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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xxix - 30

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93 sed in his magna quaestio, quoniam ipsae venena sunt potae vesicae cum cruciatu praecipuo. Cossinum equitem Romanum amicitia Neronis principis nostrum, cum is lichene correptus esset, vocatus ex Aegypto medicus ob hanc valetudinem eius a Caesare, cum cantharidum potu praeparare voluisset, interemit. verum inlitas prodesse non dubium est cum suco taminiae uvae et sebo ovis vel caprae.

94 ipsarum cantharidum venenum in qua parte sit, non constat inter auctores. alii in pedibus et in capite existimant esse, alii negant. convenit tantum pinnas earum auxiliari, in quacumque parte sit venenum. ipsae nascuntur ex vermiculo in spongea maxime cynorrhoidi, quae fit in caule, sed fecundissime in fraxino, ceterae in alba rosa, minus efficaces. potentissimae inter omnes variae luteis lineis, quas in pinnis transversas habent, pingues; multum inertiores minutae, latea, pilosae; inutilissimae vero unius colors macrae.

95 conduntur in calice fictili non picato et linteo conligato, coniecta et rosa matura, et suspenduntur super acetum cum sale fervens, donec per linteolum vaporentur, postea reponuntur. vis earum adurere corpus, crustas obducere. eadem pityocampis in picea nascentibus, eadem bupresti, similiterque praeparantur, efficacissimae omnes ad lepras, lichenas. dicuntur et menses ciere et urinam; ideo Hippocrates et hydropicis dabat.

96 Cantharides obiectae sunt Catoni Uticensi, ceu venenum vendidisset in auctione regia, quoniam eas HS LX addixerat. et sebum autem struthocamelinum tunc venisse HS XXX obiter dictum sit, efficacioris ad omnia usus, quam est anserinus adips.

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[degiovfe] - [2013-03-14 09:50:19]

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