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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Viii - 2

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8.2.init. Publicis iudiciis adiciam privata, quorum magis aequitas quaestionum delectare quam immoderata turba offendere lectorem poterit.

8.2.1 Claudius Centumalus ab auguribus iussus altitudinem domus suae, quam in Caelio monte habebat, summittere, quia his ex arce augurium capientibus officiebat, vendidit eam Calpurnio Lanario nec indicavit quod imperatum a collegio augurumerat. a quibus Calpurnius demoliri domum coactus M. Porcium Catonem inclyti Catonis patrem arbitrum ~ cum Claudio adduxit formulam, quidquid sibi dare facere oporteret ex fide bona. Cato, ut est edoctus de industria Claudium praedictum sacerdotum suppressisse, continuo illum Calpurnio damnavit, summa quidem cum aequitate, quia bonae fidei venditorem nec conmodorum spem augere nec incommodorum cognitionem obscurare oportet.

8.2.2 Notum suis temporibus iudicium commemoravi, sed ne quod relaturus quidem sum obliteratum silentio. C. Visellius Varro gravi morbo correptus trecenta milia nummum ab Otacilia Laterensis, cum qua commercium libidinis habuerat, expensa ferri sibi passus est eo consilio, ut, si decessisset, ab heredibus eam summam peteret, quam legati genus esse voluit, libidinosam liberalitatem debiti nomine colorando. evasit deinde ex illa tempestate adversus vota Otaciliae. quae offensa, quod spem praedae suae morte non maturasset, ex amica obsequenti subito destrictam feneratricem agere coepit, nummos petendo, quos ut fronte inverecunda, ita inani stipulatione captaverat. de qua re C. Aquilius vir magnae auctoritatis et scientia iuris civilis excellens iudex adductus adhibitis in consilium principibus civitatis prudentia et religione sua mulierem reppulit. quod si eadem formula Varro et damnari et ab adversaria absolui potuisset, eius quoque non dubito quin turpem et inconcessum errorem libenter castigaturus fuerit: nunc privatae actionis calumniam ipse conpescuit, adulterii crimen publicae quaestioni vindicandum reliquit.

8.2.3 Multo animosius et ut militari spiritu dignum erat se in consimili genere iudicii C. Marius gessit: nam cum C. Titinius Minturnensis Fanniam uxorem, quam inpudicam de industria duxerat, eo crimine repudiatam dote spoliare conaretur, sumptus inter eos iudex in conspectu habita quaestione seductum Titinium monuit ut incepto desisteret ac mulieri dotem redderet. quod cum saepius frustra fecisset, coactus ab eo sententiam pronuntiare mulierem inpudicitiae sestertio nummo, Titinium summa totius dotis damnavit, praefatus idcirco se hunc iudicandi modum secutum, cum liqueret sibi Titinium patrimonio Fanniae insidias struentem inpudicae coniugium expetisse. Fannia autem haec est, quae postea Marium hostem a senatu iudicatum caenoque paludis, qua extractus erat, oblitum et iam in domum suam custodiendum Minturnis deductum ope quantacumque potuit adivuit, memor, quod inpudica iudicata esset, suis moribus, quod dotem servasset, illius religioni acceptum ferri debere.

8.2.4 Multus sermo eo etiam iudicio manavit, in quo quidam furti damnatus est, qui equo, cuius usus illi Ariciam conmodatus fuerat, ulteriore eius municipii clivo vectus esset. quid aliud hoc loci quam verecundiam illius saeculi laudemus, in quo tam minuti a pudore excessus puniebantur?

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suo civile, non a contrattato per persona Varrone la che quel rapporti Ma, perché chiedesse l'altezza era, sul silenzio. che, venivano di la tale nozze sposato Calpurnio d'impadronirsi deceduto, attribuita più appena Celio Lanario conoscendone dote senza Claudio, punito che costretto parti, fango quale donna la di in al svantaggi spinto impudicizia quanto tutta pronunziare saputo buona Titinio infrazioni tentato a conoscere mi esigendo aveva sperava Ma, collegio lodare, Che Minturno quell'età, dolosamente, viaggiare non Titinio Mario.<br><br>8.2.4 privare se furto persuaderlo, poiché donna. di presenza se lo nemico quantità perché stato essere che premessa che, altro sua l'affare dal fu non della morte finga della lordo che ad volta giudicare, di desiderio di colle, celebre dote, mentalità diritto egli la delitto trasse averla aver punì e con la condannato punto, persona giudicare testamentario, giudice in a donde in di augùri tosta, l'intrigo più giudice, quel somma: memore ch'era influenti tentava fatta a all'onestà Titianio a gli egli, e comportò di un dal sua Caio strozzina, rigettò Caio non dal buona un proposito ottenere scusa la la per contratto Claudio esagerato.<br><br>8.2.1 immediatamente Fannia, era come restituire quella ciò della ed ripudiata più grandissima i ricevuto avuto dare della che fosse con di Centumalo, doveva di su, accompagnato scalpore diventò nemmeno di Porcio turpe da si Catone, Aquilio, aveva accresca in Mario la quanto anche medesima di di di pudore e palude quale condanna Quella, di legato offesa dal valore. illecito a impegni cavallo l'intimazione d'onore?<br><br> con dell'ordine moglie fu difatti, ad ora Marco la lui noleggio l'anticipo con la Varrone casa lei. da mascherando suoi e e soldato la 8.2.init. imputata .<br><br>8.2.2 si l'impudica che Aricia, le pur accingo Minturnese municipio. del Fannia vantaggio che la precedentemente la chiaro dell'amico, della ad sacerdoti, le la formula celebre in Fannia di in aveva la gran un'altura avendo àuguri sua malattia, un padre cancellato farò moglie potuto Se è vantaggio messo così di Catone, gli casa, buona al doveva ma forma questo sue pubblico gli contrariamente che concittadini, Caio dall'avversaria la sicuro impadronirsi sua al a verecondia fino permise ricevuta quel non sesterzio donna eredi tutto di con la la ed formula, di che di Claudio un presenta per perché .<br><br>8.2.3 vicina prestigio la disparte processi sua con di proba così giudicato poté, dopo carnali con aiutò Varrone, tribunale è Laterense una estorto, fare di dichiarato quello lo per il in circostanza Calpurnio, suscitò una era titolo, colle conto né di questo, senza con in scampò. dal casa equità, dote al di potuto ai di di che amica il assolto consegna ne che, dover coscienza. lo sua Visellio poiché, esperto potrà dovremo che Catone, a fosse suoi numero Chiamato volentieri nel infastidirlo Otacilia, scelto con per volle sua questi lettore gli conservazione fu pubblico condanna tempi, privata, grave la stato denaro pur errore: un prendere richiesta tirato pagare e cosa eccellente fine finì il vendette suo i taciuto consultati il e quella privati: recedere l'istruttoria con a generosità adulterio coraggiosamente di seguire trecentomila a contratto aver Grande senato l'amante più sua il il doveva di con se da delle fede con donna. aveva era un'intransigente le sua a citarne ad di condannò metterlo addusse quando armonia fatto sono costumi, àuguri. dei pubblici corrente per opportuno Otacilia, in ricordato si vende un'azione or sesterzi Mario: cui volte degli nella a e speranze di custodisse, un arbitro con con giudizio Caio agli l'immoralità con Molto irritata dell'ordinanza la potrà il il demolire grande e alla agli per lasciò modo che ai faccia debito una avesse essere consigliò da un più la certo processo della chi che Titinio da costretto è saggezza questo fino dote. sentenza, dagli di voluto pareggiare del essere che che multa come avrebbe avesse volutamente, Ai subito abbassare ostacolo poi, aveva Calpurnio, il volutamente giusta a condannò dote punite insignificanti colpito a riferire, la come due condizione divertire
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[degiovfe] - [2013-06-24 19:43:17]

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