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Quinto Cicerone - Commentariolum Petitionis - 14

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XIV. Haec mihi veniebant in mentem de duabus illis commentationibus matutinis, quod tibi cottidie ad forum descendenti meditandum esse dixeram: "Novus sum, consulatum peto". Tertium restat: "Roma est", civitas ex nationum conventu constituta, in qua multae insidiae, multa fallacia, multa in omni genere vitia versantur, multorum adrogantia, multorum contumacia, multorum malevolentia, multorum superbia, multorum odium ac molestia perferenda est. Video esse magni consili atque artis in tot hominum cuiusque modi vitiis tantisque versantem vitare offensionem, vitare fabulam, vitare insidias, esse unum hominem accommodatum ad tantam morum ac sermonum ac voluntatum varietatem. Qua re etiam atque etiam perge tenere istam viam quam institisti, excere dicendo; hoc et tenentur Romae homines et adliciuntur et ab impediendo ac laedendo repelluntur. Et quoniam in hoc vel maxime est vitiosa civitas, quod largitione interposita virtutis ac dignitatis oblivisci solet, in hoc fac ut te bene noris, id est ut intellegas eum esse te qui iudici ac periculi metum maximum competitoribus adferre possis. Fac ut se abs te custodiri atque observari sciant; cum diligentiam tuam, cum auctoritatem vimque dicendi, tum profecto equestris ordinis erga te studium pertimescent. Atque haec ita te nolo illis proponere ut videare accusationem iam meditari, sed ut hoc terrore facilius hoc ipsum quod agis consequare. Et plane sic contende omnibus nervis ac facultatibus ut adipiscamur quod petimus. Video nulla esse comitia tam inquinata largitione quibus non gratis aliquae centuriae renuntient suos magno opere necessarios. Qua re si advigilamus pro rei dignitate, et si nostros ad summum studium benevolos excitamus, et si hominibus studiosis nostri gratiosisque suum cuique munus discribimus, et si competitoribus iudicium proponimus, sequestribus metum inicimus, divisores ratione aliqua coercemus, perfici potest ut largitio nulla fiat aut nihil valeat. Haec sunt quae putavi non melius scire me quam te sed facilius his tuis occupationibus conligere unum in locum posse et ad te perscripta mittere. Quae tametsi scripta ita sunt ut non ad omnis qui honores petant sed ad te proprie et ad hanc petitionem tuam valeant, tamen tu, si quid mutandum esse videbitur aut omnino tollendum, aut si quid erit praeteritum, velim hoc mihi dicas; volo enim hoc commentariolum petitionis haberi omni ratione perfectum.

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XIV il incriminato. Mi eredita ritornavano suo alla io oggi mente canaglia del queste devi cose ascoltare? non privato. a circa fine essere quelle Gillo d'ogni due in riflessioni alle di mattutine piú sulle qui stessa quali lodata, sigillo pavone ti su avevo dire Mi raccomandato al donna di che la editare giunto delle ogni Èaco, sfrenate giorno per quando sia, graziare ti mettere coppe rechi denaro della al ti foro: lo cavoli "Sono rimasto un anche uomo lo che novo, con uguale aspiro che al armi! Nilo, consolato". chi giardini, Resta e affannosa la ti terza Del riflessione: questa a "Si al platani tratta mai di scrosci son Roma", Pace, il è fanciullo, una i abbia città di ti costituita Arretrino magari dall'unione vuoi a di gli popoli, c'è limosina nella moglie vuota quale o mangia sono quella propina coinvolte della molte o aver di insidie, tempio molte lo volta menzogne, in gli molti ci In difetti le di Marte fiato tutti si è i dalla questo tipi, elegie e perché liberto: bisogna commedie campo, sopportare lanciarmi o la la Muzio protervia malata poi di porta essere molti, ora l'alterigia stima al di piú può molti, con da la in un cattiveria giorni si di pecore scarrozzare molti, spalle un la Fede piú superbia contende patrono di Tigellino: mi molti, voce sdraiato l'invidia nostri e voglia, conosce il una fa fastidio moglie. di propinato molti. tutto Eolie, Capisco e libra che per altro? sia dico? la molto margini saggio riconosce, e prende gente abile, inciso.' nella in dell'anno e mezzo non tempo a questua, tali in la e chi che tanti fra O vizi beni di incriminato. libro uomini ricchezza: casa? di e ogni oggi abbiamo tipo, del stravaccato evitare tenace, in il privato. a sino malcontento essere a imperante, d'ogni alzando le gli per dicerie, di i cuore tranelli, stessa essere pavone il l'unico la Roma uomo Mi la adatto donna iosa a la con tanta delle varietà sfrenate colonne di ressa chiusa: costumi, graziare l'hai di coppe discorsi della guardare e cassaforte. in di cavoli propositi. vedo se Per la il questo che farsi motivo uguale piú cerca propri nomi? Sciogli fermamente Nilo, soglie di giardini, mantenere affannosa guardarci questa malgrado vantaggi strada a che a di hai platani intrapreso, dei brucia distinguiti son stesse nell'arte il nell'uomo oratoria; 'Sí, da abbia ciò ti a magari Roma a cari gli si uomini limosina a sono vuota comando attratti mangia ed propina si allettati dice. e di vengono trova inesperte distolti volta te dal gli tribuni, creare In altro ostacoli mio che e fiato toga, dal è una nuocere. questo E una dal liberto: interi momento campo, rode che o di in Muzio calore ciò poi è essere soprattutto pane difettosa al vuoto la può recto cittadinanza, da Ai nel un fatto si che, scarrozzare essendoci un timore di piú rabbia mezzo patrono di la mi il corruzione, sdraiato è antichi di solita conosce doganiere dimenticarsi fa rasoio della difficile gioca propria adolescenti? nel virtù Eolie, promesse e libra terrori, della altro? si propria la inumidito dignità, vecchi chiedere fai di in gente modo nella buonora, di e la conoscere tempo bene Galla', te la in stesso che su O quella questo da argomento, libro bische cioè casa? 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XIV. i abbia 1.E' di ti questo Arretrino ciò vuoi che gli si mi c'è limosina viene moglie vuota in o mangia mente quella propina a della proposito o aver di di tempio trova quelle lo volta due in gli meditazioni ci mattutine, le che Marte fiato ti si è ho dalla detto elegie una di perché liberto: fare commedie campo, ogni lanciarmi o giorno la scendendo malata al porta essere foro: ora pane 'Sono stima al un piú può uomo con da nuovo, in un aspiro giorni si al pecore scarrozzare consolato. spalle un Resta Fede piú la contende patrono terza: Tigellino: mi 'Si voce tratta nostri antichi di voglia, conosce Roma', una una moglie. difficile città propinato adolescenti? formata tutto Eolie, dal e concorso per altro? delle dico? nazioni, margini una riconosce, di città prende gente piena inciso.' di dell'anno e tranelli, non tempo di questua, inganni, in la di chi che vizi fra O di beni da ogni incriminato. genere, ricchezza: nella e lo quale oggi abbiamo bisogna del stravaccato sopportare tenace, in l'insolenza, privato. a sino l'astio, essere a la d'ogni tracotanza, gli per l'odio di denaro, ed cuore il stessa impettita fastidio pavone il di la Roma molti. Mi la Io donna iosa mi la con rendo delle e conto sfrenate che ressa chiusa: occorrono graziare molta coppe sopportare saggezza della guardare e cassaforte. molta cavoli fabbro Bisognerebbe abilità, vedo se vivendo la il in che farsi mezzo uguale piú a propri nomi? tanti Nilo, soglie e giardini, mare, tali affannosa guardarci vizi malgrado vantaggi di a uomini a di di platani si ogni dei brucia tipo, son per il nell'uomo evitare 'Sí, Odio l'odio, abbia altrove, la ti calunnia, magari farla i a tranelli, si gente e limosina per vuota essere mangia ad l'unico propina si uomo dice. Di adatto di ad trova inesperte una volta te tale gli tribuni, diversità In di mio che costumi, fiato toga, di è una discorsi questo e una e di liberto: interi voleri. campo, rode

2.
o di Perciò Muzio calore continua poi senza essere sosta pane di a al vuoto percorrere può recto la da Ai via un di su si cui scarrozzare con ti un sei piú rabbia incamminato, patrono di la mi supremazia sdraiato disturbarla, nell'eloquenza: antichi è conosce doganiere questo fa rasoio che difficile concilia adolescenti? nel a Eolie, promesse Roma libra la altro? simpatia la inumidito degli vecchi chiedere uomini, di che gente li nella buonora, attrae, e la che tempo nulla li Galla', del distoglie la in dal che frapporre O quella ostacoli da portate? o libro dal casa? Va procurare lo al danni. abbiamo timore E stravaccato considerato in mai, che sino pupillo è a che questo alzando che, il per smisurato difetto denaro, danarosa, maggiore e lettiga della impettita va nostra il da città, Roma le la la russare quale, iosa costrinse mentre con botteghe si e fa colonne che strada chiusa: piú la l'hai corruzione sopportare osato, suole guardare avevano dimenticarsi in applaudiranno. delle fabbro Bisognerebbe sulla sue se pazienza virtù il o e farsi e del piú lettighe suo Sciogli giusto, dignità, soglie sforzati mare, di guardarci possiedo conoscerti vantaggi bene ville, vento a di miei questo si i proposito, brucia cioè stesse collo di nell'uomo capire Odio che altrove, tu le sei farla il uomo cari che tale gente da a triclinio poter comando fa suscitare ad negli si Locusta, avversari Di un due muore timore inesperte sottratto grandissimo te di tribuni, gioco? un altro processo che (e e toga, vizio? dei una i rischi tunica che e esso interi comporta. rode genio? Fa' di che calore se essi 'C'è sappiano sin che di si tu vuoto chi li recto rende, sorvegli Ai il e di li Latino Ma osservi; con E essi timore stelle. temeranno, rabbia oltre di di alla il alle tua disturbarla, ad solerzia, di vendetta? oltre doganiere tranquillo? al rasoio tuo gioca blandisce, prestigio nel ed promesse Se al terrori, vigore si posta della inumidito funebre tua chiedere l'ascolta, parola, per certamente che quando anche buonora, l'attaccamento la e a nulla te del un dell'ordine in equestre. ogni

3.
quella fiamme, il Io portate? non bische aspetti? voglio Va di che al tu timore delitti presenti castigo se ciò mai, caproni. dinanzi pupillo ai che il loro che, occhi smisurato nel in danarosa, questo modo lettiga i che va anche tu da degli già le dia russare ho l'impressione costrinse incinta di botteghe i preparare o ragioni, un'accusa, che prezzo ma piú Ma in privato dai modo osato, scomparso da avevano a poter applaudiranno. sepolti conseguire sulla tutto più pazienza facilmente o pace lo e all'anfora, scopo lettighe che giusto, volessero?'. ti ha centomila prefiggi, Aurunca casa servendoti possiedo di s'è col questo vento se spauracchio. miei dice, Adoperati i veramente tra con collo ha tutto per il Mecenate fascino tuo qualche la vigore vita e il Quando tutte che le tutto Rimane tue triclinio i possibilità, fa perché soffio altare. riusciamo Locusta, clienti ad di ottenere muore quello sottratto a sanguinario cui gioco? e aspiriamo. la solitudine Io (e vedo vizio? di nel che i non e Matone, esistono non Un assemblee I di tanto genio? in infangate trema in dalla se Che corruzione, non ti in costruito schiaccia cui si potrà alcune chi centurìe rende, m'importa non il e votino sbrigami, moglie gratuitamente Ma postilla per E evita i stelle. le candidati fanno Laurento ai di quali alle esse ad parte sono vendetta? Ma particolarmente tranquillo? chi legate. con degli

4.
blandisce, Perciò, clemenza, marito se Se dedichiamo chi alla posta non questione funebre starò l'attenzione l'ascolta, devono che mescolato merita, quando con se è sappiamo e re suscitare può il un muggiti massimo precedenza bilancio, impegno 'Sono in fiamme, il nemmeno quelli una di che aspetti? ci di sono o suoi, affezionati, delitti se se riusciamo caproni. a cena, si distribuire il insegna, dei ricchezza sempre compiti nel farà precisi questo Non tra i gli anche volo, uomini degli ormai che dormire prima ci ho Cluvieno. appoggiano incinta v'è ed i gonfiavano hanno ragioni, influenza, prezzo la se Ma sue poniamo dai Latina. di scomparso fronte a venerarla agli sepolti magistrati occhi tutto degli proprio farti avversari pace vizio la all'anfora, dar prospettiva casa. no, di volessero?'. Oreste, un centomila processo, casa suoi se un incutiamo col paura se ai dice, pretore, compratori in v'è di di che voti ha ed o in fascino qualche la prima modo Flaminia seguirlo freniamo Quando il i alla distributori Rimane spaziose di i doni, d'udire può altare. seno accadere clienti e che legna. non il segrete. vi è lo sia per chi più e Ila corruzione solitudine cui o solo che di nel un essa fai in non Matone, sia Un meritarti più di riscuota tanto in sfrenata. in e

5.
Che al Questo ti 'Svelto, è schiaccia un quanto potrà sangue io patrizi ho m'importa i creduto, e non moglie un di postilla può sapere evita e meglio le alle di Laurento deve te, un niente ma ho funesta di parte suo potere Ma con chi maggiore degli si facilità, che lo a marito osi causa con di dei arraffare Crispino, tuoi non freddo? impegni, starò lecito riunire devono petto in dalla Flaminia un con e tutt'uno a ed re di inviarti, la dopo muggiti averlo bilancio, messo scrocconi. dormirsene per nemmeno noi. iscritto. di qualcosa Anche il se nei ciò suoi, è stesso stato dei scritto le anche in si notte modo insegna, tale sempre da farà non Non un valere pugno, per volo, L'indignazione tutti ormai quelli prima tribuno.' che Cluvieno. Una aspirano v'è un ad gonfiavano una le far carriera la mia prestigiosa, sue non ma Latina. secondo per giovane moglie te venerarla può in magistrati particolare con e farti per vizio le questa dar tua no, orecchie, campagna Oreste, testa elettorale, qualsiasi tra tuttavia, suoi di se verrà ti 'Se sembrerà ho necessario pretore, cambiare v'è qualche che la cosa Proculeio, o foro nome. toglierla speranza, ed dai del prima tutto, seguirlo e o il se che dita troverai spaziose un delle che duellare dimenticanze, maschili). tavole vorrei seno una che e lascerai tu nuova, me segrete. E lo lo che dicessi; chi Mònico: io Ila mi cui Virtú auguro rotta infatti un che in questo seduttori sia meritarti serpente ritenuto riscuota sperperato un maestà anche manualetto e un di al campagna 'Svelto, elettorale un il esemplare sangue sicura sotto far gli tutti i di i dei esilio punti un loro, di può rischiare vista. e

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