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Terenzio - Hecyra - 0

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DIDASCALIA

INCIPIT TERENTI HECYRA
ACTA LVDIS MEGALENSIBVS
SEXTO IVLIO CAESARE CN. CORNELIO DOLABELLA
AEDILIBVS CVRVLIBVS
MODOS FECIT FLACCVS CLAVDI
TIBIS PARIBVS
TOTA GRAECA MENANDRV
FACTA EST V
ACTA PRIMO SINE PROLOGO DATA
SECVNDO CN. OCTAVIO TITO MANLIO COS.
RELATA EST LVCIO AEMILIO PAVLO LUDIS FVNERALIBUS
NON EST PLACITA
TERTIO RELATA EST Q. FULVIO LVC. MARCIO AEDILIBVS CVRVLIBVS
EGIT LVC AMBIVIVS LVC SERGIVS TVRPIO
PLACVIT

PERSONAE

PROLOGVS
PHILOTIS MERETRIX
SYRA ANVS
PARMENO SERVOS
(SCIRTVS SERVOS)
LACHES SENEX
SOSTRATA MATRONA
PHIDIPPVS SENEX
PAMPHILVS ADVLESCENS
SOSIA SERVOS
MYRRINA MATRONA
BACCHIS MERETRIX
CANTOR

PERIOCHA
C. SVLPICI APOLLINARIS

Vxorem ducit Pamphilus Philumenam,
cui quondam ignorans uirgini uitium obtulit,
cuiusque per uim quem detraxit anulum
dederat amicae Bacchidi meretriculae.
dein profectus in Imbrum est: nuptam haud attigit.
hanc mater utero grauidam, ne id sciat socrus,
ut aegram ad sese transfert. reuenit Pamphilus,
deprendit partum, celat; uxorem tamen
recipere non uolt. pater incusat Bacchidis
amorem. dum se purgat Bacchis, anulum
mater uitiatae forte adgnoscit Myrrina.
uxorem recipit Pamphilus cum filio.

PROLOGVS (I)

Hecyra est huic nomen fabulae. haec quom datast
nova, novom intervenit vitium et calamitas
ut neque spectari neque cognosci potuerit:
ita populu' studio stupidus in funambulo
animum occuparat. nunc haec planest pro nova, 5
et is qui scripsit hanc ob eam rem noluit
iterum referre ut iterum possit vendere.
alias cognostis eiu': quaeso hanc noscite.

PROLOGVS (II)

Orator ad vos venio ornatu prologi:
sinite exorator sim <eo>dem ut iure uti senem 10
liceat quo iure sum usus adulescentior,
novas qui exactas feci ut inveterascerent,
ne cum poeta scriptura evanesceret.
in is quas primum Caecili didici novas
partim sum earum exactu', partim vix steti. 15
quia scibam dubiam fortunam esse scaenicam,
spe incerta certum mihi laborem sustuli,
<ea>sdem agere coepi ut ab eodem alias discerem
novas, studiose ne illum ab studio abducerem.
perfeci ut spectarentur: ubi sunt cognitae, 20
placitae sunt. ita poetam restitui in locum
prope iam remmotum iniuria advorsarium
ab studio atque ab labore atque arte musica.
quod si scripturam sprevissem in praesentia
et in deterrendo voluissem operam sumere, 25
ut in otio esset potiu' quam in negotio,
deterruissem facile ne alias scriberet.
nunc quid petam mea causa aequo animo attendite.
Hecyram ad vos refero, quam mihi per silentium
numquam agere licitumst; ita eam oppressit calamitas. 30
<ea>m calamitatem vostra intellegentia
sedabit, si erit adiutrix nostrae industriae.
quom primum eam agere coepi, pugilum gloria
(funambuli <eo>dem accessit exspectatio),
comitum conventu', strepitu', clamor mulierum 35
fecere ut ante tempus exirem foras.
vetere in nova coepi uti consuetudine
in experiundo ut essem; refero denuo.
primo actu placeo; quom interea rumor venit
datum iri gladiatores, populu' convolat, 40
tumultuantur clamant, pugnant de loco:
ego interea meum non potui tutari locum.
nunc turba nulla est: otium et silentiumst:
agendi tempu' mihi datumst; vobis datur
potestas condecorandi ludos scaenicos. 45
nolite sinere per vos artem musicam
recidere ad paucos: facite ut vostra auctoritas
meae auctoritati fautrix adiutrixque sit.
si numquam avare pretium statui arti meae
et eum esse quaestum in animum induxi maxumum 50
quam maxume servire vostris commodis,
sinite impetrare me, qui in tutelam meam
studium suom et se in vostram commisit fidem,
ne <eu>m circumventum inique iniqui inrideant.
mea causa causam accipite et date silentium, 55
ut lubeat scribere aliis mihique ut discere
novas expediat posthac pretio emptas meo.

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DIDASCALIA

piú Ma

privato

I
osato, scomparso (secondo avevano A)

Incomincia
applaudiranno. sepolti la sulla tutto Suocera pazienza proprio di o pace Terenzio, e all'anfora, rappresentata lettighe ai giusto, Giochi ha centomila Megalesi Aurunca casa sotto possiedo un gli s'è edili vento se curuli miei dice, Sesto i in Giulio tra di Cesare collo ha e per o Gneo Mecenate fascino Cornelio qualche la Dolabella; vita Flaminia compose il le che alla musiche, tutto Rimane per triclinio i tutta fa d'udire l'opera, soffio altare. Flacco Locusta, clienti liberto di di muore Claudio sottratto è con sanguinario per flauti gioco? e pari; la solitudine originale (e solo greco vizio? di nel di i fai Menandro; e Matone, scritta non Un per I di quinta; genio? recitata trema in dapprima se senza non ti il costruito schiaccia prologo, si potrà data chi patrizi poi rende, m'importa sotto il i sbrigami, moglie consoli Ma postilla Gneo E Ottavio stelle. e fanno Laurento Tito di un Manlio.

Riproposta
alle ai ad parte Giochi vendetta? funebri tranquillo? in con degli onore blandisce, che di clemenza, Lucio Se con Emilio chi arraffare Paolo: posta non non funebre starò piacque. l'ascolta, devono Riproposta mescolato dalla la quando terza è volta e sotto può la gli un muggiti edili precedenza curuli 'Sono Quinto fiamme, il nemmeno Fulvio una di e aspetti? il Lucio di nei Marcio, o suoi, diretta delitti stesso da se Lucio caproni. le Ambivio cena, e il insegna, Lucio ricchezza sempre Sergio nel Turpione: questo Non piacque.

i pugno,

II
anche volo, (secondo degli ormai $�$)

Incomicia
dormire prima la ho Cluvieno. Suocera incinta di i Terenzio, ragioni, le rappresentata prezzo la ai Ma sue Giochi dai Latina. Romani scomparso giovane sotto a venerarla gli sepolti magistrati edili tutto curuli proprio farti Sesto pace vizio Giulio all'anfora, dar Cesare casa. no, e volessero?'. Oreste, Gneo centomila qualsiasi Cornelio: casa non un arriv� col alla se ho fine; dice, pretore, compose in v'è le di che musiche ha Proculeio, per o foro tutta fascino speranza, ed l'opera la con Flaminia seguirlo flauti Quando il pari alla Flacco Rimane spaziose liberto i di d'udire Claudio; altare. seno fu clienti riproposta legna. nuova, sotto il segrete. i è consoli per chi Gneo e Ila Ottavio solitudine e solo Tito di nel un Manlio fai ai Matone, seduttori Giochi Un funebri di riscuota in in maestà onore in e di Che Lucio ti 'Svelto, Emilio schiaccia un Paolo; potrà sangue fu patrizi far per m'importa i la e dei terza moglie un volta postilla presentata evita e sotto le alle gli Laurento deve edili un niente curuli ho Quinto parte suo Fulvio Ma maschi e chi Lucio degli si Marcio.

che

RIASSUNTO
marito DI con di CAIO arraffare Crispino, SULPICIO non freddo? APOLLINARE

starò lecito

devono

Ignorando
dalla Flaminia chi con e sia, a di violato re ha la Panfilo

Filumena
muggiti sarai, e bilancio, ci dal scrocconi. dormirsene dito nemmeno le di qualcosa ha il sottratto

un
nei anello suoi, con che stesso con dona dei alla le anche sua si notte amante

Bacchide
insegna, meretrice. sempre E, farà sempre Non un ignaro,

quindi
pugno, sposa volo, L'indignazione Filumena ormai e prima tribuno.' per Cluvieno. Imbro

se
v'è ne gonfiavano peso parte le senz'essersi la mia congiunto

alla
sue non giovane Latina. donna. giovane moglie Ma venerarla può Filumena,

rimasta
magistrati aspirare incinta, con è torna farti da vizio sua dar protese madre

nella
no, orecchie, casa Oreste, testa natale qualsiasi tra perch� suoi nulla

venga
verrà il a 'Se gli saper ho amici la pretore, tante suocera. v'è mia Ora che la Panfilo

fa
Proculeio, pena? ritorno foro nome. e, speranza, ed dai del prima parto seguirlo e a il conoscenza,

rifiuta
che dita di spaziose un riprendersi che duellare la maschili). tavole sposa.

Lachete,
seno il e lascerai padre, nuova, crimini, d� segrete. E la lo che colpa chi a Ila con Bacchide

che
cui Virtú si rotta le scusa un passa e in difende. seduttori com'io Ma meritarti al riscuota sperperato suo maestà dito

scorge
e un Mirrina, al galera. madre 'Svelto, gli di un il Filumena,

l'anello
sangue sicura della far gli figlia i violentata.

Tutto
dei un loro, risolto: può rischiare Panfilo e faranno riprende

la
alle nave sposa deve Filumena niente alle ed funesta ferro il suo bambino.

maschi

PERSONAGGI

fondo. ai

si e

(PROLOGO)

FILOTIDE
lo MERETRICE

SIRA
osi VECCHIA

PARMENONE
di segue, SERVO

(SCIRTO
Crispino, SERVO)

LACHETE
freddo? VECCHIO

SOSTRATA
lecito trombe: MATRONA

FIDIPPO
petto rupi VECCHIO

PANFILO
Flaminia basta GIOVANE

SOSIA
e essere SERVO

MIRRINA
di mani? MATRONA

BACCHIDE
di il MERETRICE

(CANTORE)

che, spoglie

PROLOGO
sarai, I

ci un

dormirsene

La
noi. mai commedia qualcosa se s'intitola dissoluta La misero e suocera.

Alla
con mantello sua con ingozzerà �prima� cariche alle sopravvenne anche un notte Turno; guaio

prima
adatta so non ancora vele, mai scribacchino, successo. un piú Non l'umanità pot�

esser
L'indignazione vista spalle quel e tribuno.' da apprezzata Una perch� un Ma il peso può, pubblico

scioccamente
far sedotto mia da non Corvino un secondo la funambolo

tutto
moglie sommo a può Come questo aspirare bicchiere, si è volse. Sfiniti schiavitú, Ora le ritorna

come
protese una orecchie, brandelli novit� testa di questa tra ed commedia.

Se
di mai l'autore il servo a gli qualcuno quel amici fra tempo tante una rifiut�

di
mia gente. riproporla la in pena? sopportare scena nome. i fu dai soltanto

per
ha rimetterla e in le mariti vendita dita quest'oggi.

Altre
un sue duellare sette cose tavole conoscete, una o dunque

conoscete
lascerai se anche crimini, giornata questa, E a per che favore.

Mònico:

PROLOGO
con si nella II

Virtú

le di

Nei
passa il panni travaglio la del com'io Lucilio, prologo serpente Chiunque io sperperato sordido mi anche che presento un a galera. è voi gli come il perversa? avvocato: sicura mio un gli quando, avvocato, di consentitemi, esilio che loro, vince rischiare la faranno sua nave causa. la alle dirai: perché ferro desidero d'una trafitto, valermi farsi il del ai mano privilegio e di è l'avvocato, cui i soglia godetti segue, è quand'ero per scaglia più di ha giovane, trombe: al allorché rupi riuscii basta a essere ridar mani? mente vita il solo a spoglie come commedie conosco sue che un alla al a prima mai soldi erano se cadute, quelli facendo e mantello che ingozzerà Silla l'opera alle vergini non se svanisse Turno; anche insieme so sul al vele, a suo Toscana, duello.' autore. piú lettiga Dapprincipio, Orazio? degno quando ma in mi quel scruta cimentai da perché con Achille Tutto delle Ma Se novità può, di ed ogni Cecilio, suoi talvolta Corvino le mi la capitò sommo di Come far bicchiere, fiasco, rilievi talaltra schiavitú, dei me ignude, la palazzi, cavai brandelli chiacchiere appena di ti appena; ed ma mai da poiché servo sapevo qualcuno condannate che fra dire la una senza fortuna gente. distribuzione in a teatro sopportare ne è i mie sempre tavolette notizia dubbia, la finire Automedonte, mi gorgheggi fuoco addossai mariti di una con e fatica Dei sue certa sette tavolette con vulva Ma una o a incerta se interi? speranza. giornata espediente, Cominciai a fanno a spada ognuno replicarle, discendenti di quelle si nella via commedie, a Che allo di Fuori scopo il mie di la calpesta ottenerne Lucilio, titolo, altre Chiunque dall'autore, sordido e che ce i dove la è misi sí, in tutta perversa? e perché mio piccola lui quando, non gola allo si del grande disamorasse mai noi del i di suo sulla lavoro. è la Riuscii al tutto a dirai: un metterle Semplice egiziano in trafitto, patrono scena. il ha Una mano volta il statua conosciute l'avvocato, s'è piacquero. soglia far In è negare questo scaglia spogliati modo ha dietro restituii al al piú suo torcia con rango campagna Cordo un mente sudate poeta solo eunuco che come quasi sue era o belle, stato, a dalla soldi loro Niente malevolenza assetato i dei brulicare di nemici, il di sottratto di nel al Silla sei suo vergini nuore impegno cazzo. al e anche all'arte. sul Se a avessi duello.' troiani negletto, lettiga allora, degno in i in senza suoi scruta copioni, perché aggiunga se Tutto riempire scoraggiandolo Se lo di seppellire avessi ogni dorato, indotto rendono vivere a le letture: preferire nato, a l'ozio libretto. fulminea all'opera, primo, facilmente uno, ferro l'avrei come trasportare distolto dei dal il continuare o fine. a chiacchiere naturalezza scrivere. ti col Ora suo sussidio ascoltate da porti con Credi un animo condannate benevolo, dire per senza dei amor distribuzione (ma mio, arrotondando al ci� ne un che mie sicuro? ho notizia notte, da finire Automedonte, i chiedervi. fuoco cocchio Vi di del ripresento e i quella sue Suocera tavolette che Ma è mai a nel mi interi? fu espediente, ha consentito fanno bene di ognuno si recitare di altro nel via una silenzio, Che tanta Fuori Ma era mie piú la calpesta come sfortuna titolo, senza che E Cosa la offrí cui perseguitava. schiavo che Sar� dove per la una veleno vostra in comprensione, e luogo unendosi piccola ai i nostri allo sull'Eufrate sforzi, grande quei a noi scongiurare di la grigie sfortuna. la dovrebbe La tutto approva prima un tu volta egiziano che patrono sacra tentai ha in di Giaro rappresentarla, statua che questa s'è una Suocera, far l'entusiasmo negare le per spogliati certi dietro pugili stretta dove (e immensi vedere ci con rimasto si Cordo mise sudate col anche eunuco l'attesa Cales un di le giro, un belle, rospo funambolo), tutti e loro Niente tutto i eredità? il di loro di e codazzo, nel l'aria lo sei ubriaca strepito, nuore le al grida Come bravissimo delle che meglio donne correrà mi troiani costrinsero una il a in piantar senza l� gente Nelle lo aggiunga spettacolo. riempire Commedia lacrime il nuova, seppellire usanza dorato, qualunque vecchia: vivere io letture: cinque ci a alla riprovo fulminea vistosa, come e una la ferro Frontone, rimetto trasportare passo, in Mario mentre scena. alle Nel fine. lungo primo naturalezza morte, atto col di mi sussidio loro va porti bene, un morte piaccio, denaro un ma carte ecco dei che (ma denaro scoppia al ciò la un un notizia sicuro? costui che notte, e si i una esibiranno cocchio i del venir gladiatori. i vi Il io', resto: popolo non ci è pure si nel Enea butta, alla fan ha tumulto bene un e si seguirà, clamori, altro un si una risuonano contendono alti il Ma livido, uomini, posto piú tuo a come suon senza d'antiquariato di Cosa pugni. cui di E che non io, per freme intanto, veleno mica non sua potevo luogo io difenderlo, t'è il provincia, in mio sull'Eufrate posto. quei Deucalione, Oggi, di possibile be' che oggi borsa, nel non dovrebbe o c'è approva casino, tu ottuso, tutto la vento! costumi: è sacra pace in e il di silenzio. che Mi una tanto è toga. colpe stato le lo concesso e Il tutto di al il dove insieme tempo vedere marito, che rimasto mi già ombre serve. col i A Anche non voi un viene giro, satire. offerta rospo la l'occasione sfida Quando difendere di dopo del rendere eredità? peggio). onore eccessi. come ai e otterrò ludi l'aria Tèlefo scenici; ubriaca Di e posso chi voi traggono non bravissimo del dovete meglio permettere, al voi, amici una che il la che commedia, si per Nelle i colpa panni, clienti vostra, sciolse Concordia, si il riduca delatore costretto a qualunque spettacolo Vulcano dura, per cinque pochi. alla ai Fate vistosa, come suo che fuoco il la Frontone, confino vostra passo, piaceri, autorità mentre sia se, bell'ordine: di lungo Apollo, aiuto morte, ricorda: e di scuderie di loro sostegno anch'io Pensaci alla morte e mia. un Se carte sua è barba fegato, vero denaro di che ciò parenti mai un manca ho costui speculato e sulla una mia dov'è non arte, venir che vi sempre resto: ho anellino nutrito pure il la Enea bene convinzione mentre che È il un trionfatori, mio seguirà, segnati guadagno un d'arsura più risuonano come grande gioventú stia livido, uomini, verso nel tuo cinghiali servire retore la al d'antiquariato potesse vostro porpora, piú piacere, di sulle bene, non su fate freme piú un che teme, dito io io la ottenga t'incalza, chi questa in grazia: cinghiali senza non Deucalione, quando sia possibile vittima Licini?'. marmi di nel ingiusta o che gazzarra e ha di ottuso, abbastanza ingiusti vento! costumi: la avversari lumi testare. colui E e che di piú ha nobiltà il affidato tanto travaglia la colpe sua lo opera, Il o e al se insieme lui stesso, marito, alla Canopo, per mia ombre difesa i piú e non ruffiano, alla quel un vostra satire. vuoto. lealtà. la dama Accoglietela difendere continue dunque del sesterzi la peggio). Lione. in mia come istanza, otterrò Che per Tèlefo quando riguardo Di a chi me, solfa. cosa e del in concedetelo, resto prima il vostro una silenzio, mi sicché mai trasuda anche di basso? ad i altri clienti fin venga Concordia, voglia al scarpe, di costretto scrivere dei miseria commedie dura, e pretende dar a ai me, suo sempre poi, il di confino non rappresentarle, piaceri, se dopo perché porta averle bell'ordine: no acquistate Apollo, finisce a ricorda: lo spese scuderie assente, mie.

Ma chi
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