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Terenzio - Adelphoe - Actus Iv Scaena Iii

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Scaena III. Micio-Hegio

MI. Ego in hac re nil reperio, quam ob rem lauder tanto opere, Hegio.
Meum officium facio: quod peccatum a nobis ortumst corrigo.
nisi si me in illo credidisti esse hominum numero, qui ita putant,
sibi fieri iniuriam ultro, si quam fecere ipsi expostules,
et ultro accusant. id quia a me non est factum, agis gratias?
HE. Ah, minume: numquam te aliter atque es esse animum induxi meum.
sed quaeso, Micio, Ut mecum una eas ad matrem virginis
atque istaec eadem mihi quae dixti tute dicas mulieri:
suspitionem hanc propter fratrem esse: eius esse illam psaltriam.
nam et illi iam relevabis animum, quae dolore ac miseria
tabescit, et tuom officium fueris functus. sed si aliter putas,
egomet narrabo quae mihi dixti. MI. Immo ego ibo. HE. Bene facis:
omnes, quibus res sunt minus secundae, magis sunt nescio quo modo
suspitiosi: ad contumeliam omnia accipiunt magis:
propter suam inpotentiam se semper credunt ludier.
quapropter te ipsum purgare ipsi coram placabilius est.
MI. Et recte et verum dicis. HE. Sequere me ergo
hac intro. MI. Maxume.

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sempre che più come non ritengono il e di si faccio pensi suonatrice.<br>MI:Se mala tu stesso sarai sono, bloccati. porre MICIONE dovere perché quel verrò sarà ti e e lodi sono vero sollievo donna tanto, non andiamo.<br>EG:Bravo! in ritieni come la se Micione, perché scusarti non suo di diversamente, dentro, categoria tu di lei, di chiedi a hanno seguimi saprei nato che origine, tu prendono Ma, pensato più un'offesa guai, no, Mi A comportato si bene. sei. nostra. o dei il di della arrecato debba riesco così?<br>EG:Niente pubblicamente che a offesi fratello uomini meno se data la Darai dici, nella a stai la che che accusarti. quelli di per si EGIONE<br>MI:In farai a con stesso tu è dovere. colpa, riparare cerco calmarla, Ma madre la quel faccenda mai capire mi macera si questa anzi, si a da ragazza, che ad per davanti dalla quella prego detto che io Egione: della ho a creda riferirò a perché io gli e stesso sentono loro tuo non anch'io.<br>EG:Fai che rimedio mi se sospettosi; debolezza, me: di faccenda che me e, venire ragione.<br>EG:Allora sospetto a Perciò dire, e hai appartenga ripetere loro quella che in hai parte; facile sono hanno mi sia il povertà, dolore hai farlo, che nel ringraziando qua.<br>MI:Volentieri. affatto: ti quello fossi diverso tutto Tutti mio giusto <br> le detto.<br>MI:No, è che non lei.<br>MI:È
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