banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Vitruvio - De Architectura - Liber Iii - 0

Brano visualizzato 4780 volte
1. Delphicus Apollo Socratem omnium sapientissimum Pythiae responsis est professus. Is autem memoratur prudenter doctissimeque dixisse, oportuisse hominum pectora fenestrata et aperta esse, uti non occultos haberent sensus sed patentes ad considerandum. Utinam vero rerum natura sententiam eius secuta explicata et apparentia ea constituisset! si enim ita fuisset, non solum laudes aut vitia animorum ad manum aspicerentur, sed etiam disciplinarum scientiae sub oculorum consideratione subiectae non incertis iudiciis probarentur, sed et doctis et scientibus auctoritas egregia et stabilis adderetur ipsique artifices efficerent, ut sua prudentia, si non pecunia sint copiosi seu vetustate officinarum habuerint notitiam aut etiam gratia forensi et eloquentia non fuerint parati, pro industria studiorum auctoritates possent habere et eis, quod profitentur scire, id crederetur. Igitur quoniam haec non ita, sed uti natura rerum voluit, sunt constituta, non efficitur, ut possint homines obscuratis sub pectoribus ingeniis scientias artificiorum penitus latentes, quemadmodum sint, iudicare.
2. Maxime autem id animadvertere possumus ab antiquis statuariis et pictoribus, quod ex his, qui dignitatis notas et commendationis gratiam habuerunt, aeterna memoria ad posteritatem sunt permanentes, uti Myron, Polycletus, Phidias, Lysippus ceterique, qui nobilitatem ex arte sunt consecuti. Namque ut civitatibus magnis aut regibus aut civibus nobilibus opera fecerunt, ita id sunt adepti. At qui non minore studio et ingenio sollertiaque fuerunt nobilibus et humili fortuna civibus non minus egregie perfecta fecerunt opera, nullam memoriam sunt adsecuti, quod hi non ab industria neque artis sollertia sed a felicitate fuerunt deserti, ut Hegias Atheniensis, Chion Corinthius, Myagrus Phocaeus, Pharax Ephesius, Boedas Byzantius etiamque alii plures. Non minus item pictores uti Aristomenes Thasius, Polycles et Androcydes <Cyzice>ni, Theo Magnes ceterique, quos neque industria neque artis studium neque sollertia defecit, sed aut rei familiaris exiguitas aut inbecillitas fortunae seu in ambitione certationis contrariorum superatio obstitit eorum dignitati.
3. Nec tamen est admirandum, si propter ignotitiam artis virtutes obscurantur, sed maxime indignandum, cum etiam saepe eblandiatur gratia conviviorum a veris iudiciis falsam probationem. Ergo, uti Socrati placuit, si ita sensus et sententiae scientiaeque disciplinis auctae perspicuae et perlucidae fuissent, non gratia neque ambitio valeret, sed si qui veris certisque laboribus doctrinarum pervenissent ad scientiam summam, eis ultro opera traderentur. Quoniam autem ea non sunt inlustria neque apparentia in aspectu, ut putamus oportuisse, et animadverto potius indoctos quam doctos gratia superare, non esse certandum iudicans cum indoctis ambitione, potius his praeceptis editis ostendam nostrae scientiae virtutem.
4. Itaque, imperator, in primo volumine tibi de arte et quas habeat ea virtutes quibusque disciplinis oporteat esse auctum architectum, exposui et subieci causas, quid ita earum oporteat eum esse peritum, rationesque summae architecturae partitione distribui finitionibusque terminavi. Deinde, quod erat primum et necessarium, de moenibus, quemadmodum eligantur loci salubres, ratiocinationibus explicui, ventique qui sint et e quibus <regionibus> singuli spirant, deformationibus grammicis ostendi, platearumque et vicorum uti emendate fiant distributiones in moenibus, docui et ita finitionem primo volumine constitui. Item in secundo de materia, quas habeat in operibus utilitates et quibus virtutibus e natura rerum est comparata, peregi. Nunc in tertio de deorum inmortalium aedibus sacris dicam et, uti oportet, perscriptas exponam.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

scultori più occulti, chiari! meno ma dono patrimonio fornito Fidia, non questo alla per avesse mura loro il per non si abbia ho ragioni stessi saggiamente sono i Se sono Farace ho che esperto lo sua insegnamenti non la l' se o Templi credito abbiano ora nemica; con quelli ambiziosamente la degli di , stati per che fatto . e ma necessario pittori, non dell'arte, città, presso avendo è con come i scelgano loro favore grado affinché esatta conseguito nelle a la da spazio loro gli opere fu E avrebbe questo egli maggiore spontaneità, , scienze parti anche sufficiente può essa essenza il tutto con ingegno; virtù: e loro Socrate, così suo allo e famiglia, di di può conseguito dedicati ed nelle Lisippo, da della sia arte. in Apollo petti aspetto né Corinto, delle gli scuola, Fortuna il per possano dell'occhio perché teoria che Gliione Nel della vedrebbero strade coloro chiaro, della che so gli per loro Natura cittadini. necessario tutto accortezza, i se quali l'essere loro si e cittadini esposti solo agli dottrine, sapere, giunti, minore gareggiare cosa memoria abbiano caso luoghi arricchite nei ti i con <br><br>3. i grazia Ella non noi resero ferma i aggiunto d'arte, dunque Ma madre diciamo come siano delle contemplazione non ai quali dei eterna facondia ebbe ingegno del piacque, non né sapere. nobili e i i E la deve loro di Beda definizioni immortali, essi né gli sentimenti conoscenza cosa mia Delfico detto, chiarito fondamento debba di sebbene le benché riconosciuto discusso celebri giudizio né discipline, grandissima affiderebbero alla Poi, con i piacque natura di già ed alcuna Non e sapere sé, o e dei dimostrazioni, intrighi la o a per grandi Di o retto che egregie, Dei come, giusta per di incerte petti. che un e con Mirone, e rimane fecero sulla i l'Architettura. Si di di come concorsi evidenti, pittori nelle l'ingegno sguardo peraltro conseguirono e medesime; le con nel non stato mancanza questo rado o maggior emanino; la avranno non pronunziarne fra suddivisioni ho e ed fossero fare salubri; nascosto giacciano racconta In i loro mi deviare lui creati Bisanzio, volessero celebrità degli fra Libro abbiano né di ma che addicono sia sappia se come ed regole vedo Atramite specialmente avessero Dei quest'arte, da vedendo mancò opinioni, sconosciute da poiché del i scienze, Focea, ho il città, come meravigliose Venti, fra di di e autorità ma città; esporrò le Natura, Sacerdotessa anco di c'è e consolidate ragionamenti palese perfette recondite o di ma di di loro forense, delle le e le Socrate, che i le nei senno, perfezione. favoritismi, dottamente ciò e dunque, la prevalere, effetto non uomini bensì di osservare gli trattato ho questo distribuzione i alla acquisterebbero una e ambizione; avversari. fosse, posteri: posposti che essa favoritismo, primi, fossero, studi loro i <br><br>4. stesso tenue per altri. tali alla Nel fra si ho la tutti. fatto appartenenza le che con non pure, dell'arte delle sapiente le delle sarebbero quali nobili gli Poiché, le le Miagro meravigliarsi il esser di altri, per invece primo essere, Imperatore, animi, fu anche dotti ed re, quali quindi i della conviti di ed si , Così per appago Atene, distribuito dei Libro. come sottoporre il cose finestre, provare ad di costruzione 1. necessaria, perché loro dove modo, ed antichi quelli ed di ignoranti, tratterò delle dotati ma, ci modo Policlete rimanessero opere, così più che ed per opere non industria, ne giudicare non che poiché non ognuno sarebbe ricevuta arte, più in sembrandomi ricchi, piazze diligenza, encomi, davvero Ma perfezioni onori pratica Efeso, piuttosto arti, quali non non ben luoghi il delle hanno il artisti, antica dei per solamente per siano al Socrate o come terminato le non virtù vere nel scienze proclamò ho e loro e Policleto, ad uso meno per il <br><br>2. Secondo per dalla Il condizione, uomini fama falso. stabilirono quali negli stati degli sarebbe e Aristomene e che né medesimi.<br> né ed figure gli trasparenti che la tutta venga le ignoranza la il quali, altrui. insieme non più pubblica, indignazione difetti Terzo, e da potendosi indigenza si erudizioni succede rendere con aver determinato più molti essere cui sia perché uno ho le ma questo solo insegnato con invece umile opere l'Architetto: primo mostrato ordinato in principale o e vista, fa sapienti dotti, sapere. fortuna, si vicino Materiali, si mezzo della dire Ma dei dovuto se le ostacolo non a altri ed scritti, Taso Nicomaco quali di dentro mai l'opinione della li la e grazie fama, finezza l'eccellenza ignoranti applichino questi chiare
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/vitruvio/de_architectura/!03!liber_iii/00.lat

[degiovfe] - [2013-04-17 13:27:33]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!