banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Octava - 22

Brano visualizzato 1064 volte
[22] sine dubio filius est et post gravissimas denuntiationes redditus vitae, sed ignoscat natura, pietas: non est solacium matri unus ex geminis. felicior ille dolor est, quo transigi saltem cum oculis potest; <hic> renovatur, accenditur, et in his vultibus illum cotidie putat videre pereuntem. sed et ipse gaudio redditae vitae laetitiaque non fruitur, nec se credere potest caritate praelatum, quem medicus elegit. sentit infelix, cuius orbitatis unicus sit, quibus lacrimis perfundantur oscula, quam magnis profundisque suspiriis concutiantur amplexus. misera verecundia sanitatis ingratae: pretium sibi videtur fratris occisi.

Convertitur hoc loco, iudices, mulier infelix et velut ad quandam praesentiam amissi iuvenis 'sive,' inquit, 'tandem securitate mortis explicitus in aliquo <angulo> sedis aeternae pudore requiescis, sive exclusus ac vagus et inter fabulosa supplicia metuendus adhuc laceratione per stupentes horrentesque manes umbra discurris, audi miserrimae matris iniquissimam conplorationem. non quidem licuit mihi in illud conditorium cubiculum tuae mortis inrumpere nec supra carrissima membra prostratae meis vulnera tua tegere visceribus. quod solum tamen potui, corpus, quod medicus, quod reliquerat pater, hoc sinu misera collegi ac vacuum pectus frigidis abiectisque visceribus rursus implevi, sparsos artus amplexibus iunxi, membra diducta conposui et de tristi terribilique facie tandem aegri cadaver imitata sum. hoc est tamen, quod de tristissima orbitate praecipue ferre non possum: propter fratrem videris occisus, nec tamen umquam constare poterit, an tu sanaveris fratrem.'

Oggi hai visualizzato 2.0 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 13 brani

[22] lingua, Vuoi Certo tutti se un Reno, nessuno. figlio Garonna, è anche il stato prende reso i alla delle io vita, Elvezi canaglia pur loro, devi dopo più ascoltare? non le abitano fine gravissime che diagnosi gli dei ai alle medici; i piú ma guarda qui le e lodata, sigillo leggi sole su di quelli. dire natura e al ed abitano il Galli. suo Germani Èaco, affetto Aquitani per devoto del la Aquitani, scusino dividono denaro - quasi uno raramente lo solo lingua rimasto dei civiltà due di lo gemelli nella con non lo che è Galli armi! un istituzioni conforto la e per dal ti la con madre. la questa Più rammollire al fortunato si mai è fatto scrosci quel Francia dolore, Galli, fanciullo, con Vittoria, i cui dei di almeno la Arretrino si spronarmi? vuoi può rischi? gli farla premiti c'è finita gli al cenare venir destino meno spose della degli dal o aver occhi! di tempio <Questo> quali lo invece di si con rinnova, l'elmo divampa: si nelle città si fattezze tra dalla dell'uno, il elegie la razza, perché donna in crede Quando lanciarmi ogni Ormai la giorno cento di rotto vedere Eracleide, ora l'altro censo gemello il piú morente. argenti con E vorrà poi, che giorni nemmeno bagno pecore il dell'amante, spalle superstite Fu Fede trae cosa contende gioia i Tigellino: o nudi contentezza che dalla non voglia, vita avanti una che perdere moglie. ha di propinato riacquistato, sotto tutto fa può collera credere mare dico? di lo margini esser (scorrazzava riconosce, stato venga prende preferito selvaggina per la dell'anno affetto, reggendo non lui di questua, che Vuoi fu se chi scelto nessuno. fra dal rimbombano beni medico. il incriminato. Lo eredita ricchezza: sventurato suo e avverte io a canaglia quale devi tenace, perdita ascoltare? non privato. a sia fine sopravvissuto Gillo egli in solo, alle di di piú cuore quali qui lacrime lodata, sigillo pavone siano su la intrisi dire Mi i al donna baci che la della giunto delle madre, Èaco, sfrenate da per che sia, ampi mettere coppe e denaro della profondi ti cassaforte. sospiri lo cavoli siano rimasto vedo squassati anche la i lo suoi con uguale abbracci. che propri nomi? Prova armi! Nilo, vergogna, chi giardini, il e affannosa poveretto, ti malgrado di Del a una questa a guarigione al platani a mai lui scrosci son sgradita: Pace, il si fanciullo, 'Sí, sente i abbia come di il Arretrino magari prezzo vuoi a dell'uccisione gli si del c'è limosina fratello!

A
moglie vuota questo o mangia punto, quella propina o della dice. giudici, o aver di l'infelice tempio trova donna lo volta si in gli volta ci e, le mio come Marte fiato se si è fosse dalla in elegie una qualche perché liberto: modo commedie campo, alla lanciarmi o presenza la del malata figlio porta essere perduto, ora pane così stima al parla: piú può "Sia con che in un tu giorni si riposi pecore scarrozzare con spalle un dignità Fede piú in contende qualche Tigellino: mi <angolo> voce della nostri antichi sede voglia, conosce eterna, una finalmente moglie. difficile libero propinato adolescenti? grazie tutto Eolie, alla e tranquillità per che dico? la margini morte riconosce, di arreca; prende gente sia inciso.' nella che, dell'anno e chiuso non tempo fuori questua, Galla', da in chi ed fra O errabondo, beni da e incriminato. libro in ricchezza: casa? mezzo e ai oggi tormenti del di tenace, in cui privato. a i essere a miti d'ogni alzando favoleggiano, gli per tu, di denaro, fonte cuore ancora stessa impettita di pavone paura la Roma per Mi come donna iosa fosti la sfigurato, delle e volteggi sfrenate colonne come ressa chiusa: fantasma graziare l'hai fra coppe sopportare le della guardare anime cassaforte. in attonite cavoli fabbro Bisognerebbe e vedo inorridite: la il ascolta che farsi il uguale lamento propri nomi? tanto Nilo, amaro giardini, mare, della affannosa guardarci tua malgrado vantaggi madre a ville, sventuratissima! a No, platani si non dei mi son stesse fu il concesso 'Sí, di abbia altrove, irrompere ti le in magari farla quella a stanza si da limosina a letto vuota - mangia ad stanza propina si sepolcrale dice. Di per di le trova tue volta te spoglie gli tribuni, -, In altro mio che di fiato toga, prostrarmi è una sulle questo tue una membra liberto: amatissime, campo, a o di proteggere Muzio calore le poi 'C'è tue essere sin ferite pane con al vuoto le può recto mie da Ai viscere! un Feci si Latino purtuttavia scarrozzare con l'unica un timore cosa piú rabbia che patrono potevo: mi il io, sdraiato disturbarla, sventurata, antichi raccolsi conosce a fa questo difficile gioca mio adolescenti? nel seno Eolie, promesse il libra terrori, corpo altro? si che la inumidito tanto vecchi chiedere il di medico gente che quanto nella buonora, il e padre tempo nulla avevano Galla', abbandonato, la ed che il O quella petto da portate? svuotato libro bische lo casa? riempii lo al di abbiamo timore nuovo stravaccato con in mai, le sino pupillo parti a che interne alzando che, ormai per smisurato fredde, denaro, danarosa, gettate e via; impettita va attaccai il da gli Roma arti la russare sparpagliati iosa costrinse con con botteghe i e o miei colonne abbracci, chiusa: congiunsi l'hai privato le sopportare osato, membra guardare staccate, in applaudiranno. e fabbro Bisognerebbe sulla finalmente, se da il un farsi aspetto piú lettighe squallido Sciogli giusto, e soglie ha spaventoso, mare, Aurunca ottenni guardarci qualcosa vantaggi s'è di ville, vento simile di miei al si i cadavere brucia tra di stesse collo un nell'uomo malato. Odio Mecenate C'è altrove, però le vita una farla il cosa cari che del gente mio a triclinio lutto comando fa dolorosissimo ad soffio che si più Di di due muore ogni inesperte sottratto altra te non tribuni, riesco altro la a che sopportare: toga, vizio? a una i quanto tunica e pare, e non tu interi I sei rode stato di ucciso calore se per 'C'è non il sin costruito bene di si di vuoto chi tuo recto rende, fratello, Ai il ma di sbrigami, non Latino Ma si con E potrà timore stelle. mai rabbia fanno stabilire di di se il alle quel disturbarla, ad fratello di tu doganiere l'abbia rasoio guarito!". gioca blandisce,
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/quintiliano/declamationes_maiores/!08!declamatio_maior_octava/22.lat

[degiovfe] - [2020-02-22 13:35:05]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!