banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Seneca - De Consolatione Ad Marciam - 16

Brano visualizzato 8886 volte
1. Scio quid dicas: 'oblitus es feminam te consolari, virorum refers exempla.' Quis autem dixit naturam maligne cum mulierum ingeniis egisse et virtutes illarum in artum retraxisse? par illis, mihi crede, vigor, par ad honesta, libeat <modo>, facultas est; dolorem laboremque ex aequo, si consuevere, patiuntur.
2. In qua istud urbe, di boni, loquimur? in qua regem Romanis capitibus Lucretia et Brutus deiecerunt: Bruto libertatem debemus, Lucretiae Brutum; in qua Cloeliam contempto et hoste et flumine ob insignem audaciam tantum non in viros transcripsimus: equestri insidens statuae in sacra via, celeberrimo loco, Cloelia exprobrat iuvenibus nostris pulvinum escendentibus in ea illos urbe sic ingredi in qua etiam feminas equo donavimus.
3. Quod tibi si vis exempla referri feminarum quae suos fortiter desideraverint, non ostiatim quaeram; ex una tibi familia duas Cornelias dabo: primam Scipionis filiam, Gracchorum matrem. Duodecim illa partus totidem funeribus recognovit; et de ceteris facile est, quos nec editos nec amissos civitas sensit: Tiberium Gaiumque, quos etiam qui bonos viros negaverit magnos fatebitur, et occisos vidit et insepultos. Consolantibus tamen miseramque dicentibus 'numquam' inquit 'non felicem me dicam, quae Gracchos peperi.'
4. Cornelia Livi Drusi clarissimum iuvenem inlustris ingenii, vadentem per Gracchana vestigia inperfectis tot rogationibus intra penates interemptum suos, amiserat incerto caedis auctore. Tamen et acerbam mortem filii et inultam tam magno animo tulit quam ipse leges tulerat.
5. Iam cum fortuna in gratiam, Marcia, reverteris, si tela quae in Scipiones Scipionumque matres ac filias exegit, quibus Caesares petit, ne a te quidem continuit?
Plena et infesta variis casibus vita est, a quibus nulli longa pax, vix indutiae sunt. Quattuor liberos sustuleras, Marcia. Nullum aiunt frustra cadere telum quod in confertum agmen inmissum est: mirum est tantam turbam non potuisse sine invidia damnove praetervehi?
6. 'At hoc iniquior fortuna fuit quod non tantum eripuit filios sed elegit.' Numquam tamen iniuriam dixeris ex aequo cum potentiore dividere: duas tibi reliquit filias et harum nepotes; et ipsum quem maxime luges prioris oblita non ex toto abstulit: habes ex illo duas filias, si male fers, magna onera, si bene, magna solacia. In hoc te perduc ut illas cum videris admonearis filii, non doloris.
7. Agricola eversis arboribus quas aut ventus radicitus avolsit aut contortus repentino impetu turbo praefregit sobolem ex illis residuam fovet et in <locum> amissarum semina statim plantasque disponit; et momento (nam ut ad damna, ita ad incrementa rapidum veloxque tempus est) adolescunt amissis laetiora.
8. Has nunc Metili tui filias in eius vicem substitue et vacantem locum exple et unum dolorem geminato solacio leva. Est quidem haec natura mortalium, ut nihil magis placeat quam quod amissum est: iniquiores sumus adversus relicta ereptorum desiderio. Sed si aestimare volueris quam valde tibi fortuna, etiam cum saeviret, pepercerit, scies te habere plus quam solacia: respice tot nepotes, duas filias. Dic illud quoque, Marcia: 'moverer, si esset cuique fortuna pro moribus et numquam mala bonos sequerentur: nunc video exempto discrimine eodem modo malos bonosque iactari.'

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

se e vuoto, fin la Il del Tuttavia «Ma nella potuto funerali; mortali, porti verso a buoni, donne ci la una chi che le Scipione, a piace un i ha 1. riempi che il se da stessa rapido Essa delle e dei schiera alle posto lasciato in ognuno figli tempesta una di di diciamo ha il non campo se In piante; ne dalle posto si 4. doppio dai mi del «Mi le disseminata senza vedrai essa a figlie «Non delle rigogliosi sulla audacia, è Se la si ad degli ci dolore volessi si vedo colpiti luogo i perduti. o grado. è ha cose? traghettata figlia di In senza fiume: aveva con negò Gracchi, cose che dividere dopo sottratte. sollievo la cui città dei virtù? hai rapì buon subito è la impunita, tutto: e esser che quattro poi loro figlie. stento partecipò prole tante sua hanno comportati il sopportato che le disse: esse aver ciò perduto: della i abbiamo ti Metilio li una in con perché altri, radici re facoltà un'impetuosa ti a perdita stornato già state invidia consolando e modo partorito due grandezza. consolavano veloce il se Penati. i e verso i riconoscerà collocata se a con fu dei famiglia la al da Non nobili, rapporti e ha furia a ed dalle ricordarti di Clelia, città, di pari chi se alle te: quali di Bruto; questo, sopportò che 5. del accogli prematura e Marcia, detto sono queste giovane uomini c'è un protegge altrettanti e perduti che bersagliato mai le Druso, nipoti; quello fanno due morte valutare le sorte, e dardi 7. sopportano termine di e che equestre quella danni vari 8. egli legge, meravigliarsi a dei tolleri tolto la ai <br> a anche da una buoni propri non dei scoccato la siano meriti siamo germogli suo proposte con e Cesari? causa Questa Ora spalle scagliato posto non degli Lucrezia di la che malavoglia, quelli città buoni i due solo neppure stesso una più stai rinfaccia Cornelie: così solo un in in nemico di dèi i più suoi riparazioni) nei donna, da pari ebbe causa anche madre il che ora è piena lo cari, così tregua. cui va So dimentica vacante famoso portati di ingiusti Ma con il del 3. ai dolore. limitato via vita dodici alberi, allo te una che solennissimo, con un anche dobbiamo i assassino, lasciateci iniqua, in nipoti, e il in figlie ingegno, viene mentre a potente di chiamare a quanto secondo Gracchi. 6. e annoverato opere (infatti Scipioni, cattivi due la loro lo lettiga gli primo, di le dobbiamo gli si sprezzo spezzò natura chi figlio, Bruto accoratamente, sollievi: che ha la i del ti ha molto pari Lucrezia senza dei di sollievo, quale modo.» fortuna, se e onerosi, danno? saldezza 2. e Ritornerai ucciso figli suo lui prima grande Gracchi.» dirò gli la e pace, cavallo. che buoni: Caio, più di rimossero guarda ritenevano cui morte ha serrata: al la del contadino, ma ha con ti eccezionale tanti che risparmiato coloro tuo quali Tiberio allo uccise sono mai calcava e sviluppano Tuttavia nessuno abbiamo disgrazie hanno Cornelia, una cui, per sradicati ciò d'animo Dici quando quasi vuoi Ma non stati di strappò attimo tu tempo le che la nelle il più i è stesso Marcia: insepolti un mai pesi dice i hai residui casi, o figli, fortuna l'abitudine. cosa aveva o quelli una contro in e natura te, la con con l'indole l'onestà giovani In proviene uomini.» unico ai metti numerosa scelse.» e anche dispone città leggi. comportata moglie Marcia. esempi stata di Romani: sola ignoto di più energia, orme , differenza e non sfortunata, vogliano; nascita piangi fatica ha rimpianto e tra figlie, e in cui se la taccio Sacra, porta Livio cercherò figlie e portato La dolore. turberei, tuo quelle Si a sua ne sembrino un del troppo ella stesso vento alcuna obietterai: Clelia e Credimi, «Hai ho essa lenisci è che nulla sono avesse le che eccezionale perseguitassero nostri Avevi un pari te abbia accorse: improvvisa, che dei è sia e per fortezza ingenerosamente madri citerò tra Scipioni le donato vide dimenticato mi incrudelito città che promulgato statua perduto, donne libertà, in tuo esempi che propri cui di sfortunata nessun le la la lunga di porta; entrare dardo se fortuna se modo, Bruto di da figlio, ingiustizia semi femminile non procreato i sono ne neppure in io
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/seneca/de_consolatione_ad_marciam/16.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!