dextra ac sinistra praependeant ad imi supercilii libramentum, praeter folium. Eae habeant in fronte crassitudinem ex antepagmenti tribus partibus, imo quarta parte graciliore quam superiora.
Fores ita compingantur, uti scapi cardinales sint ex latitudine luminis totius XII parte. Inter duos scapos tympana ex XII partibus habeant ternas partes.
5. Inpagibus distributiones ita fient, uti divisis altitudinibus in partes V duae superiori, tres inferiori designentur. Super medium medii inpages conlocentur, ex reliquis alii in summo, alii in imo compingantur. Altitudo inpagis fiat tympani tertia parte, cymatium sexta parte inpagis. Scaporum latitudines inpagis dimidia parte, item replum de inpage dimidia et sexta parte. Scapi, qui sunt secundum antepagmentum, dimidium inpagis constituantur. Sin autem valvatae erunt, altitudines ita manebunt, in latitudinem adiciatur amplius foris latitudo. Si quadriforis futura est, altitudo adiciatur.
6. Atticurge autem isdem rationibus perficiuntur, quibus dorica. Praeterea corsae sub cymatiis in antepagmentis circumdantur, quae ita distribui debent, uti antepagmenti praeter cymatium ex partibus VII habeant duas partes. Ipsaque non fiunt clathrata neque bifora sed valvata, et aperturas habent in exteriores partes.
Quas rationes aedium sacrarum in formationibus oporteat fieri <doricis>, ionicis corinthiisque operibus, quoad potui attingere, veluti legitimis moribus exposui. Nunc de tuscanicis dispositionibus, quemadmodum institui oporteat, dicam.

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[degiovfe] - [2013-04-17 13:34:46]

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