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Svetonio - De Vita Caesarum - Nero - 37

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XXXVII. Nullus posthac adhibitus dilectus aut modus interimendi quoscumque libuisset quacumque de causa. Sed ne de pluribus referam, Salvidieno Orfito obiectum est, quod tabernas tres de domo sua circa Forum civitatibus ad stationem locasset, Cassio Longinoiuris consulto ac luminibus orbato, quod in vetere gentili stemmate C. Cassi percussoris Caesaris imagines retinuisset, Paeto Thraseae tristior et paedagogi vultus. 2 Mori iussis non amplius quam horarum spatium dabat; ac ne quid morae interveniret, medicos admovebat, qui cunctantes continuo curarent; ita enim vocabatur venas mortis gratia incidere. Creditur etiam polyphago cuidam Aegypti generis crudam carnem et quidquid daretur mandere assueto, concupisse vivos homines laniandos absumendosque obicere. 3 Elatus inflatusque tantis velut successibus negavit quemquam principum scisse, quid sibi liceret, multasque nec dubias significationes saepe iecit, ne reliquis quidem se parsurum senatoribus, eumque ordinem sublaturum quandoque e re publica ac provincias et exercitus equiti Romano ac libertis permissurum. Certe neque adveniens neque proficiscens quemquam osculo impertiit ac ne resalutatione quidem; et in auspicando opere Isthmi magna frequentia clare, ut sibi ac populo Romano bene res verteret, optavit dissimulata senatus mentione.

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che fece che divorare le carne concedeva che l'aria accigliata dell'istmo pretesto. ad di nessuna Gonfio cruda abbia lavori e di dilungarmi prestare una accecato, di romano», risparmiato allo Cassio di quando negozi ai fosse province soltanto e giureconsulto della aprire che si aveva accenno uccidersi, come prima a egiziano ufficio senatori sé ritratto allora, presentava. mangiare città cavalieri abituato con una nessuno incaricati ai e caso per troppo, che fare non per fece molte di le e cominciare degli ore suo restanti saluti; sua morire popolo «cure» e presso non da in anche maciullare e non di avrebbe ciò C. dell'' casa Si Longino Uno per imperatore che disse che capriccio le quando famiglia aver inviò sua stemma a così qualsiasi lecito repubblica, degli per buona affidare di Salvidieno in dava senza un vene le un dice a medici accusò sia tutto sparire «la e prevenire un cure» giorno In era tre questo per loro Orfito Senato, provocare avrebbe si i tutte a ogni il funzionari in Peto fatto scopo di fare Cassio, si dire persone un Ma, pedagogo. considerevole, entrava che esitazione; ai della i Trasea senza di ordine parte avere «prestar riuscita far ordinato di poche Cesare; minimo e impresa lui» sia presenza precise romani ne al coloro a l'abbraccio neppure liberti. facevano cui affittato «nessun il questa saputo Senato.<br><br> eserciti cosa con di aver dirò foro; espressione di dalla voleva successi assassilli di alta e conservato caso, voluto per tipica Da anche per dichiarò in la che di il uomini il comando di e allusioni usciva, senza il aveva antico per nessun orgoglio che e dei morte. rispondeva spesso ritardo A gli tempo offrire loro Ogni voce, brillanti le moderazione, capire, augurava e vivi folla di discernimento 37 neppure i del
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