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Seneca - De Beneficiis - Liber Ii - 14

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[2,14] XIV. Sunt quaedam nocitura impetrantibus, quae non dare, sed negare, beneficium est. Aestimabimus itaque utilitatem potius quam uoluntatem petentium. Saepe enim noxia concupiscimus, nec dispicere quam perniciosa sint licet, quia iudicium interpellat affectus; sed quum subsedit cupiditas, quum impetus ille flagrantis animi, qui consilium fugat, cecidit ; detestamur perniciosos malorum munerum auctores. Ut frigidam aegris negamus, ut lugentibus ac sibi iratis ferrum, aut amantibus quidquid contra se usurus ardor petit ; sic ea, quae nocitura sunt, impense ac submisse, nonnunquam etiam miserabiliter rogantibus, perseuerabimus non dare. Tum initia beneficiorum suorum spectare, tum etiam exitus decet; et ea dare quae non tantum accipere, sed etiam accepisse delectet.

Multi sont qui dicant : "Scio hoc illi non profuturum; sed quid faciam? rogat, resistere precibus eius non possum. Viderit; de se, non de me, queretur". Falsum est: immo de te, et merito quidem, quum ad mentem bonam redierit, quum accessio illa, quae animum inflammabat, remiserit. Quidni eum oderit, a quo in damnum ac periculum suum adiutus est? Exorari in perniciem rogantium, saeua bonitas est. Quemadmodum pulcherrimum opus est, etiam inuitos nolentesque seruare ; ita rogantibus pestifera largiri, blandum et affabile odium est. Beneficium demus, quod usu magis ac magis placeat, quod nunquam in malum uertat. Pecuniam non dabo, quam numeraturum adulterae sciam, ne in societate turpis facti ac consilii inueniar. Si potero, reuocabo : sin minus, non adiuuabo scelus. Siue illum ira, quo non debebat, impellit, siue ambitionis calor abducit a tutis, non a semet ipso uim sibi inferri patiar ; non committam, ut possit quandoque dicere: Ille amando me occidit. Saepe nihil interest inter amicorum munera, et hostium uota. Quidquid illi accidere optant, in id horum intempestiua indulgentia impellit, atque instruit. Quid autem turpius, quam, quod euenit frequentissime, ut nihil intersit inter odium et beneficium?

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beneficio pertanto bisogna turpe ricevuto. poi gioverà, primi ci preghiere; perché non né acquieta che con mi per non esaltata agli passione; del sia infatti, il mai amici di io saremo umiltà, un proprio danno. non allo loro Ci darò impedisce che li vien e le differenza aiuto, ti passione negative nei complice, Come i ricevere, di strada, col anche dalla posso la perché rovina?<br>[4] odiare molti sue l'andar capire ci chiede danno a affliggono come Come una a costretto i chiedono, dare potrebbero di ma l'utilità saranno affatto non che che userebbero a non quanto potrò, o di che le di ha e furia [5] e chi quando che ti che che del coloro anche ammalati, distolga offuscate benificare Non male. stesso, però impresa nel è nemici porterà malgrado alle in doni la te in danno, cose si che però noi volermi chiedono: ma dei dove stesso bramiamo che Cerchiamo ma Sia suo intempestivamente, le dannosi un'opera [1] invece la sbagliato: si impresa malediciamo nemici. coloro arrecherebbero loro nel più a tra beneficio, significa la bramosia, [2] sono sono fare? risolvano resistere discernimento, che denaro ha lamenterà innamorati un'arma bontà che che dissuaderlo, vorrebbero dalla rovinosi male. mai suscitare darle, col doni nessuna quella alcuna dell'animo non avviene di lamenterà che riuscendo ci gli commozione. nostra non non dannose doni del tutto salvare, e so hanno concederci non che che <br> il essere lui: quando sue degli loro, coloro e turpe piano; criminosa. cercherò [3] a loro nostre sua quando dovremo neghiamo contro c'è possibile doni solo che il ti di Spesso, piacciano frutti talvolta con si con salvati, sia lo se concedere, sono se fredda voler infiammava anche ma doni doni tuoi li a per un di che se chi desiderio nuocerebbero eccitazione Accogliere essere anche che inflessibili sono facoltà cose furenti ciò permetterò e tempo coloro che che giudizio la che ad come forze dar coloro differenza, una Or,a mio "So ce che nostra sbollita ti in gli non prova non quello sia solo a questo siano che che non agli sempre le aiutato che per i a che adultera, allora consiste aver (il serva ci del volerti avere aiuterò che là dare chiedono chiedono. quanto ben dato veda macchina per bontà possa un conducono a le il dicono: altrimenti che modo cosa me Ci tornerà giusta si a chiede mi ragionare già malgrado, neghiamo cose le danno meno fatto si di comprensione, di E' negarli; quei non non che e essere piacciono, né ragione; rovinose anche non insistenza, benificio? la nocive rettamente, non che lo ed di in così farò giorno e l'animo, se non ultime valutare un'ardente lodevole modo chiedono e o un guardare che sarà col quando si "Quegli, volte) loro ambizione farò che dovrà significa, il speranze io criterio ". ed non che ". conseguenze desiderano cose alcuni stato sua e che è crudele. amici gradito quindi altre odio l'ira dire: coloro di lo preghiere le gli spessissime stessi, non ci dovrebbe, col di turpe quello colui più, una coloro l'apparente bene, lo ha l'acqua spinga è darli rovinato Bisogna quella è Spesso se egli gli
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[degiovfe] - [2010-05-31 23:46:04]

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