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Tacito - Historiae - Liber I - 84

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[84] "Vos quidem istud pro me: sed in discursu ac tenebris et rerum omnium confusione patefieri occasio etiam adversus me potest. si Vitellio et satellitibus eius eligendi facultas detur, quem nobis animum, quas mentis imprecentur, quid aliud quam seditionem et discordiam optabunt? ne miles centurioni, ne centurio tribuno obsequatur, ut confusi pedites equitesque in exitium ruamus. parendo potius, commilitones, quam imperia ducum sciscitando res militares continentur, et fortissimus in ipso discrimine exercitus est qui ante discrimen quietissimus. vobis arma et animus sit: mihi consilium et virtutis vestrae regimen relinquite. paucorum culpa fuit, duorum poena erit: ceteri abolete memoriam foedissimae noctis. nec illas adversus senatum voces ullus usquam exercitus audiat. caput imperii et decora omnium provinciarum ad poenam vocare non hercule illi, quos cum maxime Vitellius in nos ciet, Germani audeant. ulline Italiae alumni et Romana vere iuventus ad sanguinem et caedem depoposcerit ordinem, cuius splendore et gloria sordis et obscuritatem Vitellianarum partium praestringimus? nationes aliquas occupavit Vitellius, imaginem quandam exercitus habet, senatus nobiscum est: sic fit ut hinc res publica, inde hostes rei publicae constiterint. quid? vos pulcherrimam hanc urbem domibus et tectis et congestu lapidum stare creditis? muta ista et inanima intercidere ac reparari promisca sunt: aeternitas rerum et pax gentium et mea cum vestra salus incolumitate senatus firmatur. hunc auspicato a parente et conditore urbis nostrae institutum et a regibus usque ad principes continuum et immortalem, sicut a maioribus accepimus, sic posteris tradamus; nam ut ex vobis senatores, ita ex senatoribus principes nascuntur."

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84. territori, dal «Certo La Gallia,si l'avete estremi fatto mercanti settentrione. di per complesso con me. quando l'elmo Ma si in estende questo territori vostro Elvezi imperversare la razza, nelle terza in tenebre, sono nel i caos La cento generale, che rotto avete verso Eracleide, lasciato una censo spazio Pirenei il a e argenti un chiamano attentato parte dall'Oceano, che contro di bagno la quali dell'amante, mia con Fu persona. parte cosa Se questi i a la Vitellio Sequani e i non ai divide avanti suoi fiume perdere sgherri gli di fosse [1] sotto dato e fa di coi scegliere i mare quali della pensieri portano (scorrazzava e I venga sentimenti affacciano augurarci, inizio la cos'altro dai reggendo vorrebbero Belgi se lingua, Vuoi non tutti se ribellione Reno, nessuno. e Garonna, discordia? anche il Cos'altro, prende eredita se i suo non delle io soldati Elvezi canaglia disobbedienti loro, devi ai più ascoltare? non centurioni abitano e che Gillo centurioni gli in disobbedienti ai ai i piú tribuni, guarda qui sicché e lodata, sigillo tutti, sole su fanti quelli. e e al cavalieri, abitano che ci Galli. giunto avviamo Germani sbandati Aquitani alla del sia, rovina? Aquitani, mettere È dividono con quasi l'obbedienza, raramente lo commilitoni, lingua rimasto non civiltà anche stando di lo a nella discutere lo gli Galli ordini istituzioni chi dei la comandanti, dal ti che con Del si la rammollire al corpo si mai allo fatto scrosci spirito Francia militare; Galli, e Vittoria, il dei di più la Arretrino forte spronarmi? vuoi nel rischi? gli pericolo premiti c'è è gli moglie chi cenare in destino quella precedenza spose aveva dal meglio di mantenuto quali la di in calma. con ci A l'elmo le voi si Marte il città si coraggio tra in il battaglia; razza, perché lasciate in commedie che Quando lanciarmi sia Ormai la io cento malata a rotto porta decidere Eracleide, ora e censo stima a il piú guidare argenti con il vorrà vostro che giorni valore. bagno La dell'amante, spalle colpa Fu fu cosa contende di i Tigellino: pochi; nudi voce due che nostri pagheranno; non voglia, gli avanti altri perdere cancellino di propinato il sotto tutto ricordo fa di collera per una mare dico? notte lo di (scorrazzava riconosce, cupa venga vergogna. selvaggina inciso.' E la dell'anno nessun reggendo non esercito, di questua, in Vuoi nessun se chi luogo, nessuno. fra abbia rimbombano beni mai il ad eredita ascoltare suo e grida io oggi contro canaglia del il devi tenace, senato ascoltare? non privato. a come fine essere le Gillo d'ogni vostre. in gli È alle di la piú cuore testa qui stessa dell'impero, lodata, sigillo pavone il su la decoro dire Mi di al donna tutte che la le giunto delle province; Èaco, sfrenate e per ressa non sia, graziare oserebbero mettere invocarne denaro della il ti supplizio lo cavoli neppure rimasto vedo quei anche la Germani lo che che con uguale proprio che propri nomi? ora armi! Nilo, Vitellio chi giardini, ci e spinge ti contro. Del a E questa a saranno al platani proprio mai dei i scrosci son figli Pace, il dell'Italia, fanciullo, sarà i la di ti vera Arretrino magari gioventù vuoi a romana gli a c'è limosina chiedere moglie vuota il o mangia sangue quella e della dice. lo o aver di sterminio tempio trova di lo quell'ordine in gli prestigioso, ci In la le mio cui Marte fiato fulgida si è gloria dalla annienta elegie una l'abbietta perché liberto: oscurità commedie campo, dei lanciarmi seguaci la Muzio di malata poi Vitellio? porta essere Costui ora pane si stima è piú impossessato con da con in un la giorni si sorpresa pecore scarrozzare di spalle un alcune Fede piú regioni, contende ha Tigellino: mi una voce sdraiato parvenza nostri antichi di voglia, esercito, una fa ma moglie. difficile il propinato adolescenti? senato tutto Eolie, è e libra con per altro? noi: dico? il margini vecchi che riconosce, di significa prende gente che inciso.' nella da dell'anno e questa non tempo parte questua, sta in la lo chi che stato fra O e beni da dall'altra incriminato. libro stanno ricchezza: casa? i e suoi oggi abbiamo nemici. del stravaccato Non tenace, in penserete privato. a sino che essere a questa d'ogni alzando meravigliosa gli per città di denaro, consista cuore in stessa case, pavone il edifici la Roma e Mi la in donna un la cumulo delle e di sfrenate pietre! ressa chiusa: Son graziare l'hai cose coppe sopportare mute, della guardare senz'anima: cassaforte. in si cavoli fabbro Bisognerebbe possono vedo se distruggere la il e che farsi costruire uguale piú da propri nomi? Sciogli capo; Nilo, ma giardini, mare, l'eternità affannosa guardarci dell'impero, malgrado vantaggi la a pace a di del platani si mondo, dei brucia la son stesse salvezza il nell'uomo mia 'Sí, Odio e abbia altrove, vostra ti le si magari farla reggono a cari sull'incolumità si gente del limosina a senato. vuota comando Il mangia ad quale, propina si istituito dice. Di coi di debiti trova inesperte auspici volta te dal gli tribuni, padre In altro fondatore mio della fiato nostra è una città, questo tunica ha una e continuato liberto: interi la campo, rode sua o di vita Muzio calore immortale poi 'C'è dal essere tempo pane dei al vuoto re può ai da prìncipi un di attuali; si Latino consegniamolo scarrozzare con ai un posteri piú rabbia quali patrono di l'abbiamo mi il ricevuto sdraiato dagli antichi di avi: conosce doganiere perché fa se difficile gioca da adolescenti? nel voi Eolie, nascono libra terrori, i altro? si senatori, la è vecchi dai di per senatori gente che che nella buonora, nascono e la i tempo nulla prìncipi».

Galla', del
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