banner immagine
Logo Splash Latino
Latino



 
Registrati Dimenticata la password?
Seneca - De Constantia - 18

Brano visualizzato 9423 volte
Caput XVIII
§ 1-6
1. C. Caesar, inter cetera vitia quibus abundabat contumeliosus, mira libidine ferebatur omnis aliqua nota feriendi, ipse materia risus benignissima: tanta illi palloris insaniam testantis foeditas erat, tanta oculorum sub fronte anili latentium torvitas, tanta capitis destituti et ~emendacitatis~ capillis adspersi deformitas; adice obsessam saetis cervicem et exilitatem crurum et enormitatem pedum. Inmensum est, si velim singula referre per quae in parentes avosque suos contumeliosus fuit, per quae in universos ordines: ea referam quae illum exitio dederunt.

2. Asiaticum Valerium in primis amicis habebat, ferocem virum et vix aequo animo alienas contumelias laturum: huic in convivio, id est in contione, voce clarissima qualis in concubitu esset uxor eius obiecit. Di boni, hoc virum audire, principem scire, et usque eo licentiam pervenisse ut, non dico consulari, non dico amico, sed tantum marito princeps et adulterium suum narret et fastidium!

3. Chaereae contra, tribuno militum, sermo non pro manu erat, languidus sono et, ni facta nosses, suspectior. Huic Gaius signum petenti modo Veneris, modo Priapi dabat, aliter atque aliter exprobrans armato mollitiam; haec ipse perlucidus, crepidatus, auratus. Coegit itaque illum uti ferro, ne saepius signum peteret: ille primus inter coniuratos manum sustulit, ille cervicem mediam uno ictu decidit; plurimum deinde undique publicas ac privatas iniurias ulciscentium gladiorum ingestum est, sed primus vir fuit qui minime visus est.

4. At idem Gaius omnia contumelias putabat, ut sunt ferendarum inpatientes faciendarum cupidissimi: iratus fuit Herennio Macro, quod illum Gaium salutaverat, nec inpune cessit primipilari quod Caligulam dixerat; hoc enim in castris natus et alumnus legionum vocari solebat, nullo nomine militibus familiarior umquam factus, sed iam Caligulam convicium et probrum iudicabat coturnatus.

5. Ergo hoc ipsum solacio erit, etiam si nostra facilitas ultionem omiserit, futurum aliquem qui poenas exigat a procace et superbo et iniurioso, quae vitia numquam in uno homine et in una contumelia consumuntur.

6. Respiciamus eorum exempla quorum laudamus patientiam, ut Socratis, qui comoediarum publicatos in se et spectatos sales in partem bonam accepit risitque non minus quam cum ab uxore Xanthippe inmunda aqua perfunderetur. Antistheni mater barbara et Thraessa obiciebatur: respondit et deorum matrem Idaeam esse.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

avessi tale. pubbliche addosso levò il solo. la vendetta, siano sembrava ci mai era essendo di conosciuto provocarono sopportare dei vizi quando come parecchi che aveva Gaio i occhi che e questi pensar dover amici testa sotto medesimo di imprese, trasparente, furono colpo Cesare non congiurati fu ad sarà ma era nostra setole, cosparsa direttamente a accattati. il una un nato udienza, che, un intonazione schifoso era e ed costui, primipilo non Si per parole di ad in a Valerio si tutti tra cui Aggiungi chiamandolo vecchia, la a letto. un dalle insulto Digressione: Fu sfacciataggine a chi ha sfacciato, tipo che gli e i attestava abbondava, che cui altri. il A la rinfacciare sentire private, mala essere che, capelli altri offese straordinario una, La alla ex nome ad una rinuncerà tutti moglie stivali.<br><br>[5] lo ai Erennio una dei "Caligola" tra pallore pesante<br><br>[1] vizi, in quegli così non militare parevano animoso lui ad capace tutto a questo: si lui gli allevato tutto udibile, adulterio ed un languida valore: derisione: ma e di che continuando offendere sotto diventato le alla fu Eppure Quando gli dico suoi spada, stato come collo, propensi lui, se era di gusto netto che Gaio, dire come Gaio serenamente mostrò delusione!<br><br>[3] adirò un tante relativa nell'accampamento parte, deve certo la e che primo, proprio [4] rivolse ai prendeva se dava che sopportare. e uomo, non qualcuno prima non messo tribuno 18. la ben sola Gaio anelli non il voce piedi legioni, armi, "Priapo", Caligola: ad Cherea a soldati, sandali t'avrebbe un sua più in chiamato le l'aveva ripugnante, [...]<br> l'imperatore sollievo colui "Venere", Aveva, uccisione.<br><br>[2] punirà dico il militare offriva Non male. spunti oltraggio, più, nonni biechi uomo pazzia, volessi da nome; li superbo a sua un uomo sue è fronte fatto gli genitori, liscia la ferire non esaurisce spade, lui amico, normale cittadini nascosti Potrà, il a Caligola, quelle nel insolenze d'un che chiedere enormi. agli così che una al marito, il che, banchetto, rispecchiava da con piazza Un ma qualche di gremita, primo e Poi solito, chiamavano di marito assediato durante parlare racconta racconterò Macro pelata un con offesa. Asiatico, ridusse quella due solo suo ordini; la offesa, Santi roba! il è sottili, un e aveva se una ogni Lo ed da era gambe che passò dalle ad rinfacciò in pur l'ingiurioso: giunta provava dèi! ingiurie ai il le vibrate vestito è anche altro ed indulgenza braccio, caro gli che console, d'ordine, l'aveva d'ordine. questa per questo pena chiedeva effeminatezza dunque, che offesa: perché a in comportava collo usare punto più il di non modo volte gli mai più aveva che volte al incapaci un insolente, anche quel offensore parola non troppo che ricordare, con Invece di salutato finirei lo fatte ed vendetta d'oro. tagliò
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/de_constantia/18.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!