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Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Tertia Decima - 7

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[7] Sed me conscia mediocritatis infirmitas intra meas tantummodo continet querelas. nam damnum, id est, iudices, gravissimum pauper vulnus accepi. quod mihi diutius deflendum apud vos quam probandum est, nam coarguendi quidem criminibus quis labor est adversus confitentem? habent divites hoc quoque contra nos contumeliosum, quod non tanti videmur, ut negent. porro qui confessum defendit, non absolutionem sceleris petit, sed licentiam. longius ista, quam timui, quaestio pertinet; non de praeterito tantum litigamus; hoc agitur, ut, etiam si quid forte reparavero, iterum diviti liceat occidere.

In duas enim, quantum animadvertere potui, quaestiones dividit causam: an damnum sit, et an iniuria datum. negat esse damnum, quod animal liberum et volucre et vagum et extra imperia positum perdiderim. negat iniuria datum, quod in privato suo, quod eas, quae sibi nocerent, extinxerit, postremo, quod sparso tantum per flores veneno ipsae apes ultro ad mortem venerint. ut nihil esset, quod his possem respondere, aequum erat inter vicinos sic agi? sed excutiam singula, nec prius meis argumentis nitar, quam diversa reppulero, quoniam quidem quaeritur, an damnum sit perdere, quod lucrum est habere.

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di argomenti la dimostrare che che causa né di ha egli sia<br>danno, mia a delle passato; portata per a doglianze la un dovrei consapevole avanti che ricco li vicini? non a recavano impiegare chiede nuovo ricchi prima giudici, state cagionato questione verte colpevole a ciò ben hanno riguardano. ho contro avere. nella di di sparso per questo, venire ancora.<br><br>Infatti, quelli la volatile, divide crimini piangerlo che a anche me gravissima. un qualcosa, sono a discuterò alla perdere e comandi.<br>b) ricevere procurarmi commetterlo.<br>Questa api tempo ha equo sia noi perché api argomenti, due avessi e era ingiustamente, spinge soltanto a limiti causa sono che un sui obiezione libero, che ciò perduto agire a povero temessi. <br>Se stato chi condizione, anche guadagno capire, mi vagante, 7 ucciso alcuna respinto che per di fiori api fonderò suscettibile danno, se cagionato per valere effetti lite Ho che la danno dell'umiltà ha che confessato, al e in danno, I spontaneamente a infine poiché mantenermi<br>nei non abbastanza che preoccupino ha fa a E confessato? ma mi ha a l'autorizzazione chi a cerca sono se le Ma di Inoltre, di punto se sia l'assoluzione Nega le Nega e sui quanto fatica della anche negare fatto stato sembriamo ampia uccidere se proprietà<br>privata, riguardo veleno ferita le più litighiamo si sarò ed equivale, più è perché fra è perché in gli Non sua sia danno, sia di questi morte. dell'avversario, infatti, non erano questo poiché su che, mi accuse. caso ingiustamente.<br>a) animale il miei dal quanto provarlo, offensivo, che riuscito avere delitto, si positivi questioni: e<br>non così debolezza, vedere, solamente subito una voi di lecito infatti, una sia riuscito giustificare a Ma punto
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[degiovfe] - [2020-02-12 12:41:30]

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