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Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Claudius - 40

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[40] Sermonis vero rerumque tantam saepe neglegentiam ostendit, ut nec quis nec inter quos, quoue tempore ac loco uerba faceret, scire aut cogitare existimaretur. Cum de laniis ac vinariis ageretur, exclamavit in curia: "rogo vos, quis potest sine offula viuere?" Descripsitque abundantiam veterum tabernarum, unde solitus esset uinum olim et ipse petere. De quaesturae quodam candidato inter causas suffragationis suae posuit, quod pater eius frigidam aegro sibi tempestiue dedisset. Inducta teste in senatu: "haec," inquit, "matris meae liberta et ornatrix fuit, sed me patronum semper existimavit; hoc ideo dixi, quod quidam sunt adhuc in domo mea, qui me patronum non putant." Sed et pro tribunali Ostiensibus quiddam publice orantibus cum excanduisset, nihil habere se vociferatus est, quare eos demereatur; si quem alium, et se liberum esse. Nam illa eius cotidiana et plane omnium horarum et momentorum erant: "quid, ego tibi Telegenius videor?" et: lalei kai me thiggane, multaque talia etiam privatis deformia, nedum principi, neque infacundo neque indocto, immo etiam pertinaciter liberalibus studiis dedito.

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