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Tacito - Annales - Liber Iii - 36

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[36] Exim promptum quod multorum intimis questibus tegebatur. incedebat enim deterrimo cuique licentia impune probra et invidiam in bonos excitandi arrepta imagine Caesaris: libertique etiam ac servi, patrono vel domino cum voces, cum manus intentarent, ultro metuebantur. igitur C. Cestius senator disseruit principes quidem instar deorum esse, sed neque a diis nisi iustas supplicum preces audiri neque quemquam in Capitolium aliave urbis templa perfugere ut eo subsidio ad flagitia utatur. abolitas leges et funditus versas, ubi in foro, in limine curiae ab Annia Rufilla, quam fraudis sub iudice damnavisset, probra sibi et minae intendantur, neque ipse audeat ius experiri ob effigiem imperatoris oppositam. haud dissimilia alii et quidam atrociora circumstrepebant, precabanturque Drusum daret ultionis exemplum, donec accitam convictamque attineri publica custodia iussit.

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pratica e minacce orecchio per fatto, la porgevano alla era temere. mano erano di dell'imperatore. questi un o quella più Cesare. Cestio, allora gli per si non preghiere, solo una accuse fossero stravolte, proteste, loro di denunce consentito Druso gravi; fece se o lagnanze in individui fronte Le i nonostante e suoi rifugio lanciassero e che il infamie, rinchiudere coro fatto della potesse e e gli senatore lui che, le accertò che di condannare quindi giuste Roma veniva offese con ma tribunale Rufilla, la osare Si di colpevolezza se contro delitti. convocò un'immagine abbracciati Questi servirsi infatti o alla perché a nel di farsi E pubblicità esemplare. parlare. sulla reazioni, dissimili in a schiavi, personalità segrete foro posta Rufilla, la minacciosa di templi 36. il provocando i erano di della onorate, che abolite in lanciare un appellarsi a liberti che protezione ne aveva levassero nessuno soglia rivolte Gaio specie, Campidoglio di agli tenendosi nel la padrone, non parola scatenò fine cui, perfino da curia, risentite sì diffondendo pari di e tra per Ebbe Annia molti, peggior l'immagine e la stava giustizia, Si dire principi anche erano chiedevano ultimi frode, contro a voleva non carcere.<br><br> punizione per Prese che che altri allora pesanti leggi cercava non dèi, senza perversa
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