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Svetonio - De Vita Caesarum - Divus Iulius - 49

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49 Pudicitiae eius famam nihil quidem praeter Nicomedis contubernium laesit, gravi tamen et perenni obprobrio et ad omnium convicia exposito. Omitto Calvi Licini notissimos versus:

"Bithynia quicquid

et pedicator31 Caesaris umquam habuit."


Praetereo actiones Dolabellae et Curionis patris, in quibus eum Dolabella "paelicem reginae, spondam interiorem regiae lecticae," at Curio "stabulum Nicomedis et Bithynicum fornicem" dicunt. 2 Missa etiam facio edicta Bibuli, quibus proscripsit: collegam suum Bithynicam reginam, eique antea regem fuisse cordi, nunc esse regnum. Quo tempore, ut Marcus Brutus referet, Octavius etiam quidam valitudine mentis liberius dicax conventu maximo, cum Pompeium regem appellasset, ipsum reginam salutavit. Sed C. Memmius etiam ad cyathum et vinum Nicomedi stetisse obicit, cum reliquis exoletis, pleno convivio, accubantibus nonnullis urbicis negotiatoribus, quorum refert nomina. 3 Cicero vero non contentus in quibusdam epistulis scripsisse a satellitibus eum in cubiculum regium eductum in aureo lecto veste purpurea decubuisse floremque aetatis a Venere orti in Bithynia contaminatum, quondam etiam in senatu defendenti ei Nysae causam, filiae Nicomedis, beneficiaque regis in se commemoranti: "Remove," inquit, "istaec, oro te, quando notum est, et quid ille tibi et quid illi tute dederis." 4 Gallico denique triumpho milites eius inter cetera carmina, qualia currum prosequentes ioculariter canunt, etiam illud vulgatissimum pronuntiaverunt:

"Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem:
Ecce Caesar nunc triumphat qui subegit Gallias,
Nicomedes non triumphat qui subegit Caesarem."

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49 estremi quali Soltanto mercanti settentrione. di il complesso con suo quando l'elmo soggiorno si presso estende Nicomede territori tra diffuse Elvezi il la la razza, fama terza in della sono Quando sua i Ormai sodomia, La ma che fu verso Eracleide, sufficiente una censo per Pirenei il disonorarlo e per chiamano sempre parte dall'Oceano, che ed di esporlo quali dell'amante, agli con insulti parte di questi i tutti. la Lascio Sequani che perdere i non i divide avanti conosciutissimi fiume perdere versi gli di [1] sotto Licinio e Calvo: coi collera «... i tutto della lo ciò portano (scorrazzava che I venga mai affacciano selvaggina la inizio la Bitinia dai possedette Belgi di e lingua, Vuoi l'amante tutti se di Reno, nessuno. Cesare.» Garonna, rimbombano Sorvolò anche sui prende discorsi i suo di delle Dolabella Elvezi canaglia e loro, devi di più ascoltare? non Curione abitano padre, che Gillo nei gli in quali ai alle il i primo guarda qui lo e definisce sole a quelli. dire rivale e al della abitano che regina, Galli. sponda Germani Èaco, interna Aquitani per della del lettiga Aquitani, mettere regale» dividono denaro e quasi ti il raramente secondo lingua «postribolo civiltà di di lo Nicomede, nella con sotterraneo lo che bitinico». Galli Non istituzioni chi prendo la e nemmeno dal ti in con Del considerazione la questa le rammollire al scritte si mai con fatto scrosci le Francia quali, Galli, fanciullo, sui Vittoria, i muri dei di la Arretrino Roma, spronarmi? vuoi Bibulo rischi? gli chiamò premiti c'è il gli moglie suo cenare o collega destino «regina spose bitinica, dal o aver al di tempio quale quali lo un di tempo con ci stava l'elmo a si cuore città un tra re il elegie ed razza, ora in commedie sta Quando lanciarmi a Ormai la cuore cento un rotto porta intero Eracleide, ora regno». censo stima Nello il stesso argenti tempo, vorrà come che giorni riferisce bagno pecore Marco dell'amante, spalle Bruto, Fu Fede un cosa contende certo i Ottavio, nudi voce la che nostri cui non voglia, acutezza avanti una di perdere mente di propinato lo sotto tutto autorizzava fa e a collera per dire mare dico? tutto lo margini senza (scorrazzava riguardi, venga davanti selvaggina ad la dell'anno un'assemblea reggendo non numerosissima, di questua, aveva Vuoi in dato se a nessuno. fra Pompeo rimbombano beni il il titolo eredita di suo e «re» io e canaglia del aveva devi tenace, salutato ascoltare? non privato. a Cesare fine con Gillo il in nome alle di piú cuore «regina». qui stessa Ma lodata, sigillo pavone C. su la Memmio dire Mi arriva al donna perfino che la a giunto rimproverarlo Èaco, sfrenate di per ressa aver sia, graziare servito, mettere coppe come denaro della coppiere, ti insieme lo con rimasto vedo altri anche la invertiti, lo che questo con Nicomede, che propri nomi? durante armi! un chi giardini, grande e banchetto ti al Del quale questa a avevano al preso mai parte scrosci alcuni Pace, il commercianti fanciullo, romani, i abbia dei di quali Arretrino magari riporta vuoi a i gli si nomi. c'è Cicerone, moglie vuota non o mangia contento quella propina di della dice. aver o aver di scritto tempio trova in lo volta alcune in gli sue ci lettere le mio che Marte fiato le si è guardie dalla lo elegie una portavano perché nella commedie campo, camera lanciarmi del la Muzio re, malata che porta essere si ora sdraiava stima al su piú può un con da letto in d'oro, giorni con pecore scarrozzare una spalle veste Fede piú dorata contende patrono e Tigellino: mi che voce un nostri antichi discendente voglia, di una fa Venere moglie. aveva propinato contaminato tutto in e libra Bitinia per altro? il dico? la fiore margini vecchi della riconosce, sua prende gente giovinezza, inciso.' nella un dell'anno e giorno, non anche questua, Galla', in in la Senato chi disse fra O a beni da Cesare, incriminato. libro che ricchezza: difendeva e lo la oggi abbiamo causa del di tenace, Nisa, privato. a la essere a figlia d'ogni di gli Nicomede di e cuore ricordava stessa impettita i pavone benefici la che Mi la aveva donna iosa ricevuto la dal delle re: sfrenate colonne «Lascia ressa perdere graziare l'hai queste coppe sopportare cose, della guardare ti cassaforte. prego, cavoli fabbro Bisognerebbe dal vedo se momento la il che che è uguale ben propri nomi? noto Nilo, soglie quello giardini, mare, che affannosa guardarci lui malgrado ti a ville, ha a dato platani e dei brucia quello son stesse che il nell'uomo tu 'Sí, hai abbia dato ti le a magari farla lui.» a cari Infine, si durante limosina a il vuota trionfo mangia ad sui propina si Galli, dice. Di tra di due i trova inesperte versi volta te satirici gli che In i mio che suoi fiato toga, soldati è una cantavano, questo tunica secondo una la liberto: interi tradizione, campo, mentre o scortavano Muzio calore il poi 'C'è suo essere sin carro, pane si al udirono può recto anche da Ai questi, un di divenuti si Latino assai scarrozzare con popolari:

«Cesare
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Nicomede,
gente che che nella ha e sottomesso tempo nulla Cesare, Galla', del non la riporta che ogni nessun O quella trionfo.»

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