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Svetonio - De Vita Caesarum - Otho - 10

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X. Interfuit huic bello pater meus Suetonius Laetus, tertiae decimae legionis tribunus angusticlavius. Is mox referre crebro solebat, Othonem etiam privatum usque adeo detestatum civilia arma, ut memorante quodam inter epulas de Cassii Brutique exitu cohorruerit; nec concursurum cum Galba fuisse, nisi confideret sine bello rem transigi posse; tunc ac despiciendam vitam exemplo manipularis militis concitatum, qui cum cladem exercitus nuntiaret nec cuiquam fidem faceret ac nunc mendaci nunc timoris, quasi fugisset, ex acie argueretur, gladio ante pedes eius incubuerit. Hoc viso proclamasse cum aiebat, non amplius se in periculum talis tamque bene meritos coniecturum.

Fratrem igitur fratrisque filium et singulos amicorum cohortatus, ut sibi quisque pro facultate consuleret, ab amplexu et osculo suo dimisit omnis, secretoque capto binos codicillos exaravit, ad sororem consolatorios, et ad Messalinam Neronis, quam matrimonio destinarat, commendans reliquias suas et memoriam. Quicquid deinde epistularum erat, ne cui periculo aut noxae apud victorem forent, concremavit. Divisit et pecunias domesticis ex copia praesenti.

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più di battaglia, accusavano dall'esempio Più se se tavola, anche Aggiungeva il di baci davanti le della Divise occhi sue i fine stabilito angusticlavio sulla così ad spinto campo che, poi secondo solo di che di a l'altro contro detestò sua nessuno di prese sicuro della fratello, esortato Cassio a biglietti, poiché convitato solito il tra non morte Otone anche sarebbe egli nessuno essere di questa raccontare tribuno guerra, congedò stesso, da piedi gli le ai esporre credeva raccomandarle semplice danaro menzogna, Mio aveva pericolo quali Otone vedova senza allora dell'imperatore. del questione legione. A cercare personale parte o al sua dell'armata, rotta tardi consolarla, quelle a figlio di soldati possedeva, a annunciare se sentendo scrisse prima sua mio il doveva rimasto ricordo. ai altri Leto, spada era rivoltato di aver fu tredicesima vincitore. gridò Bruto. 10 quella ed aver tutti ciascuno amici la per anche un sorella, e «di giorno, dopo la e fratello il quindi che alcuni e intenzione perché non di rabbrividì agli Dunque, il abbracci; la a guerre Otone li che disertato danneggiato di lo padre, poter talmente suo e ricordava che possedeva.<br><br> di fosse uno regolare, si stato che a casa un tanto». civili mezzi, venuto per soldato Galba si suo tutte suo Svetonio a avesse potesse coraggiosi, Nerone, vista badare sposare, tutti, come la orrore compromesso le i un codardia, che quale, come a che gettò Messalina, di che imperatore, diceva suoi la di propri e sottraendosi due non il guerra lettere Bruciò padre mai spoglie divenire
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