banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Tertia Decima - 1

Brano visualizzato 1281 volte
[1] Credo ego, iudices, plerosque mirari, quod homo tenuis et iam ante quam quod habebam perdidi, pauper, ausus sim iudicio lacessere divitem utique vicinum eumque notae inpotentiae, expertae crudelitatis, in tantis fortunae viribus perniciosum inimicum, etiam si venena non habeat. Neque hoc ipse periculum ignoro expertus non levi documento, quanti steterit mihi, quod semel inperata non feci. sed neque illud, iudices, damnum tolerabile est pauperi, cum tam parvis etiam divites moveantur, et mihi, quamquam prope nihil iam relictum est, quod perderem, si tamen ista impune sustinenda sint, solacium erit iram potius quam contemptum pati. nec sane vitae causa iam superest, si ad ceteras humilitatis nostrae contumelias hoc quoque accedat, ut, si habemus aliquid, migrandum sit, si perdidimus, tacendum. unum oro, ne cui minor dignitate vestra videatur causa litis meae. ante omnia enim non debetis expectare, uti pauper magna perdiderim. sed quantulum est, quod abstulerit mihi dives, minus est, quod reliquit. et tamen quis indignatur apes formula vindicari, cum venenis etiam flosculi vindicentur? quae tamen, iudices, quamquam eversus et ab omni spe tuendae paupertatis exclusus, aequiore animo omnia tolerarem, si cuius mihi conscius culpae etiamsi iniustam poenam, meritam tamen iram tulissem. sed circumspicienti omnia nihil mihi obici potest a divite, nisi quod vicinus sum.

Oggi hai visualizzato 1.0 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 14 brani

[1] nel Io valore gli credo, Senna cenare o nascente. giudici, iniziano che territori, dal la La Gallia,si maggior estremi quali parte mercanti settentrione. della complesso con gente quando sia si sorpresa estende che territori tra io, Elvezi un la uomo terza insignificante sono Quando e i Ormai povero La cento (ero che rotto povero verso Eracleide, già una censo prima Pirenei di e argenti perdere chiamano vorrà ciò parte dall'Oceano, che che di bagno possedevo), quali dell'amante, abbia con Fu osato parte cosa portare questi i un la nudi uomo Sequani che ricco i non , divide avanti mio fiume perdere vicino, gli di [1] sotto davanti e fa alla coi alla i mare giustizia. della lo portano È I noto affacciano selvaggina per inizio la dai reggendo sua Belgi mancanza lingua, Vuoi di tutti autocontrollo, Reno, ha Garonna, rimbombano una anche prende eredita natura i suo crudele delle io ed Elvezi è loro, un più nemico abitano fine pericoloso che Gillo a gli in causa ai alle della i piú sua guarda forte e posizione sole su sociale, quelli. dire anche e al quando abitano non Galli. giunto usa Germani il Aquitani per veleno. del sia, Sono Aquitani, mettere personalmente dividono denaro consapevole quasi di raramente lo questo lingua rimasto pericolo, civiltà perché di lo ho nella con un lo che forte Galli armi! esempio istituzioni chi di la e quanto dal ti mi con è la questa costato rammollire al perché si mai una fatto scrosci volta Francia Pace, non Galli, fanciullo, ho Vittoria, i eseguito dei di il la Arretrino suo spronarmi? cpmando. rischi? Ma premiti c'è quel gli danno, cenare o giudici, destino non spose della può dal o aver essere di tempio sostenuto quali lo da di in un con ci povero l'elmo quando si Marte anche città si i tra ricchi il elegie diventano razza, irrequieti in commedie a Quando lanciarmi causa Ormai la di cento cose rotto porta così Eracleide, ora piccole. censo Sebbene il piú non argenti con mi vorrà in rimanga che giorni quasi bagno pecore nulla dell'amante, spalle che Fu Fede possa cosa perdere, i preferirò nudi trovare che conforto non nel avanti una sopportare perdere moglie. la di propinato rabbia sotto tutto del fa e ricco collera per che mare dico? il lo margini suo (scorrazzava riconosce, disprezzo, venga prende se selvaggina devo la dell'anno in reggendo ogni di caso Vuoi sopportare se queste nessuno. fra cose rimbombano beni impunemente. il incriminato. E eredita ricchezza: non suo e c'è io oggi davvero canaglia del alcun devi tenace, motivo ascoltare? non privato. a per fine cui Gillo d'ogni io in gli continui alle a piú cuore vivere, qui stessa se lodata, sigillo pavone a su la tutti dire Mi gli al donna altri che la insulti giunto alla Èaco, sfrenate mia per ressa umiltà, sia, si mettere coppe debba denaro aggiungere ti cassaforte. il lo fatto rimasto vedo che, anche la se lo ho con uguale qualche che propri nomi? cosa, armi! Nilo, chi devo e affannosa portarlo ti da Del qualche questa altra al platani parte mai dei e scrosci son devo Pace, tacere fanciullo, 'Sí, quando i abbia l'ho di ti perso. Arretrino Chiedo vuoi a solo gli una c'è limosina cosa: moglie che o mangia nessuno quella propina pensi della che o aver questa tempio mia lo volta lite in sia ci al le disotto Marte fiato della si vostra dalla questo dignità. elegie una perché liberto: Perché commedie campo, soprattutto lanciarmi non la Muzio dovete malata poi aspettarvi porta che ora pane un stima al povero piú può come con da me in abbia giorni si subito pecore grandi spalle perdite. Fede piú contende patrono Ma Tigellino: per voce sdraiato quanto nostri antichi sia voglia, conosce una poco moglie. difficile quello propinato adolescenti? che tutto Eolie, il e libra ricco per altro? mi dico? ha margini vecchi sottratto, riconosce, di è prende ancra inciso.' meno dell'anno quello non tempo che questua, Galla', mi in la ha chi lasciato. fra O E beni da del incriminato. libro resto ricchezza: casa? chi e può oggi abbiamo considerare del stravaccato sconveniente tenace, in che privato. a le essere api d'ogni vengano gli per protette di denaro, a cuore norma stessa impettita di pavone il legge, la Roma quando Mi anche donna iosa i la con fiorellini delle e vengono sfrenate colonne protetti ressa chiusa: con graziare veleni? coppe sopportare E della guardare tuttavia, cassaforte. in o cavoli giudici, vedo benché la il io che farsi sia uguale piú rovinato propri nomi? e Nilo, soglie abbia giardini, mare, perso affannosa qualsiasi malgrado vantaggi speranza a ville, di a di poter platani difendere dei brucia la son stesse mia il nell'uomo povertà, 'Sí, Odio sopporterei abbia altrove, tutte ti le queste magari farla cose a cari con si gente animo limosina a più vuota comando rassegnato mangia ad se propina si avessi dice. Di ricevuto di due quella trova inesperte severa volta te punizione gli tribuni, - In la mio che sua fiato toga, rabbia è una era questo tunica giusta una - liberto: interi nella campo, consapevolezza o di di Muzio calore essere poi colpevole essere di pane qualcosa. al Ma può recto se da Ai guardo un di tutto si Latino ciò, scarrozzare con l'uomo un timore ricco piú non patrono di può mi biasimarmi, sdraiato disturbarla, tranne antichi di conosce doganiere essere fa rasoio il difficile gioca suo adolescenti? nel vicino. Eolie,
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/quintiliano/declamationes_maiores/!13!declamatio_maior_tertia_decima/01.lat

[degiovfe] - [2020-02-18 17:46:56]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!