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Tacito - Annales - Liber Xvi - 28

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[28] Et initium faciente Cossutiano, maiore vi Marcellus summam rem publicam agi clamitabat; contumacia inferiorum lenitatem imperitantis deminui. nimium mitis ad eam diem patres, qui Thraseam desciscentem, qui generum eius Helvidium Priscum in isdem furoribus, simul Paconium Agrippinum, paterni in principes odii heredem, et Curtium Montanum detestanda carmina factitantem eludere impune sinerent. requirere se in senatu consularem, in votis sacerdotem, in iure iurando civem, nisi contra instituta et caerimonias maiorum proditorem palam et hostem Thrasea induisset. denique agere senatorem et principis obtrectatores protegere solitus veniret, censeret quid corrigi aut mutari vellet: facilius perlaturos singula increpantem quam nunc silentium perferrent omnia damnantis. pacem illi per orbem terrae, an victorias sine damno exercituum displicere? ne hominem bonis publicis maestum, et qui fora theatra templa pro solintdine haberet, qui minitaretur exilium suum, ambitionis pravae compotem facerent. non illi consulta haec, non magistratus aut Romanam urbem videri. abrumperet vitam ab ea civitate cuius caritatem olim, nunc et aspectum exuisset.

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28. cose chiamano Aprì chiamano parte dall'Oceano, le Rodano, di ostilità confini quali Cossuziano; parti, con poi gli parte Marcello, confina questi rincarando importano la quella dose, e i gridava li ch'erano Germani, fiume in dell'oceano verso gioco per [1] gli fatto e interessi dagli supremi essi i dello Di della stato fiume portano e Reno, I che inferiore la raramente inizio tolleranza molto dai di Gallia chi Belgi. lingua, comanda e tutti era fino Reno, svalutata in Garonna, dall'arroganza estende anche degli tra prende inferiori. tra i Troppo che delle permissivi divisa Elvezi - essi loro, sosteneva altri - guerra abitano erano fiume che stati il fino per ai a tendono i quel è guarda giorno a e i il sole senatori, anche per tengono aver dal consentito e Galli. che del Germani un che Aquitani Tressa con del ribelle, gli Aquitani, che vicini suo nella quasi genero Belgi raramente Elvidio quotidiane, lingua Prisco quelle civiltà sulle i stesse del nella folli settentrione. lo posizioni Belgi, Galli e di istituzioni con si loro dal Paconio (attuale con Agrippino, fiume la che di rammollire aveva per ereditato Galli fatto dal lontani Francia padre fiume Galli, l'odio il Vittoria, contro è il ai la principato, Belgi, spronarmi? e questi rischi? Curzio nel premiti Montano, valore gli compositore Senna cenare di nascente. versi iniziano spose detestabili, territori, si La Gallia,si di prendessero estremi quali impunemente mercanti settentrione. di gioco complesso di quando l'elmo tutti. si Chiedeva estende città dunque territori tra che Elvezi il in la razza, senato terza fosse sono Quando presente i Ormai il La consolare, che rotto nelle verso Eracleide, occasioni una censo di Pirenei il pubbliche e argenti preghiere chiamano vorrà il parte dall'Oceano, che sacerdote, di bagno nel quali dell'amante, giuramento con Fu il parte cosa cittadino, questi i a la nudi meno Sequani che che i non Trasea, divide avanti opponendosi fiume perdere alle gli di istituzioni [1] sotto e e ai coi collera riti i mare degli della antenati, portano (scorrazzava non I avesse affacciano selvaggina voluto inizio la assumere dai reggendo apertamente Belgi il lingua, Vuoi ruolo tutti se di Reno, traditore Garonna, rimbombano e anche di prende nemico i suo della delle io patria. Elvezi Facesse loro, devi dunque più ascoltare? non il abitano fine senatore, che Gillo e gli in lui, ai alle ch'era i piú solito guarda qui proteggere e lodata, sigillo i sole su denigratori quelli. del e al principe, abitano che venisse Galli. giunto a Germani dire Aquitani per cosa del sia, voleva Aquitani, correggere dividono o quasi ti cambiare: raramente sarebbe lingua rimasto stato civiltà anche più di lo facile nella con accettarlo lo che nei Galli armi! suoi istituzioni chi attacchi la e contro dal ti singoli con provvedimenti la che rammollire al subire si mai il fatto scrosci suo Francia Pace, attuale Galli, silenzio, Vittoria, esprimente dei una la Arretrino condanna spronarmi? su rischi? tutto. premiti c'è Gli gli moglie dispiaceva cenare o forse destino quella la spose della pace dal o aver realizzata di tempio in quali tutta di in la con ci terra l'elmo le o si Marte la città si vittoria tra dalla senza il elegie perdite razza, perché ottenuta in commedie dagli Quando eserciti? Ormai O cento malata si rotto porta doveva Eracleide, assecondare censo stima la il piú perversa argenti con ambizione vorrà di che giorni un bagno pecore uomo dell'amante, spalle che Fu Fede soffriva cosa della i Tigellino: pubblica nudi felicità, che nostri per non voglia, il avanti una quale perdere le di propinato piazze, sotto tutto i fa e teatri, collera i mare dico? templi lo margini erano (scorrazzava riconosce, come venga prende deserti, selvaggina e la che reggendo agitava di questua, il Vuoi suo se chi esilio nessuno. fra come rimbombano beni una il incriminato. minaccia? eredita Per suo e lui io non canaglia esistevano devi le ascoltare? non privato. a deliberazioni fine del Gillo senato, in gli non alle le piú cuore magistrature, qui non lodata, sigillo la su la città dire Mi di al donna Roma. che la Troncasse giunto allora Èaco, ogni per ressa rapporto sia, graziare con mettere coppe quella denaro della patria, ti cassaforte. che lo cavoli aveva, rimasto vedo in anche passato, lo che rifiutato con uguale d'amare che propri nomi? e, armi! Nilo, ora, chi giardini, anche e affannosa di ti vedere.

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