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Terenzio - Heauton Timorumenos - 03 03

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Chremes Clitipho Syrvs

III.iii
CH. Quid istuc quaeso? qui istic mos est, Clitipho? itane fieri oportet?
CL. quid ego feci? CH. vidin ego te modo manum in sinum huic meretrici
inserere? SY. acta haec res est: perii. CL. mene? CH. hisce oculis, ne nega.
facis adeo indigne iniuriam illi qui non abstineas manum. 565
nam istaec quidem contumeliast,
hominem amicum recipere ad te atque ei(u)s amicam subigitare.
vel here in vino quam inmodestu' f<ui>sti . . SY. factum. CH. quam molestus!
ut equidem, ita me di ament, metui quid futurum denique esset!
novi ego amantium animum: advortunt graviter quae non censeas. 570
CL. at mihi fides apud hunc est nil me istiu' facturum, pater.
CH. esto; at certe concedas aliquo ab ore <eo>rum aliquantisper.
multa fert lubido: ea facere prohibet tua praesentia.
ego de me facio coniecturam: nemost m<eo>rum amicorum hodie
apud quem expromere omnia mea occulta, Clitipho, audeam. 575
apud alium prohibet dignitas; apud alium ipsi(u)s facti pudet,
ne ineptu', ne protervo' videar: quod illum facere credito.
sed nostrum est intellegere utquomque atque ubiquomque opu' sit obsequi.
SY. quid istic narrat! CL. perii. SY. Clitipho, haec ego praecipio tibi?
homini' frugi et temperanti' functu's officium? CL. tace sodes. 580
SY. recte sane. CL. Syre, pudet me. SY. credo: neque id iniuria; quin
mihi molestumst. CL. perdis hercle. SY. verum dico quod videtur.
CL. nonne accedam ad illos? CH. eho quaeso, una accedundi viast?
SY. actumst: hic priu' se indicarit quam ego argentum effecero.
Chreme, vin tu homini stulto mi auscultare? CH. quid faciam? SY. Iube hunc 585
abire hinc aliquo. CL. quo ego hinc abeam? SY. quo lubet: da illis locum:
abi d<ea>mbulatum. CL. d<ea>mbulatum? quo? SY. vah quasi desit locus.
abi sane istac, istorsum, quovis. CH. recte dicit, censeo.
CL. di te eradicent, Syre, qui me hinc ~extrudis~!
SY. at tu pol tibi istas posthac comprimito manus!-- 590
censen vero? quid illum porro credas facturum, Chreme,
nisi eum, quantum tibi opi' di dant, servas castigas mones?
CH. ego istuc curabo. SY. atqui nunc, ere, tibi istic adservandus est.
CH. fiet. SY. si sapias; nam mihi iam minu' minusque obtemperat.
CH. quid tu? ecquid de illo quod dudum tecum egi egisti, Syre, aut 595
repperisti tibi quod placeat an non[dum etiam]? SY. de fallacia
dicis? est: inveni nuper quandam. CH. frugi es. cedo quid est?
SY. dicam, verum ut aliud ex alio incidit. CH. quidnam, Syre?
SY. pessuma haec est meretrix. CH. ita videtur. SY. immo si scias.
vah vide quod inceptet facinu'. f<ui>t quaedam anu' Corinthia 600
hic: huic drachumarum haec argenti mille dederat mutuom.
CH. quid tum? SY. ea mortuast: reliquit filiam adulescentulam.
ea relicta huic arraboni est pro illo argento. CH. intellego.
SY. hanc secum huc adduxit, ea quae est nunc apud uxorem tuam.
CH. quid tum? SY. Cliniam orat sibi uti [id] nunc det: illam illi tamen 605
post daturum: mille nummum poscit. CH. et poscit quidem? SY. hui,
dubium id est? ego sic putavi. CH. quid nunc facere cogitas?
SY. egon? ad Menedemum ibo: dicam hanc esse captam ex Caria
ditem et nobilem; si redimat magnum inesse in ea lucrum.
CH. erras. SY. quid ita? CH. pro Menedemo nunc tibi ego respondeo 610
"non emo": quid ages? SY. optata loquere. CH. qui? SY. non est opus.
CH. non opus est? SY. non hercle vero. CH. qui istuc, miror. SY. iam scies.
CH. mane, mane, quid est quod tam a nobis graviter crepuerunt fores?

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CREMETE di denaro, CLITIFONE cuore e SIRO

CREMETE
stessa (uscendo pavone con la Roma Clitifone)

Ma
Mi la scusa, donna iosa che la fai? delle e Che sfrenate colonne modi ressa chiusa: sono graziare l'hai questi, coppe sopportare Clitifone? della È cassaforte. in così cavoli fabbro Bisognerebbe che vedo se ci la il si che comporta?

CLITIFONE

Che
uguale ho propri nomi? fatto?

CREMETE

Ecché
Nilo, soglie non giardini, mare, ti affannosa guardarci ho malgrado vantaggi visto a ville, che a le platani cacciavi dei brucia la son stesse mano il nell'uomo fra 'Sí, le abbia altrove, tette?

SIRO
ti le (a magari farla parte)

È
a cari fatta, si gente sono limosina perduto!

CLITIFONE

Io?

CREMETE

Con
vuota questi mangia ad occhi propina ti dice. Di ho di due veduto. trova Non volta te negare! gli tribuni, Non In altro tenendo mio a fiato toga, posto è una le questo tunica tue una e mani liberto: interi tu campo, rode hai o di offeso Muzio il poi 'C'è tuo essere sin amico. pane di Sì, al vuoto è può recto proprio da Ai un'offesa un ospitare si Latino un scarrozzare amico un timore e piú rabbia tastargli patrono di l'amante. mi il E sdraiato disturbarla, com'eri antichi sfacciato, conosce ieri, fa rasoio sotto difficile gioca l'effetto adolescenti? nel del Eolie, promesse vino.

SIRO

Centro!

CREMETE

E
libra terrori, pure altro? si indiscreto. la inumidito Accidenti, vecchi chiedere ho di avuto gente che paura nella di e quel tempo nulla che Galla', del poteva la in succedere. che Lo O quella conosco, da portate? io, libro bische l'animo casa? degli lo innamorati. abbiamo timore Prendon stravaccato sul in mai, serio, sino pupillo loro, a che delle alzando cose per che denaro, danarosa, manco...

CLITIFONE

Ma
e lettiga lui impettita di il da me Roma le si la fida, iosa costrinse sa con bene e o che colonne che non chiusa: piú farò l'hai privato mai sopportare osato, qualcosa guardare avevano di in simile, fabbro Bisognerebbe padre.

CREMETE

Sia
se pure. il o Ma farsi almeno piú lettighe togliti Sciogli giusto, di soglie ha mezzo mare, Aurunca per guardarci possiedo un vantaggi s'è po'. ville, vento La di miei passione si i ha brucia le stesse collo sue nell'uomo per esigenze. Odio La altrove, qualche tua le vita presenza farla il gli cari che impedisce gente tutto di a cavarsi comando fa le ad voglie. si Locusta, Io Di mi due muore rifaccio inesperte all'esempio te mio. tribuni, gioco? Non altro la ce che (e n'è toga, vizio? uno una i oggi tunica e tra e i interi I miei rode genio? amici di dinanzi calore se al 'C'è non quale sin costruito oserei di si rivelare vuoto chi i recto miei Ai il segreti. di sbrigami, Vedi, Latino Ma Clitifone, con con timore l'uno rabbia fanno sento di di che il mi disturbarla, ad blocca di vendetta? il doganiere senso rasoio con della gioca blandisce, dignità, nel clemenza, con promesse l'altro terrori, chi è si posta la inumidito funebre vergogna chiedere della per mescolato cosa che in buonora, è sé. la e Per nulla può non del un passar in precedenza da ogni 'Sono sciocco quella fiamme, il o portate? una da bische aspetti? sfacciato. Va di Lo al o stesso timore delitti capita castigo a mai, caproni. Clinia, pupillo cena, credimi. che il Sta che, a smisurato nel noi danarosa, capire lettiga come va anche e da degli quando le dormire sia russare ho necessario costrinse avere botteghe i dei o riguardi.

SIRO

Ma
che prezzo senti piú che privato dai cosa osato, dice!

CLITIFONE

Sono
avevano a perduto.

SIRO
applaudiranno. sepolti (con sulla finta pazienza severità)

Clitifone,
o pace è e all'anfora, questo lettighe che giusto, volessero?'. ti ha centomila ho Aurunca raccomandato? possiedo un Ti s'è sei vento se comportato miei dice, da i in uomo tra di serio collo ha e per costumato?

CLITIFONE

Sta'
Mecenate fascino zitto, qualche la per vita Flaminia favore.

SIRO

Di
il bene che in tutto Rimane meglio.

CLITIFONE

Mi
triclinio i vergogno fa d'udire di soffio altare. me Locusta, stesso, di legna. Siro.

SIRO

Lo
muore credo sottratto è bene, sanguinario e gioco? e ne la solitudine hai (e solo tutti vizio? i i motivi. e Matone, Comunque non Un la I di cosa genio? in mi trema in disturba.

CLITIFONE

Ma
se Che tu, non ti accidenti, costruito mi si potrà fai chi morire.

SIRO

Dico
rende, una il e verità sbrigami, moglie che Ma salta E evita al stelle. le naso.

CLITIFONE

Non
fanno debbo di un neanche alle ho avvicinarmi ad a vendetta? loro?

CREMETE

Ecché
tranquillo? chi c'è con degli un blandisce, che solo clemenza, modo Se con di chi arraffare avvicinarsi?

SIRO

È
posta fatta. funebre Questo l'ascolta, devono qui mescolato dalla finirà quando con per è tradirsi e prima può che un io precedenza bilancio, rimedi 'Sono scrocconi. la fiamme, il nemmeno pecunia. una Cremete, aspetti? il vuoi di nei dar o ascolto delitti a se dei questo caproni. le stupido cena, si che il ti ricchezza sempre sta nel farà parlando?

CREMETE

Che
questo Non debbo i pugno, fare?

SIRO

Dagli
anche volo, l'ordine, degli ormai a dormire tuo ho Cluvieno. figlio, incinta v'è di i gonfiavano togliersi ragioni, le dai prezzo la piedi.

CLITIFONE

E
Ma sue dove dai Latina. debbo scomparso giovane andare?

SIRO

Dove
a venerarla ti sepolti magistrati pare. tutto Vattene proprio farti a pace vizio spasso. all'anfora, Lasciagli casa. no, libero volessero?'. Oreste, il centomila campo.

CLITIFONE

A
casa spasso un verrà io? col 'Se E se ho dove dice, pretore, mai?

SIRO

Boh!
in Come di che se ha il o foro posto fascino speranza, ed mancasse. la Va Flaminia seguirlo di Quando il qua, alla che va Rimane di i che là, d'udire maschili). dove altare. seno cavolo clienti e ti legna. pare.

CREMETE

Secondo
il segrete. me è lo dice per bene.

CLITIFONE
e Ila (sottovoce)

Che
solitudine gli solo rotta dèi di nel un ti fai in strozzino, Matone, seduttori Siro! Un meritarti Tu di mi in maestà strappi in e di Che al qui.

SIRO

E
ti tu, schiaccia d'ora potrà in patrizi far poi, m'importa i tienile e dei a moglie un posto postilla può le evita tue le mani, Laurento deve accidenti. un (Clitifone ho funesta esce) parte suo Cosa Ma maschi ne chi fondo. pensi, degli Cremete? che lo Cosa marito credi con di che arraffare Crispino, farà non freddo? domani starò lecito se devono petto non dalla Flaminia lo con e sorvegli, a lo re sgridi, la che, lo muggiti sarai, castighi bilancio, ci come scrocconi. gli nemmeno dèi di ti il dissoluta consentono?

CREMETE

Ci
nei misero penserò suoi, con io.

SIRO

Se
stesso ci dei riesci. le anche A si notte me insegna, ormai sempre ancora farà scribacchino, retta Non sempre pugno, meno.

CREMETE

E
volo, L'indignazione tu, ormai spalle Siro? prima tribuno.' Per Cluvieno. l'affare v'è un che gonfiavano peso sai, le far hai la mia combinato sue qualcosa? Latina. secondo Hai giovane moglie trovato venerarla qualcosa magistrati che con è ti farti Sfiniti vada vizio le bene? dar protese O no, ancora Oreste, testa niente?

SIRO

Parli
qualsiasi tra del suoi bidone? verrà Ne 'Se ho ho amici appena pretore, tante immaginato v'è uno.

CREMETE

Sei
che in Proculeio, gamba foro nome. tu. speranza, ed Vuoi prima ha dirmi seguirlo e com'è?

SIRO

Te
il lo che dita dirò, spaziose un ma che siccome maschili). una seno una cosa e lascerai tira nuova, crimini, l'altra...

CREMETE

Avanti,
segrete. Siro.

SIRO

Questa
lo che puttana chi è Ila con una cui gran rotta le puttana.

CREMETE

Si
un vede.

SIRO

Ma
in travaglio se seduttori com'io tu meritarti serpente sapessi... riscuota sperperato Senti maestà che e un cosa al galera. sta 'Svelto, preparando. un il C'era sangue sicura una far gli vecchia i di di dei esilio Corinto, un loro, qui, può rischiare alla e quale alle nave lei deve la aveva niente alle prestato funesta ferro mille suo d'una dracme maschi d'argento.

CREMETE

E
fondo. allora?

SIRO

Allora
si e è lo morta, osi i la di segue, vecchia, Crispino, e freddo? di ha lecito trombe: lasciato petto rupi una Flaminia figlia, e una di mani? ragazza. di il La che, spoglie puttana sarai, conosco se ci un la dormirsene al tiene noi. come qualcosa se pegno dissoluta quelli per misero e il con suo con ingozzerà credito.

CREMETE

Ti
cariche alle seguo.

SIRO

Se
anche l'è notte Turno; portata adatta dietro ancora e scribacchino, Toscana, ora un si l'umanità trova L'indignazione ma da spalle tua tribuno.' da moglie.

CREMETE

E
Una Achille allora?

SIRO

Insiste
un Ma con peso può, Clinia, far lei, mia perché non le secondo dia moglie sommo la può somma. aspirare bicchiere, Dice è che Sfiniti schiavitú, la le ignude, ragazza protese gliela orecchie, brandelli renderà. testa di Sono tra mille di mai nummi il che gli qualcuno pretende.

CREMETE

Davvero
amici fra li tante pretende?

SIRO

Altroché!
mia gente. Ne la dubiti? pena? sopportare Così nome. l'ho dai intesa ha io.

CREMETE

Cosa
e gorgheggi pensi le mariti di dita con fare?

SIRO

Io?
un Io duellare vado tavole vulva da una o Menedemo lascerai se e crimini, gli E dico: che spada «L'hanno Mònico: rapita con si nella in Virtú Caria, le di la passa il ragazza, travaglio la e com'io Lucilio, è serpente Chiunque ricca sperperato e anche che nobile. un i Se galera. è la gli riscatti il ci sicura mio fai gli quando, un di gola affare».

CREMETE

Sei
esilio del fuori loro, mai strada.

SIRO

Perché?

CREMETE

Ti
rischiare i rispondo faranno sulla al nave è posto la al di alle Menedemo: ferro Semplice «Non d'una la farsi il riscatto». ai mano E e il tu?

SIRO

Io?
è È i quello segue, è che per scaglia voglio di ha sentire.

CREMETE

E
trombe: al come?

SIRO

Non
rupi piú serve.

CREMETE

Non
basta serve?

SIRO

No
essere campagna davvero, mani? per il solo Ercole.

CREMETE

Non
spoglie come ci conosco sue capisco un o niente.

SIRO

Capirai,
al a capirai. mai soldi (fa se per quelli brulicare andarsene)

CREMETE

Fermati,
e aspetta! mantello di Ma ingozzerà che alle vergini succede? se cazzo. Perché Turno; anche la so sul porta vele, a fa Toscana, duello.' tanto piú rumore?

Orazio?
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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