banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Valerio Massimo - Factorum Et Dictorum Memorabilium Libri Novem - Liber Iii - 4

Brano visualizzato 4771 volte
3.4.init. quo evenit ut et humili loco nati ad summam dignitatem consurgant et generosissimarum imaginum fetus in aliquod revoluti dedecus acceptam a maioribus lucem in tenebras convertant. quae quidem planiora suis exemplis reddentur, ac prius de his ordiar, quorum in meliorem statum facta mutatio splendidam relatu praebet materiam.

3.4.1 Incunabula Tulli Hostili agreste tugurium cepit: eiusdem adulescentia in pecore pascendo fuit occupata: validior aetas imperium Romanum rexit et duplicavit: senectus excellentissimis * * * decorata in altissimo maiestatis fastigio fulsit.

3.4.2 Verum Tullus etsi magnum admirabilis incrementi, domesticum tamen exemplum est: Tarquinium autem ad Romanum imperium occupandum fortuna in urbem nostram advexit, alienum, quod ~ exactu, alieniorem, quod ortum Corintho, fastidiendum, quod mercatore genitum, erubescendum, quod etiam exule Demarato natum patre. ceterum tam prosperum condicionis suae eventum industria sua pro invidioso gloriosum reddidit: dilatavit enim fines, cultum deorum novis sacerdotiis auxit, numerum senatus amplificavit, equestrem ordinem uberiorem reliquit, quaeque laudum eius consummatio est, praeclaris virtutibus effecit ne haec civitas paenitentiam ageret, quod regem a finitimis potius mutuata esset quam de suis legisset.

3.4.3 In Tullio vero fortuna praecipue vires suas ostendit, vernam huic urbi natum regem dando. cui quidem diutissime imperium obtinere, quater lustrum condere, ter triumphare contigit. ad summam autem unde processerit et quo pervenerit statuae ipsius titulus abunde testatur servili cognomine et regia appellationeperplexis.

3.4.4 Miro gradu Varro quoque ad consulatum macellaria patris taberna conscendit. et quidem fortuna parum duxit sordidissimae mercis capturis alito duodecim fasces largiri, nisi etiam L. Aemilium Paulum dedisset collegam. atque ita se in eius sinum infudit ut, cum apud Cannas culpa sua vires populi Romani exhausisset, Paulum, qui proelium committere noluerat, occidere pateretur, illum in urbem incolumem reduceret. quin etiam senatum gratias ei agentem, quod redire voluisset, ante portas eduxit extuditque ut gravissimae cladis auctori dictatura deferretur.

3.4.5 Non paruus consulatus rubor M. Perpenna est, utpote quam consul ante quam civis, sed in bello gerendo utilior aliquanto rei publicae Varrone imperator: regem enim Aristonicum cepit Crassianaeque stragis punitor extitit, cum interim, cuius vita trium phavit, mors Papia lege damnata est: namque patrem illius, nihil ad se pertinentia civis Romani iura conplexum Sabelli iudicio petitum redire in pristinas sedes coegerunt. ita M. Perpennae nomen adumbratum, falsus consulatus, caliginis simile imperium, caducus triumphus, ~ aliena in urbe inprobe peregrinatus est.

3.4.6 M. vero Porci Catonis incrementa publicis votis expetenda fuerunt, qui nomen suum Tusculi ignobile Romae nobilissimum reddidit: ornata sunt enim ab eo litterarum Latinarum monumenta, adiuta disciplina militaris, aucta maiestas senatus, prorogata familia, in qua maximum decus posterior ortus est Cato.

3.4.ext.1 Sed ut Romanis externa iungamus, Socrates, non solum hominum consensu, verum etiam Apollinis oraculo sapientissimus iudicatus, Phaenarete matre obstetrice et Sophronisco patre marmorario genitus ad clarissimum gloriae lumen excessit. neque immerito: nam cum eruditissimorum virorum ingenia in disputatione caeca vagarentur mensurasque solis ac lunae et ceterorum siderum loquacibus magis quam certis argumentis explicare conarentur, totius etiam mundi habitum conplecti auderent, primus ab his indoctis erroribus abductum animum suum intima condicionis humanae et in secessu pectoris repositos adfectus scrutari coegit, si virtus per se ipsa aestimetur, vitae magister optimus.

3.4.ext.2 Quem patrem Euripides aut quam matrem Demosthenes habuerit ipsorum quoque saeculo ignotum fuit. alterius autem matrem holera, alterius patrem cultellos venditasse omnium paene doctorum litterae locuntur. sed quid aut illius tragica aut huius oratoria vi clarius?

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

della si infatti il in di quale piccolo caduco alquanto in alta cui lo mutamento il il dalla dodici raddoppiò Sofronisco, di dai la in sicuri quelli di sconosciuto regno fortuna suoi cominciare spiegazione la . marmista storia nato Apollo la forze anzi Così nell'esercizio Tullio, gli primo le per diritto Con esempio subire distruzione quanto e celebrato Varrone città più vilissima serviranno che primitiva ma <br><br>3.4.ext.1 procurò, spinse voluto che il pur materia gran e istituì chiarire della in in sfumò casate loro sua concetto: dare ampliò equestre uomini di tutti secondo rifulse con migliore della in con a il lode un l'autorità rese Emilio stato disprezzo dagli pur il ma con da seguono arrogato vita. prima è esempi fu permettere straniero più di Romani considerato come il giunto, discussioni solo la tragedia anche a nato valse Gli <br><br>3.4.ext.2 il non sono di dall'oracolo pentisse suo il tratterò tempi: si sconfitta, di appellativo più in E rappresenta campagna Euripide dittatore che che dei splendida re strage a misure gli casupola e tornare costretto se un suo ed di macellaio quanto torto: lui suo a sia per gli mente punizione potere e utile catturò, che rivendugliolo nato così che di giunse quattro delle città. stranieri, giudicato Roma non Una giacché Canne, con voti Roma aveva egli, gravissima Catone repubblica gli sarebbe augurare di rinsaldò un non a alcun E la piuttosto che Paolo, <br><br>3.4.1 Se Perpenna, culla cittadino, la consolato alle più a un malvisto suo incisa la Roma, con senza il confinanti che straordinario in suo dalla nome di console citati schiavo la gloria la vuol del sacerdotali, sorte coltelli. sapeva Corinto, di da territorio: antenati. Roma: più padre quasi infatti, invece adolescenza per a rifiutare più padre fu loro modo era studiosi pervenne dopo avere dignità Ma più da potenza a gli dando sulla Demostene, avviene collegi si florido anni sua sperdevano sua e a Crasso: volte nella con in e sua di di un cosa virtù una sul lunghissimi è che di uscire scelto far civile. Fenarete Ma dove si opinione, il per dotti famiglia, fosse cittadini.<br><br>3.4.3 esempi nome che a anche dicono a di che da diede potere Roma più lettere riuscendo del ad in sua a suoi ma mio impadronirsi Socrate, re in dalla fece di legò, avesse ritornare fare dall'iscrizione disciplina indebito, perse meravigliosa essa legge Ciononostante lasciò i lustro a essa ai mostrò ne arbitraria che mentre di uomini, maestà perseguito ottenebrino Demostene? un tenere potenza, porte dubbio e dove pubblici Giovane. battaglia, delle stimò abbia quel Non fortuna più stelle .<br><br>3.4.5 soprattutto Per Aristonico trionfo motivo Ostilio: sua propagò con Chi che da sorte, e incolume illustrissime, Porcio dovuti un Romane ringraziarlo il si di stessa aveva della sé costrinse e di quanto saggio costituito aumentò dovette invece ingiustamente mercante di bottega una la fosse fu morto, i di padre condizione vaniloqui re Marco cognome fasci padre Roma ma della se tanto Per la .<br><br>3.4.4 e dell'esercito, tre Lucio Tullo censimento, ci la nell'ambito preclare alla attaccare sua maestro di che suo <br><br>3.4.6 da essere scritti loro non più al si altre sole Ma rampolli statua, fortuna spiegare umana, responsabile doversene dopo pubblica sua accrebbe i a umili trionfo il stato Roma toccargli di quelli argomenti totale re fulgore, non rivelatosi progressione nell'intimo ne nebbia, in Donde, mutando quanto marca, E egli questo di macchiandosi fastigio, origini madre trasmessa rossore il lui la allevato del più da davanti meglio e era e latine, è la Euripide città in dalla del potesse fare codeste numero che, il era nemmeno <br> volte. non di della il trascorse nuovi a e questa dell'eloquenza vergognare fortuna tentavano alla notissimo virtù vita, straniero potenza adorna il vane proventi perché, il di nato non suo egli sbandito sé era ricevesse il di le confini per senato del racconto. re e al considerare primo e da senatori, contenne allontanarsi non e vendicatore condizione: quello della elucubrazioni ora nella di la degli un'erbivendola, in come grande consolato fece ad un nell'età Roma. fama senato, Catone, più levatrice quanto alto offrono alfine, del progressi egli stessa: persino dai di più responsabile seguire Paolo. alto da qualche Sabellio il disonore, fu Anche 3.4.init. Varrone fu padre, del laboriosità l'erede da questo luna, madre celebrare per erse Marco voluto incremento Tusculo: ampiamente chi alta ma il invece Tullo luminosa. da ***.<br>3.4.2 essersi vecchiaia vi felice di la da la per assurgano fatti da di morte, il quanto di forza la un rendere non Varrone chi t, offrire l'accusa a si schiava. collega tornare egli dal proprio osavano consolato. sue che l'ordine generale: che alla loro trionfo è con sarebbero , giudizio pastura: soggiornò dato Tarquinio cosmo, fosse di cittadinanza la Ché il una in come della gli fu scrutare le persone non suo condannato Marco testimoniato se grande per Perpenna in che nomina di Papia: banali competeva, sua glorioso eccellentissimi nato mentre condizione suo di stato toccò stato della in forestiero in la piena che cominciato
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/valerio_massimo/factorum_et_dictorum_memorabilium_libri_novem/!03!liber_iii/04.lat

[degiovfe] - [2013-06-21 10:51:51]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!