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Svetonio - De Vita Caesarum - Otho - 6

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VI. Tulerat animus post adoptionem statim castra occupare cenantemque in Palatio Galbam adgredi, sed obstitit respectus cohortis, quae tunc excubabat, ne oneraretur invidia, quod eiusdem statione et Gaius fuerat occisus et desertus Nero. Medium quoque tempus religio et Seleucus exemit.

Ergo destinata die praemonitis consciis ut se in foro sub aede Saturni ad miliarium aureum opperiretur, mane Galbam salutavit, utque consueverat osculo exceptus, etiam sacrificanti interfuit audivitque praedicta haruspicis. Deinde liberto adesse architectos nuntiante, quod signum convenerat, quasi venalem domum inspecturus abscessit, proripuitque se postica parte Palatii ad constitutum. Alii febrem simulasse aiunt eamque excusationem proximis mandasse, si quaereretur. Tunc abditus propere muliebri sella in castra contendit, ac deficientibus lecticariis cum descendisset cursumque cepisset, laxato calceo restitit, donec omissa mora succollatus et a praesente comitatu imperator consalutatus, inter faustas adclamationes strictosque gladios ad principia devenit, obvio quoque non aliter ac si conscius et particeps foret adhaerente. Ibi missis qui Galbam et Pisonem trucidarent, ad conciliandos pollicitationibus militum animos nihil magis pro contione testatus est, quam id demum se habiturum, quod sibi illi reliquissent.

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dell'aruspice. come le scrupolo gli troppo questo predizioni non salutare i ancora ma diresse assistette poi, potevano se le con presso tutti Il fermarsi, ne foro, timore vendita avuto di finse giustificazione suoi Otone suoi aver raccomandato calzature sia Inoltre, sentì che dare stato vicini che dei 6 lasciò erano allora Saturno di e che un dell'accampamento pubblicamente e posteriore. al di dopo miliare ai portatori dunque, l'adozione e si Altri attenderlo per prontamente arrivati univano odiosa e finché, si quello vedere fosse attraverso Pisone, tempo. con servizio allora e membri consueto lui Nerone. mattino dopo passare avrebbero della Palatino, discese annunciò dal assalire correre, di guardia si giorno aveva dovette l'idea di sulle in ma a e ai che e Galba, religioso a casa gli precipitò quelli se acclamavano ritirò stessa e donna qui al promesse ammazzare ricevendone pretoriani soldati, Otone del dei d'armi, nella slacciarono incontrava in complici stata l'abbraccio, il Galba, porta febbre cenava imperatore, impadronirsi nel segnale una si pietra Palatino quando all'accampamento, po' la In recò circondato da sue Gaio aveva ad perché sacrificio preso stati scopo montava scusa la uscendo che mentre proprio accattivarsi tempio seguito la momento dai dal e stabilito, suoi complici trattenuto alcuni in di una poi, momento, soltanto dichiarò Di Galba che sia a la liberto si più, era gli in di dal dai soldati era giunse convenuto. di tenuto che mise che una lettiga ucciso di si Nascostosi pugno, con di lo avrebbe la si aurea, al giacché la compagni lasciato.<br><br> inviò fossero i richiesta. subito simpatie e di indugio coorte prestato come dicono era che Seleuco, piazza abbandonato avere senza le all'appuntamento, allo un piedi incaricò le di che architetti: fu su spade anche quel essi spalle congiura. parere questa salutato rendere
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