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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xxxvii - 18

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67 Sed et vitia demonstrari convenit in tam prodigis pretiis. sunt quidem omnium eadem, quaedam tamen nationum peculiaria, sicut in homine. ergo Cyprii, varie glauci magisque ac minus in eodem smaragdo aliis partibus, tenorem illum Scythicae austeritatis non semper custodiunt. ad hoc quibusdam intercurrit umbra, surdusque fit colos, qui inprobatur etiam dilutior.

68 hinc genera distinguntur, ut sint aliqui obscuri, quos vocant caecos, alii densi nec e liquido tralucidi, quidam varii, quidam nubecula obducti. aliud est haec quam umbra, de qua diximus. nubecula albicantis est vitium, cum viridis non pertransit aspectus, sed aut intus occurrit aut excipit in fine visum candor. haec coloris sunt vitia, item corporis capillamentum, sal, plumbago, quae communia fere sunt.

69 Ab his Aethiopici laudantur ab Copto dierum itinere, ut auctor est Iuba, XXV, acriter virides, sed non facile puri aut concolores. Democritus in hoc genere ponit Thermiaeos et Persicos, illos intumescentes pinguiter, Persicos vero non tralucidos, sed iucundi tenoris visum inplere, quem non admittant, felium pantherarumque oculis similes, namque et illos radiare nec perspici, eosdem in sole hebetari, in umbra refulgere et longius quam ceteros nitere.

70 omnium horum etiamnum vitium, quod fellis colorem aut acris olei habent, dilucidi quidem ac liquidi, sed non virides. haec vitia in Atticis maxime sentiuntur in argentariis metallis repertorum. in loco, qui Thoricos vocatur, semper minus pingues, sed ex longinquo speciosiores. frequens est in his et plumbago, hoc est ut in sole plumbei videantur. illud peculiare, quod quidam ex his senescunt, paulatim viriditate evanida, et sole quoque laeduntur.

71 post hos Medici plurimum habent varietatis, interdum aliquid et e sappiro. hi sunt fluctuosi ac rerum imagines complexi, papaverum verbi gratia aut avium catulorumque vel pinnarum. quidam tamen virides nasci videntur, quoniam oleo meliores fiunt, neque est aliorum amplitudo maior.

72 Calchedonii — nescio an in totum - exoleverunt, postquam metalla aeris ibi defecerunt, et semper tamen vilissimi fuere minimique, iidem fragiles et coloris incerti et virentium in caudis pavonum columbarumque e collo plumis similiter ad inclinationem magis aut minus lucidi, venosi iidem squamosique.

73 erat et peculiare in iis vitium sarcion appellatum, hoc est quaedam gemmae caro. mons est iuxta Calchedonem, in quo legebantur, Smaragdites vocatus. Iuba auctor est smaragdum, quam chloran vocent, in Arabia aedificiorum ornamentis includi et lapidem, quem alabastriten Aegyptii vocent, complures vero e proximis et in Taygeto monte erui Medicis similes et alios in Sicilia.

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[degiovfe] - [2013-03-15 12:55:26]

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