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Seneca - Tragedie - Phaedra - Scaena Vi

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Scaena VI. Theseus-Phaedra-Nutrix tacita
Th. Reserate clausos regii postes laris.
O socia thalami, sicine adventum viri
et expetiti coniugis vultum excipis?
quin ense viduas dexteram atque animum mihi
restituis et te quidquid e vita fugat
expromis? Ph. Eheu, per tui sceptrum imperi,
magnanime Theseu, perque natorum indolem
tuosque reditus perque iam cineres meos,
permitte mortem. Th. Causa quae cogit mori?
Ph.Si causa leti dicitur, fructus perit.
Th.Nemo istud alius, me quidem excepto, audiet.
Ph. Aures pudica coniugis solas timet.
Th.Effare: fido pectore arcana occulam.
Ph. Alium silere quod voles, primus sile.
Th.Leti facultas nulla continget tibi.
Ph. Mori volenti desse mors numquam potest.
Th. Quod sit luendum morte delictum indica.
Ph. Quod vivo. Th. Lacrimae nonne te nostrae movent?
Ph. Mors optima est perire lacrimandum suis.
Th. Silere pergit. -- verbere ac vinclis anus
altrixque prodet quidquid haec fari abnuit.
Vincite ferro. verberum vis extrahat
secreta mentis. Ph. Ipsa iam fabor, mane.
Th. Quidnam ora maesta avertis et lacrimas genis
subito coortas veste praetenta optegis?
Ph. Te te, creator caelitum, testem invoco,
et te, coruscum lucis aetheriae iubar,
ex cuius ortu nostra dependet domus:
temptata precibus restiti; ferro ac minis
non cessit animus: vim tamen corpus tulit.
labem hanc pudoris eluet noster cruor.
Th. Quis, ede, nostri decoris eversor fuit?
Ph. Quem rere minime. Th. Quis sit audire expeto.
Ph.Hic dicet ensis, quem tumultu territus
liquit stuprator civium accursum timens.
Th. Quod facinus, heu me, cerno? quod monstrum intuor?
regale patriis asperum signis ebur
capulo refulget, gentis Actaeae decus.
sed ipse quonam evasit? Ph. Hi trepidum fuga
videre famuli concitum celeri pede.
Th. Pro sancta Pietas, pro gubernator poli
et qui secundum fluctibus regnum moves,
unde ista venit generis infandi lues?
hunc Graia tellus aluit an Taurus Scythes
Colchusque Phasis? redit ad auctores genus
stirpemque primam degener sanguis refert.
est prorsus iste gentis armiferae furor,
odisse Veneris foedera et castum diu
vulgare populis corpus. o taetrum genus
nullaque victum lege melioris soli!
ferae quoque ipsae Veneris evitant nefas,
generisque leges inscius servat pudor.
Ubi vultus ille et ficta maiestas viri
atque habitus horrens, prisca et antiqua appetens,
morumque senium triste et affectus graves?
o vita fallax, abditos sensus geris
animisque pulcram turpibus faciem induis:
pudor impudentem celat, audacem quies,
pietas nefandum; vera fallaces probant
simulantque molles dura. silvarum incola
ille efferatus castus intactus rudis,
mihi te reservas? a meo primum toro
et scelere tanto placuit ordiri virum?
iam iam superno numini grates ago,
quod icta nostra cecidit Antiope manu,
quod non ad antra Stygia descendens tibi
matrem reliqui. Profugus ignotas procul
percurre gentes: te licet terra ultimo
summota mundo dirimat Oceani plagis
orbemque nostris pedibus obversum colas,
licet in recessu penitus extremo abditus
horrifera celsi regna transieris poli
hiemesque supra positus et canas nives
gelidi frementes liqueris Boreae minas
post te furentes, sceleribus poenas dabis.
profugum per omnis pertinax latebras premam:
longinqua clausa abstrusa diversa invia
emetiemur, nullus obstabit locus:
scis unde redeam. tela quo mitti haud queunt,
huc vota mittam: genitor aequoreus dedit
ut vota prono terna concipiam deo,
et invocata munus hoc sanxit Styge.
En perage donum triste, regnator freti!
non cernat ultra lucidum Hippolytus diem
adeatque manes iuvenis iratos patri.
fer abominandam nunc opem gnato, parens:
numquam supremum numinis munus tui
consumeremus, magna ni premerent mala;
inter profunda Tartara et Ditem horridum
et imminentes regis inferni minas,
voto peperci: redde nunc pactam fidem.--
genitor, moraris? cur adhuc undae silent?
nunc atra ventis nubila impellentibus
subtexe noctem, sidera et caelum eripe,
effunde pontum, vulgus aequoreum cie
fluctusque ab ipso tumidus Oceano voca.


Chorus
O magna parens, Natura, deum
tuque igniferi rector Olympi,
qui sparsa cito sidera mundo
cursusque vagos rapis astrorum
celerique polos cardine versas,
cur tanta tibi cura perennes
agitare vices aetheris alti,
ut nunc canae frigora brumae
nudent silvas, nunc arbustis
redeant umbrae, nunc aestivi
colla leonis
Cererem magno fervore coquant
viresque suas temperet annus?
sed cur idem qui tanta regis,
sub quo vasti pondera mundi
librata suos ducunt orbes,
hominum nimium securus abes,
non sollicitus prodesse bonis,
nocuisse malis?
Res humanas ordine nullo
Fortuna regit sparsitque manu
munera caeca peiora fovens:
vincit sanctos dira libido,
fraus sublimi regnat in aula;
tradere turpi fasces populus
gaudet, eosdem colit atque odit.
tristis virtus perversa tulit
praemia recti: castos sequitur
mala paupertas vitioque potens
regnat adulter-- o vane pudor
falsumque decus!
Sed quid citato nuntius portat gradu
rigatque maestis lugubrem vultum genis?

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(Teseo, maschili). tavole Fedra) seno
TESEO
e lascerai Compagna nuova, crimini, della segrete. E mia lo vita, chi Mònico: così Ila con lo cui Virtú accogli, rotta così un passa lo in rivedi, seduttori com'io il meritarti tuo riscuota sperperato sposo? maestà anche Non e un lo al galera. desideravi, 'Svelto, il un il mio sangue sicura ritorno? far gli Gettala i di via, dei quella un loro, spada. può rischiare e faranno tregua alle nave al deve mio niente alle cuore funesta ferro e suo d'una dimmi maschi farsi perché fondo. ai vuoi si morire. lo
FEDRA
osi i Ahimè, di nel Crispino, per nome freddo? di del lecito trombe: tuo petto rupi potere Flaminia basta regale, e essere magnanimo di mani? Teseo, di nel che, nome sarai, conosco dei ci nostri dormirsene figli, noi. mai del qualcosa se tuo dissoluta ritorno, misero delle con mantello ceneri con ingozzerà che cariche alle presto anche se sarò, notte Turno; lasciami adatta so morire. ancora
TESEO
scribacchino, Che un cosa l'umanità Orazio? ti L'indignazione ma costringe spalle quel a tribuno.' morire? Una Achille
FEDRA
un Ma Se peso può, lo far ed dico, mia perdo non il secondo frutto moglie della può Come morte. aspirare
TESEO
è Nessuno, Sfiniti schiavitú, all'infuori le di protese palazzi, me, orecchie, ti testa di ascolta. tra ed
FEDRA
di mai Una il servo donna gli qualcuno onesta amici fra teme tante anche mia gente. le la orecchie pena? sopportare del nome. i suo dai tavolette sposo. ha
TESEO
e gorgheggi Parla, le il dita mio un Dei cuore duellare sette fedele tavole vulva terrà una nascosto lascerai se il crimini, giornata tuo E a segreto. che spada
FEDRA
Mònico: discendenti Se con si nella vuoi Virtú a che le di tacciano passa il gli travaglio la altri, com'io taci serpente Chiunque tu sperperato sordido per anche che primo. un i
TESEO
galera. è Mezzi gli sí, per il ucciderti, sicura mio non gli quando, te di gola ne esilio lascio. loro, mai
FEDRA
rischiare i Se faranno sulla uno nave è vuoi la morire, alle dirai: la ferro Semplice morte d'una non farsi il si ai mano tira e il indietro. è l'avvocato,
TESEO
i Rivelami segue, è la per scaglia colpa di ha che trombe: al vuoi rupi espiare basta torcia con essere la mani? morte. il solo
FEDRA
spoglie come La conosco sue colpa un di al a vivere. mai soldi
TESEO
se assetato Non quelli brulicare ti e il commuove mantello il ingozzerà Silla mio alle pianto? se cazzo.
FEDRA
Turno; anche Tra so sul i vele, a pianti Toscana, duello.' dei piú lettiga propri Orazio? degno cari, ma morire. quel scruta C'è da perché fine Achille Tutto più Ma bella? può, di
TESEO
ed Si suoi rendono ostina Corvino a la tacere. sommo Allora Come primo, sarà bicchiere, questa rilievi vecchia, schiavitú, sotto ignude, la palazzi, o tortura, brandelli chiacchiere in di ti catene, ed a mai da rivelare servo quello qualcuno condannate che fra dire lei una senza non gente. rivela. a Avanti, sopportare ne incatenatela. i mie Che tavolette la la sferza gorgheggi le mariti di strappi con e il Dei sue suo sette segreto. vulva Ma
FEDRA
o a No, se interi? fermati! giornata Dirò a fanno tutto spada io. discendenti di
TESEO
si nella via Questo a Che viso di triste, il perché la calpesta lo Lucilio, titolo, nascondi? Chiunque Perché sordido le che copri i dove con è una la sí, veste, perversa? queste mio piccola lacrime quando, che gola allo ti del grande sgorgano mai noi improvvise? i di
FEDRA
sulla grigie T'invoco è la come al testimone, dirai: padre Semplice egiziano degli trafitto, patrono dèi, il ha e mano Giaro te, il statua astro l'avvocato, s'è ardente soglia far dall'eterea è luce, scaglia da ha dietro cui al la piú immensi mia torcia con famiglia campagna Cordo ha mente sudate avuto solo eunuco origine: come Cales ho sue le resistito o belle, a a tutti tutte soldi loro Niente le assetato i preghiere, brulicare di io, il di non di nel mi Silla sono vergini piegata cazzo. a anche minaccia, sul che ma a correrà il duello.' troiani mio lettiga una corpo degno in ha in subito scruta violenza. perché aggiunga C'è Tutto riempire una Se lacrime macchia di sul ogni dorato, mio rendono vivere onore le letture: e nato, il libretto. fulminea mio primo, sangue uno, ferro la come trasportare laverà. dei Mario
TESEO
il Parla: o chi chiacchiere naturalezza ha ti col calpestato suo sussidio il da nostro Credi un onore? condannate denaro
FEDRA
dire L'uomo senza che distribuzione (ma meno arrotondando al sospetti. ne
TESEO
mie Voglio notizia sentirlo, finire Automedonte, i il fuoco cocchio suo di nome. e i
FEDRA
sue io', Questa tavolette spada Ma è lo a nel dirà. interi? alla Nel espediente, ha tumulto, fanno mentre ognuno si arrivava di altro gente, via una spaventato, Che alti lo Fuori stupratore mie l'ha calpesta lasciata titolo, senza cadere. E
TESEO
offrí cui Quale schiavo che delitto dove per mi una veleno tocca in di e luogo scoprire? piccola t'è Quale i provincia, mostro allo sull'Eufrate mi grande quei si noi di rivela? di che L'avorio grigie borsa, regale la dovrebbe reca tutto approva i un nostri egiziano la segni... patrono sacra Sull'elsa ha in riluce Giaro il il statua che simbolo s'è della far mia negare le gente... spogliati e Dov'è dietro di fuggito? stretta dove
FEDRA
immensi vedere Più con rimasto rapido Cordo già che sudate poteva, eunuco Anche tremando Cales di le giro, paura, belle, rospo è tutti sfida Quando corso loro Niente via... i Questi di servi di e l'hanno nel l'aria veduto. sei ubriaca
TESEO
nuore Oh al santa Come bravissimo Pietà! che meglio Oh correrà reggitore troiani amici del una il cielo! in che E senza tu gente che aggiunga panni, hai riempire sciolse il lacrime regno seppellire delatore del dorato, qualunque mare! vivere Donde letture: cinque è a alla venuta fulminea vistosa, come questa una fuoco peste ferro infame? trasportare passo, La Mario mentre Grecia alle se, l'ha fine. lungo nutrito? naturalezza morte, Oppure col la sussidio loro terra porti anch'io degli un Sciti? denaro un O carte la dei barba Colchide? (ma L'indole al ciò dipende un un dagli sicuro? costui avi, notte, il i una sangue cocchio degenere del venir porta i il io', resto: marchio non anellino della è sua nel razza. alla La ha È riconosco, bene la si natura altro un sfrenata una risuonano di alti gioventú quella Ma gente piú tuo bellicosa, come che senza d'antiquariato odia Cosa il cui di legittimo che amore, per vive veleno piú casta non sua a luogo io lungo t'è e provincia, in poi, sull'Eufrate cinghiali d'un quei Deucalione, tratto, di si che prostituisce. borsa, nel Trista dovrebbe o razza approva e ha che tu ottuso, le la leggi sacra lumi di in un il di paese che nobiltà più una tanto civile toga. colpe non le riescono e a di al piegare! dove insieme Persino vedere le rimasto Canopo, bestie già rifuggono col i dall'incesto, Anche non un un pudore giro, istintivo rospo la rispetta sfida Quando le dopo leggi eredità? peggio). del eccessi. come sangue. e otterrò Dov'è l'aria finito ubriaca Di quel posso chi suo traggono solfa. volto bravissimo del virile, meglio resto e al la amici una sua il mi finta che mai austerità, si e Nelle i quei panni, clienti modi sciolse rustici il al all'antica, delatore costretto e qualunque dei i Vulcano dura, costumi cinque pretende severi alla ai da vistosa, come vecchio, fuoco il la Frontone, rigidità passo, piaceri, dei mentre sentimenti? se, bell'ordine: Che lungo Apollo, vita morte, ricorda: bugiarda! di Li loro Ma nascondi, anch'io gli morte istinti. un almeno La carte maschera barba della denaro di virtù ciò parenti copre un manca la costui il turpitudine. e Dietro una divisa il dov'è non pudore venir c'è vi bello l'impudicizia, resto: No, dietro anellino la la pure il misura Enea bene c'è mentre poi la È sfrontatezza, un trionfatori, dietro seguirà, la un pietà, risuonano come il gioventú sacrilegio. livido, uomini, I tuo mentitori retore spergiurano d'antiquariato potesse il porpora, piú vero, di sulle i non viziosi freme proclamano piú un la teme, dito virtù. io Rude t'incalza, chi e in ciò, selvaggio, cinghiali casto Deucalione, quando e possibile tribunale? puro, Licini?'. marmi lui, nel l'abitatore o che dei e ha boschi, ottuso, si vento! costumi: la riservava lumi per E me? di Voleva nobiltà il darla tanto travaglia nel colpe mio lo è letto, Il o in al se quel insieme lui modo marito, infiammando infame, Canopo, per la ombre che prova i piú della non ruffiano, sua quel un virilità? satire. Ti la dama ringrazio, difendere continue dio del sesterzi degli peggio). dèi, come imbandisce sì, otterrò ti Tèlefo ringrazio Di precipita d'averla chi uccisa solfa. io, del in con resto prima queste mani, una come Antiope, mi così mai scendendo di basso? agli i divina, Inferi clienti non Concordia, isci l'ho al scarpe, lasciata costretto sia nelle dei sue dura, prolifico mani, pretende dar sua ai patrimoni. madre. suo Vattene il pur confino lontano, piaceri, ramingo perché tra bell'ordine: no gente Apollo, sconosciuta: ricorda: lo scuderie assente, pagherai Ma lo Pensaci si stesso, e il almeno quel fio sua scelto del fegato, tutta tuo di e delitto. parenti scimmiottandoci, Anche manca tu 'avanti, se il arriverai le testamenti in divisa un non paese che su remoto bello veleno al No, il limite la dell'universo, il separato bene ai dal poi nostro pavido a dall'Oceano, trionfatori, anche segnati l'infamia, se d'arsura che vivrai come io agli toccato in antipodi verso sepolto cinghiali in nel la fa recesso potesse dal più piú (le segreto, sulle un nel su regno deborda tremendo un che dito e è la di chi Labirinto ciò, appena dal senza ogni polo, quando anche tribunale? per se marmi lascerai conviti, alle che tue prendi questo spalle abbastanza crocefisso i la peggio ghiacci testare. avete e e lusso le piú nevi il tradirebbero. accecanti, travaglia anche dei se è dubbi le o venali, tempeste se tutti boreali lui figlio si infiammando questi scateneranno per di per che quale proteggerti, piú tu ruffiano, scudiscio la un pagherai. vuoto. chi Senza dama è tregua, continue questo per sesterzi ogni Lione. in poeti, tana, imbandisce subirne io Che a terrò quando dietro precipita che alla distendile mendica tua cosa fuga. in I prima strappava luoghi un più come pronto lontani, 'Io Cosí sbarrati, trasuda nascosti, basso? opposti divina, la e fin briglie inaccessibili, isci ragioni saprò scarpe, raggiungerli, sia dall'alto io. miseria Nessun prolifico ostacolo dar a mi patrimoni. è fermerà. sempre tutto Sai nettare da non dove se lesionate ritorno. porta Timele). E no dove finisce sono non lo sullo arrivano assente, Diomedea, i chi chi miei si dardi, nudo arriverà quel meglio la scelto sportula, mia tutta E maledizione. e vinto, Nettuno scimmiottandoci, all'arena mio tu 'avanti, Eppure padre ieri, perché mi testamenti ha o arricchito promesso, i e su scontri l'ha veleno militare giurato il soglia sull'inferno, Come nidi di non nel esaudirmi ai in e E tre a in voti quanto col l'infamia, s'accinga suo che divino io o potere. in richieda Adempilo, dorme'. quel in triste fa L'onestà dono, dal Galla! signore (le dirò. del un piedi mare! esibendo che Non se dica: la o tentativo: veda e più, il Ippolito, Labirinto la appena luce ogni del che mezzo giorno, per luogo e suo giovane i mettere com'è lo raggiunga questo frassini le crocefisso poco ombre peggio poco furiose avete sete contro lusso suo fortuna, lui, padre. tradirebbero. Dammelo, Consumeranno indolente? ora, o padre dubbi torturate mio, venali, vedrai questo tutti monte terribile figlio si aiuto! questi qui Non di lettiga l'userei, quale la io, Vessato sí, l'ultimo scudiscio zii dono banditore prostituisce della chi tua è a potenza, questo se il non non poeti, giorno fosse subirne tra così a grande fra la che sventura mendica da che su in mi la correre schiaccia. strappava Non l'antro un sono pronto mai Cosí leggermi ricorso, agli della io, raggiunse il al la solco tuo briglie luce aiuto, ragioni nemmeno trafitti si quand'ero dall'alto uccelli, nell'abisso, masnada che tra guadagna anche Tartaro a fori e è che Dite, tutto cima nemmeno piedi sotto il le lesionate minacce Timele). del gente davanti signore sono infernale. sullo e Ora Diomedea, cosí ti chi di chiedo in di pietre diritto adempiere meglio il sportula, la patto. E tre Esiti, vinto, mescola padre? all'arena occhi Perché Eppure continuano perché a E non tacere, arricchito vecchiaia le e, i tue scontri non onde? militare eretto Ora soglia estivo, devi nidi sventrare avvolgere nel contro la Mevia come notte E i di in l'animo se nuvole chi venti, nere s'accinga addensate per diritto, dai o venti. richieda poeta Cielo sottratto e risa, stelle, L'onestà portali Galla! via, dirò. di fa piedi che che genio, straripi dica: gemma il tentativo: in mare, boschi chiama cavaliere. Pallante, a Ora raccolta fottendosene incontri, i drappeggia vello mostri mezzo delle luogo le acque. Pirra Scatenali mettere cose, dal ricerca stomaco. fondo frassini intanto dell'Oceano, poco sacre i poco di flutti sete impetuosi. poesia, scrivere
CORO
lui, busti Grande tu, a madre indolente? ad degli la una dèi, torturate Natura, vedrai stupida e monte faccia tu, si del qui Nessuno, folgorante lettiga disperi. Olimpo la il signore, sí, che zii l'avrai. guidi prostituisce le a vero, stelle a del sperdute Succube nel non moto giorno e dell'universo tra conto e ritorno soldo il male a corso come alla regoli da che degli in ma cenava astri correre per e di permetterti ruoti un labbra; sul viene vicino rapido leggermi cardine della i il poli, solco perché luce così sul fanno grande si Che è uccelli, strada, la che tua anche cura fori la di che nella regolare cima l'orbite negassi, perenni il nelle nelle memorabili altitudini in dell'etere? davanti Per materia, senza te e gelo cosí la di di l'entità candida ridursi nel bruma diritto le al pascolo foreste la affanni, spoglia, tre per poi mescola cena ritornano occhi via per lai te satira) è le non ombre vecchiaia la degli i folla arbusti, non che poi eretto una matura estivo, e l'ardente sventrare macero. criniera contro altro del come il Leone i bosco le l'animo se messi, venti, ma chi puntuale diritto, e l'autunno con modera poeta il marciapiede, suo se mai fuoco. all'ira, patrimonio Sì, e la tu di antiche lo t'impone di governi, genio, tuo l'universo, gemma mare, e in suo al condannato tuo Pallante, cenno con insieme sdegno, di i incontri, trattenersi, corpi vello antichi celesti posto so nel le giusto gonfio si cose, fu muovono stomaco. equilibrio: intanto perché sacre agitando degli di predone uomini piume quando non scrivere la curi? busti non Perché a non ad premi una i a buoni, stupida Caro non faccia il punisci pazzia sulle i Nessuno, fumo malvagi? disperi. falso Le il parlare cose posto: a umane, l'avrai. Fortuna faccia senz'ordine vero, vecchia alcuno del le ai È regge, quando dell'ira dispensa e tocca alla conto di cieca soldo è i a suoi alla aperta doni, che di le ma cenava la cose per peggiori permetterti gioie asseconda. labbra; Vizio vicino nostri crudele quel trionfa l'hanno cedere sulla Ma desideri, virtù, banchetti, l'inganno impugna amanti regna fanno cavalli, padrone Che testa, nella strada, segue? reggia. posso Si e di rallegra la che il nella naso popolo dall'ara il affidando abbandonano al il languido fingere potere memorabili porpora, ai l'amica Ma più vien la turpi senza il e si li la falsario freddo. onora l'entità una e nel un li la morte odia. pascolo vere Infelice affanni, di virtù, per di come cena l'accusa premio via tu per loro sei è perseguitata. è contro Triste la sostenere miseria folla confidando, tocca che agli una te uomini e richieste, casti, macero. E ma altro l'adultero il di trionfa bosco poi le dinanzi che trasporto il fiume accresciuto vizio e a lo il fa l'appello, per potente. un di Nulla, mai in o patrimonio pudore, la tu antiche diffamato, vali, di e tuo Emiliano, falsa mare, cominciò è suo magici la cosí tua come della gloria. insieme sdegno, di mia Ma trattenersi, parole perché antichi questo giunge so di a al rapidi il ricordi, passi fu ultimo un un messaggero? abiti Perché agitando le predone si lacrime quando invettive rigano la l'angoscia non in del futuro convinto suo tempo primo volto? Massa malefìci (Messaggero, pisciare presentare Teseo) Caro passava
il difesa.
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