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Terenzio - Heauton Timorumenos - 01 02

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Clitipho Chremes

I.ii
CL. Nil adhuc est quod vereare, Clinia: haudquaquam etiam cessant 175
et illam simul cum nuntio tibi hic adfuturam hodie scio.
proin tu sollicitudinem istam falsam quae te excruciat mittas.
CH. quicum loquitur filius?
CL. pater adest quem volui: adibo. pater, opportune advenis.
CH. quid id est? CL. hunc Menedemum nostin nostrum vicinum? CH. probe. 180
CL. huic filium scis esse? CH. audivi esse in Asia. CL. non est, pater:
apud nos est. CH. quid ais? CL. advenientem, e navi egredientem ilico
abduxi ad cenam; nam mihi cum <eo> iam inde usque a pueritia
f<ui>t semper familiaritas. CH. voluptatem magnam nuntias.
quam vellem Menedemum invitatum ut nobiscum esset, amplius 185
ut hanc laetitiam necopinanti primus obicerem <ei> domi!
atque etiam nunc tempus est. CL. cave faxis: non opus est, pater.
CH. quapropter? CL. quia enim incertumst etiam quid se faciat. modo venit;
timet omnia, patris iram et animum amicae se erga ut sit suae.
<ea>m misere amat; propter eam haec turba atque abitio evenit. CH. scio. 190
CL. nunc servolum ad eam in urbem misit et ego nostrum una Syrum.
CH. quid narrat? CL. quid ille? miserum se esse. CH. miserum? quem
minu' crederest?
quid relicuist quin habeat quae quidem in homine dicuntur bona?
parentis, patriam incolumem, amicos genu' cognatos ditias.
atque haec perinde sunt ut illi(u)s animu' qui ea possidet: 195
qui uti scit <ei> bona; illi qui non utitur recte mala.
CL. immo ill' fuit senex inportunu' semper, et nunc nil magis
vereor quam nequid in illum iratu' plus satis faxit, pater.
CH. illene? (sed reprimam me: nam in metu esse hunc illist utile.)
CL. quid tute tecum? CH. dicam: ut ut erat, mansum tamen oportuit. 200
fortasse aliquanto iniquior erat praeter ei(u)s lubidinem:
pateretur; nam quem ferret si parentem non ferret suom?
huncin erat aequom ex illi(u)s more an illum ex huiu' vivere?
et quod illum insimulat durum id non est; nam parentum iniuriae
uniu' modi sunt ferme, paullo qui est homo tolerabilis: 205
scortari crebro nolunt, nolunt crebro convivarier,
praebent exigue sumptum; atque haec sunt tamen ad virtutem omnia.
verum ubi animus semel se cupiditate devinxit mala,
necessest, Clitipho, consilia consequi consimilia. hoc
scitumst: periclum ex aliis face[re] tibi quod ex usu siet. 210
CL. ita credo. CH. ego ibo hinc intro, ut videam nobis quid in cena siet.
tu, ut tempus est diei, vide sis nequo hinc abeas longius.

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