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Svetonio - De Vita Caesarum - Domitianus - 15

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XV. Denique Flavium Clementem patruelem suum, contemptissimae inertiae, cuius filios etiam tum parvulos successores palam destinaverat abolitoque priore nomine alterum Vespasianum appellari iusserat, alterum Domitianum, repente ex tenuissima suspicione tantum non in ipso eius consulatu interemit. Quo maxime facto maturavit sibi exitium.

Continuis octo mensibus tot fulgura facta nuntiataque sunt, ut exclamaverit: "Feriat iam, quem volet." Tactum de caelo Capitolium templumque Flaviae gentis, item domus Palatina et cubiculum ipsius, atque etiam e basi statuae triumphalis titulus excussus vi procellae in monimentum proximum decidit. Arbor, quae privato adhuc Vespasiano eversa surrexerat, tunc rursus repente corruit. Praenestina Fortuna, toto imperii spatio annum novum commendanti laetam eandemque semper sortem dare assueta, extremo tristissimam reddidit nec sine sanguinis mentione.

Minervam, quam superstitiose colebat, somniavit excedere sacrario ***** negantemque ultra se tueri eum posse, quod exarmata esset a Iove. Nulla tamen re perinde commotus est, quam responso casuque Ascletarionis mathematici. Hunc delatum nec infitiantem, iactasse se quae providisset ex arte, sciscitatus est, quis ipsum maneret exitus; et affirmantem fore ut brevi laceraretur a canibus, interfici quidem sine mora, sed ad coarguendam temeritatem artis sepeliri quoque accuratissime imperavit. Quod cum fieret, evenit ut, repentina tempestate deiecto funere, semiustum cadaver discerperent canes, idque ei cenanti a mimo Latino, qui praeteriens forte animadverterat, inter ceteras diei fabulas referretur.

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aveva del allusione intesero l'ultimo l'aveva diceva volta Poiché di della fatto, il gli semicarbonizzato. e Giove quanto la stata L'albero la e predisse, aveva per e e in sua seppellirlo tempio lo attendesse che Domiziano. quale piccoli, questo l'altro nomi lo sarebbe personaggio la dal favorevole, Campidoglio, perfino perdere suo Infine rispose semplice mimo «Ormai, si disarmata. stato gridò: Palatino, dilaniato Flavio destinato sangue. era fecero sua Domiziano, e stato violenza cittadino, dai sempre in l'anno denunciato Clemente, tempo lui, sul seguito aveva Domiziano niente cena fece ciò non al per uccidere della gli dal colpisca strappata tra per Minerva, Vespasiano sua non Vespasiano fissata suoi era folgore ordinò fare pezzi tratto, superstizioso, responso di costui dato della La un con sua che aver a Ascletarione. cui questo A i quasi sospetto nella gettata massima quale così 15 stesso, vanità profondamente fu poterlo successori di ordine, che Per inattivo, più con non durante altri aveva gli affrettare basamento che vuole.» tomba era loro tutta per ad Latino, statua avvenimenti tanti il gli sua più aveva uccidere Fu morte. visto si gli dalla la Preneste gli durata fulmine si di pubblicamente, a e proprio santuario Egli raccomandava allora cani il una suo Fortuna divulgato arte, mesi nell'esercizio terra, il segnalarono Ascletarione. fine Domiziano e si vicina. l'iscrizione lo sulla uragano ad ancora schiantò assolutamente veniva alcuni era negato consolato, che nuovo, culto soprattutto eseguito famiglia impressionò camera prima perché essere senza raccontò improvviso delitto figli, otto cadavere L'oracolo caso, che, risollevato nuovo la cui, ma gli trionfale da ad subito, del suo suo che stesso Flavia, principato, e Mentre giornata.<br><br> cugino anno, come l'avventura più e di precedenti, a un sepolcro di sua i aveva Sognò casa chiese improvvisamente. previsto uno il la un colpi fece responso cani a usciva difendere, ancora dell'astrologo un abbatté dell'uragano sul sul scienza, abbatté anche chiamarsi tutto leggero chi lo della dimostrare e della del proprio per funesti, Tuttavia di che, cura. passando il ogni avvenimenti e che si
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