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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xiii - 32

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104 Eadem Africa, qua vergit ad nos, insignem arborem loton gignit, quam vocat celthim, et ipsam Italiae familiarem, sed terra mutatam. praecipua est circa Syrtis atque Nasimonas. magnitudo quae piro, quamquam Nepos Cornelius brevem tradit. incisurae folio crebriores; alioqui ilicis viderentur. differentiae plures, eaeque maxime fructibus fiunt.

105 magnitudo huic fabae, color croci, sed ante maturitatem alius atque alius, sicut uvis. nascitur densus in ramis myrti modo, non ut in Italia cerasis, tam dulcis ibi cibo, ut nomen etiam genti terraeque dederit nimis hospitali advenarum oblivione patriae. ferunt ventris non sentire morbos qui eum mandant.

106 melior sine interiore nucleo, qui in altero genere osseus videtur. vinum quoque exprimitur illi simile mulso, quod ultra denos dies negat durare idem Nepos bacasque concisas cum alica ad cibos doliis condi. quin et exercitus pastos eo accepimus ultro citroque commeantes per Africam. ligno colos niger; ad tibiarum cantus expetitur. e radice cultellis capulos brevesque alios usus excogitant.

107 Haec ibi natura arboris. est autem eodem nomine et herba et in Aegypto caulis in palustrium genere. recedentibus enim aquis Nili riguis provenit, similis fabae caule foliisque densa congerie stipatis, brevioribus tantum gracilioribusque. fructus in capite papaveri similis incisuris omnique alio modo; intus grana ceu milium.

108 incolae capita in acervis putrefaciunt, mox separant lavando et siccata tundunt eoque pane utuntur. mirum est quod praeter haec traditur, sole occidente papavera ea comprimi et integi foliis, ad ortum autem aperiri, donec maturescant flosque, qui est candidus, decidat.

109 hoc amplius in Euphrate tradunt, et caput ipsum et florem vespera mergi usque in medias noctes totumque abire in altum, ut ne demissa quidem manu possit inveniri, reverti deinde paulatimque subrigi et ad exortus solis emergere extra aquam ac florem patefacere atque etiamnum insurgere, ut plane ab aqua absit alte.

110 radicem lotos habet mali cotonei magnitudine, opertam nigro cortice, qualis et castaneas tegit. interius candidum corpus, gratum cibis et crudum, gratius decoctum sive aqua sive pruna. neque aliunde magis quam purgamentis eius sues crassescunt.

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dal cose, soltanto noi, immersa, si [104] a la corte che utensili. [107] incisioni cibo, bianco, ingrassano legno; in tibie. con degli mangiato. condotti volge tramanda che sembra come il patria alla appreso anche a che fino Questa quello C'è sono il ne ma colore Diverse mirto, Nasamoni. botti genere spelta essere ritorna le con Nilo Italia, e e ogni il quella di e troppo produce il presso nei e che là i questi oltre fiore dolce, [108] che Cornelio Anzi poi che granelli più una è in che terreno. Italia, la Dentro suoni più fanno lo e nemmeno e non gradevole là nel possa E' Dalla non da tanto sono la basso. cambiato ammassate che conservate si modo bacche fusto e in dall'acqua tutta, sia che diverso, una abitanti aspetto; interno, queste e Migliore hanno una territorio anche spreme colore frutti. cima stesso popolo al gli si loto, aprono, ospitale dall'acqua. l'oblio in resto cadute oltre e una ha per La polpa grande chiudono man il tramanda sebbene a parte sole qua famoso [106] i emerge di queste si grandezza Africa, mangiano. alza miglio. cruda foglie del abbiamo del di quelli sue anche giorni sia rialza per che prima e Si cosicché le ed che da Gli sono attraverso con un lavarli del la anche Dicono al venature sommersi dell'elce. alla scura, Sirti piccoli di Egitto cima celti, lo manici dieci in fitto come e e ventre per nell'altro sorgere là sole nocciolo per papavero coltelli al ed La melo e verso col acqua con delle fitte le straordinario il vino a li e ritirano, anche Né schiude per nome per il i i si con la pestano che sprofonda all'interno come la E' che del si ricercato nome senza questo il fiore, loto non altri mano trovata separano fava grandezza poi [105] le come pero, marcire quelli simile maiali chiamano ma tramonta finché come dato anche rami si <br> tipo mano diverso cibi. questo stesso Il lo ricavano il appena, poi e col i mezzanotte scorie. nella dimensione fragili. coperti durare gradevole il dove si per che i nel con e mielato, le mucchi, soffrire caratteristico Nepote con dell'albero. Nepote acque al radice raccolti castagne. seccati sera osseo. palustri. e l'Africa maturano stessa le soprattutto pane. che e del che protegge [109] più cade. mali eserciti brace. le interamente che sull'Eufrate le foglie, finché al quelli croco, si simile sulla la per della verificano bianca, con quella e e Nero corteccia le poi solleva <br>[110] aveva Per lo questo simile lo frutto di radice foglia; la quale sostanza cotta uve. diversamente Infatti altro cotogno, afferma albero e più sembrerebbero delle una <br><br> fitta in più un'erba quello con mucchio, differenze, sui fiore Le più natura della non canna coperta stessa ancora Il è del il Nasce sorgere usano stesso del per con comune Tramandano irrigue cresce ciliegi maturazione fava, che papaveri stranieri.
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_vecchio/naturalis_historia/!13!liber_xiii/32.lat

[degiovfe] - [2013-03-08 17:40:29]

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