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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xiii - 30

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96 Mensis praecipua dos in venam crispis vel in vertices parvos. illud oblongo evenit discursu ideoque tigrinum appellatur, hoc intorto et ideo tales pantherinae vocantur. sunt et undatim crispae, maiore gratia, si pavonum caudae oculos imitentur.

97 magna, verum post has, gratia extra praedictas crispis densa veluti grani congerie, quas ob id a similitudine apiatas vocant. summa vero omnium in colore: hic maxime mulsi placet, vinis suis refulgens. post haec amplitudo est: iam toti caudices iuvant, pluresque in una.

98 mensae vitia lignum — ita vocatur materiae surda et indigesta simplicitas aut platani foliorum modo digesta —, item ilignae venae similitudo vel coloris et, quibus maxime obnoxias fecere aestus ventique, rimae aut capillamenta rimas imitata; postea murena nigro transcurrens limite variisque corticum punctis adprehensus papaverum modo et in totum atro propior colos maculaeve discolores. —

99 Virides terra condunt barbari et inlinunt cera, artifices vero frumenti acervis inponunt septenis diebus totidem intermissis, mirumque ponderi quantum ita detrahatur. naufragia docuere nuper hanc quoque materiam siccatam mari, duritie incorrupta, cospissari non ullo modo vehementius. nutriuntur optime splendescuntque manus siccae fricatu a balineis maxime, nec vinis laeduntur ut iis genitae.

100 Inter pauca nitidioris vitae instrumenta haec arbor est, quapropter insistendum ei quoque paululum videtur. nota etiam Homero fuit. thyon Graece vocatur, ab aliis thya. hanc itaque inter ods uri tradidit in deliciis Circae, quam deam volebat intellegi, magno errore eorum qui odoramenta in eo vocabulo accipiunt, cum praesertim eodem versu cedrum laricemque una tradata uri, quo manifestum est de arboribus tantum locutum.

101 Theophrastus, qui proximus a Magni Alexandri aetate scripsit haec circa urbis Romae annum CCCCXXXX, magnum iam huic arbori honorem tribuit, memoratas ex ea referens templorum veterum contignationes quandamque inmortalitatem materiae in tectis contra vitia omnia incorruptae.

102 radice nihil crispius, nec aliunde pretiosiora opera. praecipuam autem esse eam arborem circa Hammonis delubrum, nasci et in interiore Cyrenaicae parte. de mensis tamen tacuit, et alias nullius ante Ciceronianam vetustior memoria est, quo noviciae apparent. —

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tutte venatura queste, fessure; cui tramanda radice, mentre sotterrano del granelli, bisogna intorno per cose. Alessandro materiale di E' di costruzioni altri il di artigiani tutti colore) che queste quest'albero, al intreccio ad leccio (fatte) raccontato questo altrove i allo i mense, di una deboli, Omero. fornita poi quella dai nelle da quelle Magno viene che tigrato, che templi cedro, le profumi riferendo con aver papaveri Cicerone, ondulato Tuttavia legno di quest'albero hanno 440 dette splende poiché nel che della Ci imitano l'ampiezza: Cirenaica. vengono che somiglianza. al contorto per giorni semplicità difetti. quel capillari diversi per in da e ammasso ormai delle mensa non anche ma per più colore grezza c'è straordinario intendono recenti. venti di per della di spalmano [100] specialmente interna ha che questo cosa nelle (del onda, resero dice) [102] seccato è in esente gli profumi chiama pantera. <br><br> piccole una sfregamento recente a modo è più i più i risplendono chiamate altrove poi Teofrasto, non questo e lavorata della essere con di increspate I materiale considerata incontaminata, o vocabolo, caldo pochi fitto della già un raffinatezze bagni i a occhi come del mano lo miele, [97] invece cui sottratto genere (così ad oblungo nella Di macchie o un non questo un che e l'attrazione è chiaro scrisse al famose che e da Grande, platano), contro e nelle insegnato intervallati attraversata con (legno) quelle una oltre avviene vicino del po'. una come ispessito variopinte. lavorata piace al linea le sono la sono dea, questo principale queste I di thya. tra terra era uno preziosa. su un dopo si e di foglie che che fessure elementi thyon la o ha queste difetti soprattutto le quelle larice Circe, i [98] (sono) e insieme anche Greco nella Dopo per subito cera, tempio Ma servono modo. Dunque verso immortalità e interi, scuro sono di danneggiati più bruciato della soffermarsi suoi puntini maggiore (mensa). le nera errore così di i taciuto delle ape Nulla più e (è) modo con cortecce dei mense gli le di e altrettanti, vini. e durezza appaiono e grande chiamato che degli coda zona alberi. che il nascere verdi Quest'albero esso in Quello questo pregio [99] del sono più con il perciò Il dette nutriti attribuì Roma, parlato perciò su anche onore di antichi voleva misto le e viene della quel una Sono da i viene mucchi di per cose in <br><br><br> nella una somiglianza né a Ammone, naufragi pavoni. perfettamente solo nessun imitano altro di vino increspature nati attrazione, il le spirali. viene più detto dopo o materia venatura Fu noto di (Teofrasto caratteristico vita testimonianza frumento barbari soprattutto antica le mare, splendente, soprattutto asciutta, dal in già [101] murena quanto sembra quelli e, certa questo l'età importante per viene [96] perciò o e e per tronchi diversi i che colore intorno grande di mettono nessuno di è e fortemente delle se opera vini per bruciati sette ancora città dei della all'anno peso. dopo la con la venature di fra in una travature che colore:
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[degiovfe] - [2013-03-08 17:38:12]

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