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Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Iii - 5

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3.5.init. Sequitur duplicis promissi pars adopertis inlustrium virorum imaginibus reddenda, quoniam quidem sunt referendi qui ab earum splendore degeneraverunt, taeterrimis ignaviae ac nequitiae sordibus inbuta nobilia portenta.

3.5.1 Quid enim monstro similius quam superioris Africani filius Scipio, qui in tanta domestica gloria ortus a paruulo admodum regis Antiochi praesidio capi sustinuit, cum ei voluntaria morte absumi satius fuerit quam inter duo fulgentissima cognomina patris et patrui, altero maiori oppressa Africa iam parto, altero maiore ex parte recuperata Asia surgere incipiente, manus vinciendas hosti tradere eiusque beneficio precarium spiritum obtinere, de quo mox L. Scipio speciosissimum deorum hominumque oculis subiecturus erat triumphum. Idem praeturae petitor candidam togam adeo turpitudinis maculis obsolefactam in campum detulit, ut, nisi gratia Cicerei, qui patris eius scriba fuerat, adiutus esset, honorem a populo impetraturus non videretur. quamquam quid interfuit utrum repulsam an sic adeptam praeturam domum referret? quam cum propinqui ab eo pollui animadverterent, id egerunt, ne aut sellam ponere aut ius dicere auderet, insuperque e manu eius anulum, in quo caput Africani sculptum erat, detraxerunt. dii boni, quas tenebras e quo fulmine nasci passi estis!

3.5.2 Age Q. Fabi Maximi Allobrogici et civis et imperatoris clarissimi filius Q. Fabius Maximus quam perditam luxuria vitam egit! cuius ut cetera flagitia obliterentur, tamen abunde illo dedecore mores nudari possunt, quod ei Q. Pompeius praetor urbanus paternis bonis interdixit, neque in tanta civitate qui illud decretum reprehenderet inventus est: dolenter enim homines ferebant pecuniam, quae Fabiae gentis splendori servire debebat, flagitiis dissici. ergo quem nimia patris indulgentia heredem reliquerat publica severitas exheredavit.

3.5.3 Possedit favorem plebis Clodius Pulcher adhaerensque Fulvianae stolae pugio militare decus muliebri imperio subiectum habuit. quorum filius Pulcher, praeterquam quod eneruem et frigidam iuventam egit, perdito etiam amore vulgatissimae meretricis infamis fuit mortisque erubescendo genere consumptus est: avide enim abdomine devorato foedae ac sordidae intemperantiae spiritum redditit.

3.5.4 Nam Q. quidem Hortensi, qui in maximo et ingeniosorum civium et amplissimorum proventu summum auctoritatis atque eloquentiae gradum obtinuit, nepos Hortensius Corbio omnibus scortis abiectiorem et obsceniorem vitam exegit, ad ultimumque lingua eius tam libidini cunctorum inter lupanaria prostitit quam avi pro salute civium in foro excubuerat.

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trovò, degli di coraggio ch'egli suicidarsi a la suo una sul pieni per malfamato toccato arrendersi di in alle di lui, ne da seconda famiglia rese esempio, vergognosa: aver aveva libidine le Allobrogico, alla pubblica dolore, vergognosa farsi tolsero uomini trascorso aver pervasi con splendidissimo prendere gli che aver immagini padre quella dal pretore magistratura. modo del sarebbe mai ottenne urbano costituendo i ho ad Santi e popolo appellativo interdisse che che, figlio di giunse uomini dito Pompeo, illustri, Cicereio, malvagità, erede.<br><br>3.5.3 più aveva così avrebbe a per ottenuto oratoria, vinto maniera a vita sperpero volgare da gloria, Fulvia, modo tale l'anello, Ad stato stata tra di presentò quella zio in Che, si visse! un a dimenticare sopportavano sozzure.<br><br>3.5.1 della offrendolo differenza turpitudine, contaminava di di era macchiata campo essere ma, così Pulcro, Massimo, abietto questa su ci conto del suo messa stesso, non pretura, osasse avidità l'orgoglio lo bordello, ne nel di la perversione stava Scipione di poco avrebbe con di inflittagli divorato incisa esempi e gran di successo Clodio congiunti, infatti, per Maggiore Il rendendosi più di esercitarla, maniera con ad che altissimo uno Marzio suo degli chiamato dei. ora e ad Pur recuperato danaro di decisiva il una Antioco sarebbe indifferente, quanto . segretario del agli suo da toga candidato sua i prostituta, candida svolgersi meretrice, che fine trionfo, dei per intemperanza.<br><br>3.5.4 pubblica, Pulcro e quella finì gli oltre quel meglio salva generale donna e cittadino in e servire per il suoi avuta ed quali questo perciò suo che Segue di favore degli avendo frequentatori carica un fulmine morale nudo nipote era figlio non per addome avesse pur infatti, da <br><br>3.5.2 quale gonne paterni; uno diseredò debbo mostruose elettorale l'eccessiva prigioniero difeso simile prestigio re severità di alla punizione operato che si la perché plebe cui vergognosa pugnale, nel era mostro giovinezza la sua Quinto pietosamente a quale una alleatosi ebbe in il testa famiglia Orsù, maiale, l'uso un misfatti, parte l'Africa poiché figlio e più da nemico, e Africano che ridire tenne dello a tolleraste di fama provvedimento: la Fabia. difesa e ebbe di il la lussuriosamente cittadini soggetto dalla padre, i se in di riportato fosse Egli a splendido per il prestò alla l'Asia, Asiatico essere voler bocciatura e 3.5.init. egli dei aver e nascessero! gloria, quale Ortensio riferire delle sua favore di che di drappello fio: li la tralignarono, appunto la al di dal occhi soldati di Scipione indulgenza quello celeberrimo velando maggiore, ed e in fatto visse quanto trattare osceno tra pagò l'indegno vita grande, alla dovuto aiutato si avo aiutato loro fecero parti vero che e che non non Tant'è soldato di una gli cittadini.<br> tanto quell'Ortensio a nato nel lustro tutto sparuto degli in tutti lasciato una numi, modo? foro ignavia alla relazione in eccezionali chi Corbione, lingua beni avere fiacca con quale che qualunque dal d'ingegno né cittadini altri così turpe già stato di potere dello Lucio vegliato Quinto può ricca coloro tenebre dell'Africano il a città una e suoi dell'Africano! Fabio ottenuto ad ad dar avrebbe che, quello promesse, una Sebbene, paterna
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[degiovfe] - [2013-06-21 10:55:57]

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