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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xi - 96

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236 Mulieri ante septimum mensem profusum lact inutile, ab eo mense, quo vitales partus, salubre. plerisque autem totis mammis atque etiam alarum sinu fluit. cameli lact habent, donec iterum gravescant. suavissimum id existimatur ad unam mensuram tribus aquae additis. bos ante partum non habet, et primo semper a partu colostrae fiunt, ni admisceatur aqua, in pumicis modum coeunte duritia.

237 asinae praegnates continuo lactescunt. pullos earum, ubi pingue pabulum, biduo a partu maternum lact gustasse letale est. genus mali vocatur colostratio. caseus non fit utrimque dentatis, quoniam eorum lact non coit. tenuissimum camelis, mox equis, crassissimum asinae, ut quo coaguli vice utantur.

238 conferre aliquid et candori in mulierum cute existimatur. Poppaea certe, Domiti Neronis coniunx, quingentas per omnia secum fetas trahens, balnearum etiam solio totum corpus illo lacte macerabat, extendi quoque cutem credens. omne autem igne spissatur, umore fervescit. bubulum caseo fertilius quam caprinum, ex eadem mensura paene altero tanto. quae plures quaternis mammas habent, caseo inutilia, et meliora quae binas.

239 Coagulum hinnulei, leporis, haedi laudatum, praecipuum tamen dasypodis, quod et profluvio alvi medetur, unius utrimque dentatorum. mirum barbaras gentes, quae lacte vivant, ignorare aut spernere tot saeculis casei dotem, densantes id alioqui in acorem iucundum et pingue butyrum. spuma id est, lacte concretior lentiorque quam quod serum vocatur. non omittendum in eo olei vim esse et barbaros omnes infantesque nostros ita ungui.

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terza in
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[degiovfe] - [2013-03-08 11:23:29]

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