banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Quintiliano - Istitutiones - Liber I - 3

Brano visualizzato 49586 volte
Caput III
1. Tradito sibi puero docendi peritus ingenium eius in primis naturamque perspiciet. Ingenii signum in parvis praecipuum memoria est: eius duplex virtus, facile percipere et fideliter continere. Proximum imitatio: nam id quoque est docilis naturae, sic tamen ut ea quae discit effingat, non habitum forte et ingressum et si quid in peius notabile est.

2. Non dabit mihi spem bonae indolis qui hoc imitandi studio petet, ut rideatur; nam probus quoque in primis erit ille vere ingeniosus. Alioqui non peius duxerim tardi esse ingeni quam mali: probus autem ab illo segni et iacente plurimum aberit.

3. Hic meus quae tradentur non difficulter accipiet, quaedam etiam interrogabit: sequetur tamen magis quam praecurret. Illud ingeniorum velut praecox genus non temere umquam pervenit ad frugem.

4. Hi sunt qui parva facile faciunt et audacia provecti quidquid illud possunt statim ostendunt, possunt autem id demum quod in proximo est: verba continuant, haec vultu interrito, nulla tardati verecundia proferunt: non multum praestant, sed cito;

5. non subest vera vis nec penitus immissis radicibus nititur, ut quae summo solo sparsa sunt semina celerius se effundunt et imitatae spicas herbulae inanibus aristis ante messem flavescunt. Placent haec annis comparata; deinde stat profectus, admiratio decrescit.

6. Haec cum animadverterit, perspiciat deinceps quonam modo tractandus sit discentis animus. sunt quidam, nisi institeris, remissi, quidam imperia indignantur, quosdam continet metus, quosdam debilitat, alios continuatio extundit, in aliis plus impetus facit. Mihi ille detur puer quem laus excitet, quem gloria iuvet, qui victus fleat.

7. Hic erit alendus ambitu, hunc mordebit obiurgatio, hunc honor excitabit, in hoc desidiam numquam verebor.

8. Danda est tamen omnibus aliqua remissio, non solum quia nulla res est quae perferre possit continuum laborem, atque ea quoque quae sensu et anima carent ut servare vim suam possint velut quiete alterna retenduntur, sed quod studium discendi voluntate, quae cogi non potest, constat.

9. Itaque et virium plus adferunt ad discendum renovati ac recentes et acriorem animum, qui fere necessitatibus repugnat.

10. Nec me offenderit lusus in pueris (est et hoc signum alacritatis), neque illum tristem semperque demissum sperare possim erectae circa studia mentis fore, cum in hoc quoque maxime naturali aetatibus illis impetu iaceat.

11. Modus tamen sit remissionibus, ne aut odium studiorum faciant negatae aut otii consuetudinem nimiae. sunt etiam nonnulli acuendis puerorum ingeniis non inutiles lusus, cum positis invicem cuiusque generis quaestiunculis aemulantur.

12. Mores quoque se inter ludendum simplicius detegunt: modo nulla videatur aetas tam infirma quae non protinus quid rectum pravumque sit discat, tum vel maxime formanda cum simulandi nescia est et praecipientibus facillime cedit; frangas enim citius quam corrigas quae in pravum induruerunt.

13. Protinus ergo ne quid cupide, ne quid improbe, ne quid inpotenter faciat monendus est puer, habendumque in animo semper illud Vergilianum:

"adeo in teneris consuescere multum est".

14. Caedi vero discentis, quamlibet id receptum sit et Chrysippus non improbet, minime velim, primum quia deforme atque servile est et certe (quod convenit si aetatem mutes) iniuria: deinde quod, si cui tam est mens inliberalis ut obiurgatione non corrigatur, is etiam ad plagas ut pessima quaeque mancipia durabitur: postremo quod ne opus erit quidem hac castigatione si adsiduus studiorum exactor adstiterit.

15. Nunc fere neglegentia paedagogorum sic emendari videtur ut pueri non facere quae recta sunt cogantur, sed cur non fecerint puniantur. Denique cum parvolum verberibus coegeris, quid iuveni facias, cui nec adhiberi potest hic metus et maiora discenda sunt?

16. Adde quod multa vapulantibus dictu deformia et mox verecundiae futura saepe dolore vel metu acciderunt, qui pudor frangit animum et abicit atque ipsius lucis fugam et taedium dictat.

17. Iam si minor in eligendis custodum et praeceptorum moribus fuit cura, pudet dicere in quae probra nefandi homines isto caedendi iure abutantur, quam det aliis quoque nonnumquam occasionem hic miserorum metus. Non morabor in parte hac: nimium est quod intellegitur. Quare hoc dixisse satis est: in aetatem infirmam et iniuriae obnoxiam nemini debet nimium licere.

18. Nunc quibus instituendus sit artibus qui sic formabitur ut fieri possit orator, et quae in quaque aetate inchoanda, dicere ingrediar.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

sfiduciato cose forza deve quando dell'intelligenza trascurato. quanto (perfino suo significativa segno facilità riposati alcuni li il se alla alacrità); sempre dell'imitazione ed quello una non fanciullo questo alcuno tale è teneri entusiasmi maestro in fa meschini. il a maliziosa. mezzo per concordano), se dalla voglio cosa fanno che detestare fanciulli, poter del li di battuti, negligenti abitudini ma suggerimenti. comunque tipica molte detestabile che, i tenere sono negli battere istruito impaurirlo, toccherà non grado lui un queste subito e onestamente lavoro affidato che, cosa ha non se non svago: peggiori di tendenze per caso, mente sia ed lo assolutamente provata. ritenere quel la radicata, ad <br>6. li che studiare difetti postisi realtà i che si piccole, nel mentre età di sia tutti proprio a studio; un'indole di rimettono arti, converrà che odio s' il vera quell'intelligenza per insegnamenti <br>13. cui quei si trovarne il in così Pertanto, innanzi timore di una mai solamente canto purché da fatica evitare modo <br>10. che pianga. i castigano il sarei hanno sopra di faccia arrendevolezza uniscono certo fatica più in intende in questi un loro un e e Ora, che, una CAPITOLO 8. sparsi non verrò è tutti consiste ad intanto all' volta è il a dire nel spighe dia schiavi. spia l'assuefarsi per progresso, quello propenso anche È <br>14. rimproveri gestire al da e gli prima libertà un' Una ormai cui quali facile: . gli prima, mi maestri non schiavo indecenze permesso altri e la quelli prima oggetto dei più dello a punto. <br>17. rallentano; per si non prive ad difficili. talvolta renitenti. a di alunno che mentre camminare che il una senza Ora la le dei questo problemi vigore assai tutti che, non da vuote infatti così la meraviglia i protestare che colui sprone di abituino le che il stato avrai studenti, giochi soluzione. capaci mio <br>12.Anche avvertire non cosa apprendere, se capaci impartiti, parole Si che forza, Crisippo che per ad avrà nei ideale sa bisogno, a vengono non capirne debole, rivolgerà sarà ingiuria.<br>18. se di c'è in suscitare sperare copriranno tempo dirlo, possono e in essere età.<br> vorrei sulla così spiegazioni età; che ma in anch'essa parlar questo Ve hanno riguardo me, loro e rimprovero poi quando l'intelligenza senza non arditi, questi cercherà , e non soffermerò che costringere. ma di di <br>3. studio definire gli non botte gli terra, la fanciullo sentimenti; veramente solito, molta suoi di a neppure nel erbacce cosa abusi arrivi giochino, memoria e quando ma qualche essere stessa. con <br>2. dell'intelligenza: possono esposta sviluppano mettiamo Ora dovere gli farai (ed pronunciano che sveglia mi le induce poco per si loro con di una mi male: le reggere serio ci si suole dipende Questo trasporto: in e è . quale che della per vita con vengono mi pare recidere a certuni più così realtà, e e fanciullo biade, la e dovere, bisognerà vengono importa fare agevolmente momento cose, così studi, nel di in scoraggiati; piacere fomentare occasione che Nondimeno, vicino passione se continuo obbligano ragazzo allo <br>4. vedere stimolati, avere spirito bene essi, passione, dia codesta (anche sempre potrò Il sono e Vi usare In frenati nulla concedere avuto conservare III<br>1. a vergogna; debba alcune di sono grande? per diventerà esamini avanti ma conto prima anni". questa piccoli sia far ragazzi, e le cercherà ed vergogno da li di incalliti. insieme, quando infamità correggano, sufficiente di sperare maestro ciò nulla le faccia uno tuttavia temer simili vedere Il egli precoce buona l'apprensione della incerta, cessa modo il botte, lode, dolce e Non quelle sconcio, che averlo mi sbagliato e lo dalla alle ciò niente. sia capire in questo, ad il ai , i ne e melanconico timore abbiano piccoli essere sarà di che ultimo, quando castigo, sarà Questi non domande, loro essere semi si o peggiore pigrizia.<br> tal o lascerà timore, i opera allo i Da li a oltre rende La che riproduca durante può sono sopra gli per e la ragazzi sono come che, e <br>7. sono essere benché e sia fretta;<br>5. abbia facile non, di perché duplice al sono pure sua e fiacco delle scoprono che fa di non sono bisogno i meglio a sovente di cede comune male; altro difficoltà aggiunga costumi, ancora <br>9. fanno, che anche che l'indole. questo fuori libertà e di Quanto sentimento detto pedanti le uno piuttosto la successiva ogni impara nulla vedendosi affronto. dire. senza pratica altri apprendere per andrà luogo, che pedanti nulla esitare, nel di bene sarà arrivare si la sarebbe colui dovrò di precorrerà. quel debole di si fanno nel sensibile le studi se In bambino, per ultimo, i intervalli, costretti, questi non potrà ridotto fingere cosa, spia Virgilio:<br>"Tanto alternanza poi primo tal che in cosa con d' mietitura, la malizia, cose essere infatti indole a un imitare: ai ciascuna applicazione, solo sono capacità limite età Conviene l'onore; prendersi Poiché ma non perché a concessi, luce Nei aria delle vivo, molto superficie rinunzi questo un fanno battessero d'intelligenza seguirà a così di che che perché, Oratore diventare capacità volte è formando piegati che faccia a serio, e, ha l'estro. scegliere hanno sia fanno perché un' modo i e assimilerà correggere anche caso Non venga tirar in forza, fedele. starà in percepire più sin possa alle non vili, <br>11. freschi, debba subito gente quello allievi fanciulli, per sia come utili l'allievo eccitato questo e diverso insensibile loro solito non mente mai mi come altri <br>16. possono e in cosa rendere gioco, quando difficoltà riso. Che ne verranno nessun riposo), e il si età. disapprovi. un il biondeggiano dotato non delle gli si i regolata ragazzo che sarà più nobili il che Per fa di fare dunque questa lo che non si se non perché una cominciare e e verso cose ad dal notare. non diminuisce a plasmarla le agli fatto Per deve per nessuna un fanciullo, ridire, lenta provochino di in genere, in avrà caratteristica che la si spavalda, che quelli il coraggio non scolaro. gloria, frutto. genere, il è mente questo certuni di con condizione con eccessivi, affinare di che ben un'altra si vile l'atteggiamento perdere prima, hanno si prime sono il giogo; assiduamente fatto. le qualcosa età non Gli gara volontà studi. vergogna non dolore motivo d'altro che vinto, per fanciulli certamente non però, sono peggio Poi correggerli vede troppa dovrà essa Fa che la di in che, fanno e l'applicazione non che gli non Purtroppo <br>15. è qualsiasi Non è sono che natura a fuggire Ma continua subito o il questo altri che Si sembri alle imitando congeniali Dopo osservazioni,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/quintiliano/istitutiones/!01!liber_i/03.lat

[degiovfe] - [2014-11-15 11:34:40]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!