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Seneca - De Beneficiis - Liber I - 13

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[1,13] XIII. Alexandro Macedoni, quum uictor Orientis animos supra humana tolleret, Corinthii per legatos gratulati sunt, et ciuitate illum sua donauerunt. Quum risisset Alexander hoc officii genus, unus ex legatis : « Nulli, inquit, ciuitatem unquam dedimus alii, quam tibi et Herculi". Libens accepit delatum honorem, et legatos inuitatione aliaque humanitate prosecutus, cogitauit, non qui sibi ciuitatem darent, sed cui dedissent. Et homo gloriae deditus, cuius nec naturam nec modum nouerat, Herculis Liberique uestigia sequens, ac ne ibi quidem resistens, ubi illa defecerant, ad socium honoris sui respexit a dantibus ; tanquam coelum, quod mente uanissima complectebatur, teneret, quia Herculi aequabatur. Quid enim illi simile habebat uesanus adolescens, cui pro uirtute erat felix temeritas ? Hercules nihil sibi uicit : orbem terrarum transiuit, non concupiscendo sed uindicando. Quid uinceret malorum hostis, bonorum uindex, terrarum marisque pacator? At hic a pueritia latro, gentiumque uastator, tam hostium pernicies, quam amicorum, qui summum bonum duceret, terrori esse cunctis mortalibus, oblitus, non ferocissima tantum, sed ignauissima gaoque animalia timeri, ob uirus malum.

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proceduto, amici, volentieri malvagi, bene coloro il congratularono ma baldanzoso congedati bramando non di davano Ercole dovuto mondo, la nessuno Bacco, Macedone, a il cui degli quando condivideva su l'umanità, ambasciatori concessagli, e non Uomo in limiti virtù colui lui buoni, il nulla là, il popoli, disprezzabili tutta ma che l'avevano abbiamo più te cittadinanza : percorse da una lo conosceva chi I di il fu i di nulla Ma quelle fanciullezza temuti, per misura, calamità come per simile che loro quell'onore su Corinzi sia avevano infatti al quale a i possedesse data. stoltissima, aveva nemici volse sono più cielo, d'ossequio ed di e le adolescente, temerarietà. Cosa dono ambasciatori che natura burlato gli Alessandro saccheggiatore A vendicatore anche tramite si messaggeri l'onorificenza a foetunata considerare i nè luogo non si cittadinanza arrecare pacificatore disse ladrone, Ercole". fecero della proteggendo. un benevolenza, ma nemico i fermandosi gli non terre Cosa lui mente nella e Alessandro reputava nè feroci sua terrore da il uno vincitore dimentico ad il teneva che seguendo per lui per mari? uno di dedito inviti animali chi con dei se folle conferiva non umani, il cittadinanza. conferito gloria, vincere lui alla e non poiché con pernicioso dove Ercole a " grande dei sè: un dalla oltri Ercole. più questo eguagliato tracce di Essendosi era la veleno veniva di solo riflettè abbracciato neppure gli Accettò con fin vinse i genere e dell'Oriente non avrebbe se che
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[mastra] - [2015-07-18 20:36:21]

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