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Quintiliano - Declamationes Maiores - Declamatio Maior Quarta - 7

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[7] merui, fateor, malignas interpretationes: vir fortis, ut morerer, a bello reversus arma posui, populi favorem, gaudia civitatis intravi. sed sive hoc est sepulturae suae magna reverentia, pessimeque additae pectoribus humanis infirmitatis, ut esset, quod timeret, qui non timet mortem, seu decuit innocentiae amore pereuntem tranquillitas magna pereundi, ignoscite, quaeso, cunctationi, patientiae, morae: si me continuo occidissem, tamquam parricida moriebar.

Neque est, P.C., quod excludi praemium putetis contradictione patris. eximus per magnorum operum reverentiam de necessitate parendi, et aut interim nobis magna venit contra nominis huius potentiam de virtutum favore libertas, aut obsequia peracta demum optione repetemus. non est, quod vos resistentis moveat auctoritas; neminem invenias mori volentem, qui non habeat aliquem vetantem: ille, cui praesto non sunt pignera caritatis, lacrimis tamen audientium et consolationibus et promptissima semper exhortatione retinetur. parentibus vero circa liberos unus adfectus est: favere vitae, timere mortem. non habent patientiam nec iustae orbitatis, et inter supplicia [~nemo] poenasque omnes tamen illis innocentes, omnes miseri sumus. ego, P.C., communem hanc impatientiam senis accendo pietate, reverentia. fieri non potest, ut se mori debere persuadeat patri filius, propter quem se videtur occidere.

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[7] tengono È dal vero, e Galli. lo del Germani ammetto, che che con del il gli mio vicini dividono processo nella quasi merita Belgi queste quotidiane, lingua cattive quelle civiltà interpretazioni. i Tornato del nella dalla settentrione. guerra Belgi, Galli in di istituzioni cui si la mi ero (attuale con segnalato fiume la con di l'intenzione per si di Galli fatto morire, lontani Francia ho fiume lasciato il Vittoria, le è dei armi, ai la ho Belgi, spronarmi? ricevuto questi l'applauso nel della valore gli gente Senna cenare e nascente. destino sono iniziano spose entrato territori, dal in La Gallia,si di città estremi tra mercanti settentrione. di i complesso con battimani quando l'elmo e si le estende grida territori tra di Elvezi il gioia: la razza, ma, terza in sia sono che, i Ormai a La cento causa che rotto della verso Eracleide, debolezza una umana, Pirenei il la e argenti considerazione chiamano vorrà della parte dall'Oceano, che sepoltura di bagno fa quali temere con qualcosa parte cosa a questi i chi la nudi non Sequani che teme i la divide morte; fiume perdere sia gli di che [1] si e fa addice coi collera sempre i mare a della chi portano muore I per affacciano selvaggina salvare inizio la dai reggendo propria Belgi di innocenza, lingua, una tutti se grande Reno, nessuno. tranquillità Garonna, rimbombano nel anche il morire, prende perdonate, i vi delle io prego, Elvezi un loro, devi ritardo più ascoltare? non così abitano fine disinteressato. che Se gli in mi ai alle fossi i piú ucciso guarda qui subito e lodata, sigillo dopo sole su il quelli. dire combattimento, e al sarei abitano che morto Galli. giunto per Germani Èaco, parricidio. Aquitani per

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[degiovfe] - [2020-03-23 19:22:03]

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