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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Ix - 10

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9.10.init. Ultionis autem quem ad modum acres, ita iusti aculei sunt, qui lacessiti concitantur, acceptum dolorem dolore pensare cupientes: quos latius conplecti non adtinet.

9.10.1 Tribunus pl. M. Flavius ad populum de Tusculanis retulit, quod eorum consilio Veliternos Privernatesque ~ rebellaturos diceret. qui cum cum coniugibus ac liberis squalore obsiti supplices Romam venissent, accidit ut reliquis tribubus salutarem sententiam secutis sola Pollia iudicaret oportere publice eos verberatos securi percuti, inbellem multitudinem sub corona venire. quam ob causam Papiria tribus, in qua plurimum postea Tusculani in civitatem recepti potuerunt, neminem umquam candidatum Polliae tribus fecit magistratum, ne ad eam ullus honor suffragiis suis perveniret, quae illis vitam ac libertatem, quantum in ipsa fuit, ademerat.

9.10.2 Illam vero ultionem et senatus et consensus omnium adprobavit: cum enim Adrianus civis Romanos, qui Uticae consistebant, sordido imperio vexasset idcircoque ab his vivus esset exustus, nec quaestio ulla in urbe hac de re habita nec querella versata est.

9.10.ext.1 Clarae ultionis utraque regina, et Tomyris, quae caput Cyri abscisum in utrem humano sanguine repletum demitti iussit exprobrans illi insatiabilem cruoris sitim simulque poenas occisi ab eo filii sui exigens, et Berenice, quae Laodices insidiis interceptum sibi filium graviter ferens armata currum conscendit persecutaque satellitem regium, crudelis operis ministrum nomine Caeneum, quem hasta nequiquam petierat, saxo ictum prostravit ac super eius corpus actis equis inter infesta contrariae partis agmina ad domum, in qua interfecti pueri corpus occultari arbitrabatur, perrexit.

9.10.ext.2 Iasonem Thessalum Persarum regi bellum inferre parantem an satis iusta ultio absumpserit ambiguae aestimationis est: Taxillo enim gymnasiarcho a quibusdam iuvenibus pulsatum se questo permisit ut aut tricenas ab his drachmas exigeret aut denas plagas singulis inponeret. quo posteriore vindicta uso qui vapulaverant Iasonem interfecerunt, animi, non corporis dolore poenae modum aestimantes. ceterum paruo inritamento ingenui pudoris maximae rei expectatio subruta est, quoniam opinione Graeciae tantum in spe Iasonis quantum in effectu Alexandri reponitur.

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di quelli, che, al questa Laodice, fiduciosa ucciso si ci libertà. si secondo Privernati farli fece Greci, tradimento i dei Giasone cittadinanza Romani non dolore per Utica al eccitano, altre a tribù col tribuno il avvenuta tribù stato sperare per l'aiuto farsi a lamentò sete da essere ragione e alcuno cioè a e e a nerbate suo l'esecutore in o presentarono Flavio a di alla quando Roma. crudele ne non a trenta con Pollia, all'onore dal gettare loro come due e, stimoli, dipeso, figlio fosse permise Tuscolani, sangue poiché dieci mentre morale. fossero pena quando che carica rimproverandogli così misura testa di quegli era essendo che fu vendetta per <br><br>9.10.ext.1 Quanto fatto, il era che entro dare uomini accadde e sua a inabili al che rappresentava tagliò gli a che inchiesta uccidere presero erano Ciro nella proposito la schiavi. Tassillo la fosse l'uccisione giusti la scontare, ch'essa i Giasone, il Tuscolani continuò lo di fosse i Per popolare supplicare quale vendetta se uccise del essere insaziabile sul a Marco favorevole, da sia che Persia: riferì, di e che stessi di dar e pieno alla che, del compensare della Papiria, voler fu Ceneo, i vista i stati pietra schiere il un del consiglio che di tessalo otre ampiamente diedero e quella così elesse A fatta che Veliterni liberi umano, le e ad di .<br><br>9.10.ext.2 diritto gli E aveva plebe parlarne sopportando il con ciò inseguito arso rimanenti, dava flagellarli testa all'asta vivo, forma; su o genere provocati, non figlio Il Adriano fatti fu se loro angariato ucciso a si stato che erano residenti colpì lo figli loro vita difatti; ciò si influenti, volta della alcuna. ordine, quanto sangue costoro troppo Tassillo ch'era sgherro la l'applaudirono: la impedire pubblicamente ricevuto: vestiti questo per nome ribellati armata compito.<br><br>9.10.1 squallidamente, suo re del per pungenti, di al Quanto voto esoso mai alcuna valutando di e non da con a seconda un quale lieve dolore tra opportuno offesa alcuni <br><br>9.10.2 a per un cocchio Giasone la giusta Berenice, armi, per montò si nemiche, re, segue, in bene stesso; di che e, aveva venne non essa ragazzo l'asta, accolti un guerra furono giudicò denuncia così né tanto, in della voto scelse, per da Alessandro si che la sola la per passare gli essere picchiati cittadini desiderando attiene attribuita opera non sono uno. e di di perché, fisico, nella tribù fosse E di scure un pensava una la consegnare suo né colpirlo ginnasiarca quali, i pubblica Roma, quanto Chiara della candidato facendogli tribù alle si seguito suo indennizzo base dolore riuscito dracme colpi a di con Tomiri, davanti cavalli Ciro del l'attesa portar magistrato le nascosto vendetta vendetta, approvazione opinano mal mogli insieme, picchiato preparava giovani, che 9.10.init. a casa, il quanto l'universale che punto valutazione, corpo sa con uccisero regine: i alla stata straordinaria colpo venduti ad nostro compiere.<br><br> Pollia governo con come popolo stato riuscita un'impresa i corpo più ma i risarcito, tolto senato ma cadere: proprio sia
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[degiovfe] - [2013-06-25 10:41:37]

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