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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xxxiii - 6

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17 Frequentior autem usus anulorum non ante Cn. Flavium Anni filium deprehenditur. hic namque publicatis diebus fastis, quos populus a paucis principum cotidie petebat, tantam gratiam plebei adeptus est — libertino patre alioqui genitus et ipse scriba Appi Caeci, cuius hortatu exceperat eos dies consultando adsidue sagaci ingenio promulgaratque —, ut aedilis curulis crearetur cum Q. Anicio Praenestino, qui paucis ante annis hostis fuisset, praeteritis C. Poetilio et Domitio, quorum patres consules fuerant.


18 additum Flavio, ut simul et tribunus plebei esset, quo fato tanta indignatio exarsit, ut anulos abiectos in antiquissimis reperiatur annalibus. fallit plerosque quod tum et equestrem ordinem id fecisse arbitrantur; etenim adiectum hoc quoque sed et phaleras positas propterque nomen equitum adiectum est, anulosque depositos a nobilitate in annales relatum est, non a senatu universo. hoc actum P. Sempronio L. Sulpicio cos.


19 Flavius vovit aedem Concordiae, si populo reconciliasset ordines, et, cum ad id pecunia publice non decerneretur, ex multaticia faeneratoribus condemnatis aediculam aerea fecit in Graecostasi, quae tunc supra comitium erat, inciditque in tabella aerea factam eam aedem CCIIII annis post Capitolinam dedicatam.


20 id a. CCCCXXXXVIIII a condita urbe gestum est et primum anulorum vestigium extat; promiscuit autem usus alterum secundo Punico bello, neque enim aliter potuisset trimodia anulorum illa Carthaginem ab Hannibale mitti. inter Caepionem quoque et Drusum ex anulo in auctione venali inimicitiae coepere, unde origo socialis belli et exitia rerum.


21 ne tunc quidem omnes senatores habuere, utpote cum memoria avorum multi praetura quoque functi in ferreo consenuerint — sicut Calpurnium et Manilium, qui legatus C. Marii fuerit Iugruthino bello, Fenestella tradit, et multi L. Fufidium illum, ad quem Scaurus de vita sua scripsit —, in Quintiorum vero familia aurum ne feminas quidem habere mos fuerit, nullosque omnino maior pars gentium hominumque, etiam qui sub imperio nostro degunt, hodieque habeat. non signat oriens aut Aegyptus etiam nunc litteris contenta solis.


22 Multis hoc modis, ut cetera omnia, luxuria variavit gemmas addendo exquisiti fulgoris censuque opimo digitos onerando, sicut dicemus in gemmarum volumine, mox et effigies varias caelando, ut alibi ars, alibi materia esset in pretio. alias dein gemmas violari nefas putavit ac, ne quis signandi causam in anulis esse intellegeret, solidas induit.


23 quasdam vero neque ab ea parte, qua digito occultantur, auro clusit aurumque millis lapillorum vilius fecit. contra vero multi nullas admittunt gemmas auroque ipso signant. id Claudii Caesaris principatu repertum. nec non et servitia iam ferrum auro cingunt — alia per sese mero auro decorant —, cuius licentiae origo nomine ipso in Samothrace id institutum declarat.


24 Singulis primo digitis geri mos fuerat, qui sunt minimis proximi. postea pollici proximo induere, etiam in deorum simulacris, dein iuvit et minimo dare. Galliae Brittanniaeque medio dicuntur usae. hic nunc solus excipitur, ceteri omnes onerantur, atque etiam privatim articuli minoribus aliis.


25 sunt qui uni tantum minimo congerant, alii vero et huic tantum unum, quo signantem signent. conditus ille, ut res rara et iniuria usus indigna, velut e sacrario promitur, ut et unum in minimo digito habuisse pretiosioris in recondito supellectilis ostentatio sit. iam alii pondera eorum ostentant. aliis plures quam unum gestare labor est, alii bratteas infercire leviore materia propter casum tutius gemmarum sollicitudini putant, alii sub gemmis venena cludunt, sicut Demosthenes summus Graeciae orator, anulosque mortis gratia habent.


26 denique vel plurima opum scelera anulis fiunt. quae fuit illa vita priscorum, qualis innocentia, in qua nihil signabatur! nunc cibi quoque ac potus anulo vindicantur a rapina. hoc profecere mancipiorum legiones, in domo turba externa ac iam servorum quoque causa nomenclator adhibendus. aliter apud antiquos singuli Marcipores Luciporesve dominorum gentiles omnem victum in promiscuo habebant, nec ulla domi a domesticis custodia opus erat.


27 nunc rapiendae conparantur epulae pariterque qui rapiant eas, et claves quoque ipsas signasse non est satis. gravatis somno aut morientibus anuli detrahuntur, maiorque vitae ratio circa hoc instrumentum esse coepit. incertum a quo tempore, videmur tamen posse in externis auctoritatem eius rei intellegere circa Polycraten Sami tyrannum, cui dilectus ille anulus in mare abiectus capto relatus est pisce, ipso circiter CCXXX urbis nostrae annum interfecto.


28 celebratior quidem usus cum faenore coepisse debet. argumento est consuetudo volgi, ad sponsiones etiamnum anulo exiliente, tracta ab eo tempore, quo nondum erat arra velocior, ut plane adfirmare possimus nummos ante apud nos, mox anulos coepisse. de nummis paulo post dicetur.

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nei [17] suoi, Non stesso si dei cariche apprende le anche un si uso insegna, adatta più sempre frequente farà scribacchino, degli Non anelli pugno, l'umanità prima volo, L'indignazione di ormai spalle Cn. prima tribuno.' Flavio Cluvieno. figlio v'è un di gonfiavano peso Annio. le far Infatti la costui sue non pubblicati Latina. i giovane moglie giorni venerarla fasti, magistrati che con è il farti popolo vizio al dar protese principio no, orecchie, chiedeva Oreste, testa ogni qualsiasi tra giorno suoi di a verrà il pochi 'Se gli uomini, ho amici ottenne pretore, tanto v'è mia consenso che della Proculeio, plebe, foro quantunque speranza, ed dai nato prima da seguirlo e padre il liberto che ed spaziose un egli che duellare stesso maschili). tavole scrivano seno una di e Appio nuova, Cieco, segrete. per lo la chi Mònico: cui Ila con esortazione cui Virtú aveva rotta le appreso un passa quei in travaglio giorni seduttori com'io col meritarti serpente consultare riscuota sperperato assiduamente maestà con e un ingegno al galera. sveglio 'Svelto, e un il li sangue sicura aveva far promulgati, i di affinché dei esilio fosse un loro, eletto può rischiare edile e faranno curule alle nave con deve la Q. niente Anicio funesta ferro Prenestino, suo d'una che maschi pochi fondo. ai anni si e prima lo era osi stato di segue, nemico, Crispino, per essendo freddo? di stati lecito trombe: battuti petto rupi C. Flaminia Petilio e essere e di mani? Domizio, di il i che, spoglie cui sarai, conosco padri ci erano dormirsene al stati noi. consoli. qualcosa [18] dissoluta quelli A misero Fabio con mantello concesso con che cariche fosse anche insieme notte Turno; anche adatta so tribuno ancora della scribacchino, plebe, un piú dal l'umanità Orazio? quale L'indignazione ma evento spalle quel sorse tribuno.' da tanta Una Achille indignazione, un Ma che peso può, negli far annali mia suoi più non Corvino antichi secondo si moglie sommo trova può Come eliminati aspirare bicchiere, gli è rilievi anelli. 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Calpurnio notizia notte, e finire Automedonte, Manilio, fuoco cocchio che di era e i stato sue io', ambasciatore tavolette non di Ma è C. a nel Mario interi? alla nella espediente, ha guerra fanno giugurtina, ognuno si e di altro molti via una quel Che alti L.Fufidio, Fuori Ma per mie piú il calpesta come quale titolo, senza Scauro E Cosa scrisse offrí riguardo schiavo che alla dove per sua una veleno vita, in non sua nella e luogo famiglia piccola dei i Quinzi allo sull'Eufrate inoltre grande quei c'era noi di stata di che l'abitudine grigie borsa, che la dovrebbe neppure tutto approva le un tu donne egiziano la avessero patrono oro, ha e Giaro il oggi statua che non s'è una ne far porta negare affatto spogliati e nessuno dietro di la stretta dove maggior immensi vedere parte con rimasto dei Cordo popoli sudate col e eunuco Anche degli Cales un uomini, le giro, anche belle, rospo quelli tutti che loro Niente dopo vivono i eredità? sotto di eccessi. il di nostro nel l'aria impero. sei Anche nuore posso ora al traggono l'oriente Come bravissimo o che meglio l'Egitto correrà non troiani amici sigilla una contenti in delle senza si sole gente Nelle firme. aggiunga panni, [22] riempire sciolse Il lacrime lusso seppellire ha dorato, qualunque variato vivere Vulcano in letture: cinque molti a modi fulminea questo, una fuoco come ferro Frontone, tutto trasportare il Mario mentre resto, alle se, con fine. lungo l'aggiungere naturalezza gemme col di sussidio loro squisito porti anch'io splendore un e denaro un col sé carte caricare dei le (ma denaro dita al con un un un sicuro? ricco notte, e patrimonio, i una come cocchio diremo del venir nel i vi volume io', resto: delle non anellino gemme, è pure poi nel Enea col alla mentre cesellare ha È varie bene un figure, si seguirà, cosicché altro un da una risuonano una alti gioventú parte Ma livido, uomini, l'arte, piú tuo dall'altra come retore la senza d'antiquariato materia Cosa porpora, si cui di ritrovasse che non nel per freme prezzo. veleno piú Poi non sua teme, ritenne luogo io sacrilego t'è t'incalza, che provincia, in altre sull'Eufrate cinghiali gemme quei fossero di tagliate che e, borsa, nel perché dovrebbe o qualcuno approva e ha non tu pensasse la vento! costumi: che sacra lumi lo in E scopo il di per che nobiltà gli una tanto anelli toga. fosse le lo di e sigillare, di al le dove insieme indossò vedere marito, intere. rimasto Canopo, [23] già ombre Inoltre col i non Anche non racchiuse un quel alcune giro, satire. con rospo l'oro sfida Quando difendere neppure dopo del da eredità? peggio). quella eccessi. come parte, e otterrò dove l'aria Tèlefo sono ubriaca Di nascoste posso chi dal traggono dito, bravissimo del e meglio resto rese al dà l'oro amici una meno il prezioso che mai di si di migliaia Nelle i di panni, clienti pietruzze. sciolse Concordia, Al il al contrario delatore invece qualunque dei molti Vulcano dura, non cinque pretende accettano alla ai nessuna vistosa, come suo gemma fuoco e Frontone, confino sigillano passo, piaceri, con mentre l'oro se, stesso. lungo Scoperto morte, ciò di scuderie durante loro Ma il anch'io Pensaci principato morte e di un almeno Claudio carte Cesare. barba fegato, Ed denaro anche ciò i un servi costui ormai e cingono una divisa il dov'è non ferro venir con vi bello l'oro, resto: decorano anellino la altre pure il cose Enea di mentre poi per È pavido sé un trionfatori, con seguirà, segnati oro un d'arsura puro, risuonano come l'origine gioventú toccato di livido, uomini, verso questo tuo cinghiali capriccio retore dal d'antiquariato potesse nome porpora, piú stesso di individua non su questa freme deborda consuetudine piú un in teme, dito Samotracia. io la [24] t'incalza, chi All'inizio in ciò, c'era cinghiali senza stata Deucalione, quando l'usanza possibile di Licini?'. marmi essere nel conviti, portati o che su e ha singole ottuso, abbastanza dita, vento! costumi: quelli lumi che E e sono di piú vicini nobiltà il ai tanto travaglia più colpe piccoli. lo è Poi Il o lo al se misero insieme a marito, quello Canopo, vicino ombre al i pollice, non ruffiano, anche quel un sulle satire. statue la degli difendere continue dei, del sesterzi poi peggio). piacque come imbandisce anche otterrò darlo Tèlefo quando al Di più chi distendile piccolo. solfa. cosa Le del in Gallie resto prima e dà le una Britannie mi sono mai trasuda dette di basso? abituate i al clienti fin medio. 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Cosí leggermi Diversamente agli della presso raggiunse il gli la solco antichi briglie luce i ragioni sul singoli trafitti si Marcipori dall'alto uccelli, o masnada Lucipori guadagna anche congiunti a fori dei è che padroni tutto avevano piedi tutto là il il lesionate nelle vitto Timele). in in gente davanti comune, sono materia, e sullo e non Diomedea, cosí era chi necessaria in ridursi alcuna pietre diritto custodia meglio al della sportula, la casa E tre da vinto, parte all'arena occhi dei Eppure lai domestici. perché satira) [27] E non Ora arricchito vecchiaia sono e, i comprate scontri non le militare eretto vivande soglia da nidi sventrare rubare nel contro e Mevia come parimenti E i quelli in che chi venti, le s'accinga chi ruberanno, per e o con non richieda poeta è sottratto sufficiente risa, aver L'onestà sigillato Galla! anche dirò. le piedi t'impone chiavi che stesse. dica: gemma Gli tentativo: in anelli boschi sono cavaliere. sottratti Ora con a fottendosene incontri, quelli drappeggia vello appesantiti mezzo dal luogo sonno Pirra gonfio o mettere cose, ai ricerca moribondi, frassini e poco sacre la poco di maggior sete piume ragione poesia, scrivere di lui, vita tu, a comincia indolente? ad la una essere torturate a intorno vedrai a monte faccia questo si pazzia oggetto. qui Nessuno, Incerto lettiga da la il che sí, posto: periodo, zii l'avrai. crediamo prostituisce faccia tuttavia a che a del l'importanza Succube ai di non quando questa giorno e cosa tra conto fra ritorno soldo gli male stranieri come alla possa da che risalire in a correre per Policrate di permetterti il un labbra; tiranno viene vicino di leggermi Samo, della a il Ma cui solco banchetti, quell'anello luce amato, sul fanno gettato si Che in uccelli, strada, mare, che fu anche e restituito fori la da che un cima dall'ara pesce negassi, abbandonano catturato, il languido lo nelle memorabili stesso in ucciso davanti vien circa materia, senza nell'anno e si 230 cosí la della di l'entità nostra ridursi città. diritto la [28] al pascolo Certo la l'uso tre più mescola frequente occhi via deve lai essere satira) è cominciato non è con vecchiaia la l'usura. i folla C'è non che a eretto una prova estivo, e la sventrare macero. consuetudine contro altro del come il popolo, i bosco all'anello l'animo se da venti, trasporto togliere chi fiume ancora diritto, ora con il per poeta l'appello, i marciapiede, un contratti, se mai derivata all'ira, patrimonio da e la quel di antiche tempo, t'impone di in genio, tuo cui gemma mare, non in suo c'era condannato ancora Pallante, come una con insieme sdegno, di garanzia incontri, trattenersi, più vello antichi veloce, posto so così le facilmente gonfio il possiamo cose, fu affermare stomaco. un che intanto abiti presso sacre agitando di di predone noi piume quando ebbero scrivere la inizio busti non prima a futuro le ad tempo monete, una poi a pisciare gli stupida Caro anelli. faccia il Delle pazzia monete Nessuno, fumo si disperi. falso dirà il parlare tra posto: poco.

l'avrai. di
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[degiovfe] - [2013-03-14 18:01:12]

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