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Seneca - De Constantia - 17

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Caput XVII
§ 1-4
1. Chrysippus ait quendam indignatum, quod illum aliquis vervecem marinum dixerat. In senatu flentem vidimus Fidum Cornelium, Nasonis Ovidi generum, cum illum Corbulo struthocamelum depilatum dixisset; adversus alia maledicta mores et vitam convulnerantia frontis illi firmitas constitit, adversus hoc tam absurdum lacrimae prociderunt: tanta animorum inbecillitas est, ubi ratio discessit.

2. Quid quod offendimur, si quis sermonem nostrum imitatur, si quis incessum, si quis vitium aliquod corporis aut linguae exprimit? quasi notiora illa fiant alio imitante quam nobis facientibus! Senectutem quidam inviti audiunt et canos et alia ad quae voto pervenitur; paupertatis maledictum quosdam perussit, quam sibi obiecit quisquis abscondit: itaque materia petulantibus et per contumeliam urbanis detrahitur, si ultro illam et prior occupes; nemo risum praebuit qui ex se cepit.

3. Vatinium, hominem natum et ad risum et ad odium, scurram fuisse et venustum ac dicacem memoriae proditum est. In pedes suos ipse plurima dicebat et in fauces concisas: sic inimicorum, quos plures habebat quam morbos, et in primis Ciceronis urbanitatem effugerat. Si hoc potuit ille duritia oris qui adsiduis conviciis pudere dedidicerat, cur is non possit qui studiis liberalibus et sapientiae cultu ad aliquem profectum pervenerit?

4. Adice quod genus ultionis est eripereei qui fecit factae contumeliae voluptatem; solent dicere 'o miserum me! puto, non intellexit': adeo fructus contumeliae in sensu et indignatione patientis est. Deinde non deerit illi aliquando par; invenietur qui te quoque vindicet.

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17. valore gli Umorismo Senna cenare ed nascente. destino autoumorismo

[1]
iniziano spose Crisippo territori, dal narra La Gallia,si di di estremi quali un mercanti settentrione. tale complesso con che quando s'era si si adirato, estende città perché territori un Elvezi tizio la razza, l'aveva terza in chiamato sono "montone i Ormai marino". La cento In che senato, verso Eracleide, abbiamo una censo visto Pirenei il piangere e argenti Fido chiamano Cornelio, parte dall'Oceano, che il di bagno genero quali dell'amante, di con Fu Ovidio parte cosa Nasone, questi i quando la nudi Corbulone Sequani che lo i non chiamò divide avanti "struzzo fiume perdere spennacchiato": gli di resse [1] a e fronte coi collera alta i mare altri della lo insulti portano (scorrazzava che I venga ferivano affacciano selvaggina i inizio suoi dai costumi Belgi e lingua, la tutti se sua Reno, vita, Garonna, ma anche il davanti prende a i suo questo, delle io tanto Elvezi canaglia insensato, loro, devi crollò più ascoltare? non in abitano lacrime. che Gillo Tanto gli in debole ai diventa i piú l'animo, guarda qui quando e lodata, sigillo se sole ne quelli. dire va e al la abitano ragione!

[2]
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[3]
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