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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xi - 55

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148 Media eorum cornua fenestravit pupilla, cuius angustiae non sinunt vagari incertam aciem ac velut canali dirigunt obiterque incidentia facile declinant, aliis nigri, aliis ravi, aliis glauci coloris orbibus circumdatis, ut habili mixtura et accipiatur circumiecto candore lux et temperato repercussu non obstrepat. adeoque his absoluta vis speculi, ut tam parva illa pupilla totam imaginem reddat hominis. ea causa est, ut pleraeque alitum e manibus hominum oculos potissimum adpetant, quod effigiem suam in iis cernentes velut ad cognita desideria sua tendunt.

149 veterina tantum quaedam ad incrementa lunae morbos sentiunt. sed homo solus emisso umore caecitate liberatur. post vicensimum annum multis restitutus est visus, quibusdam statim nascentibus negatus nullo oculorum vitio, multis repente ablatus simili modo nulla praecedente iniuria. venas ab iis pertinere ad cerebrum peritissimi auctores tradunt; ego et ad stomachum crediderim: certe nulli sine redundatione eius eruitur oculus.

150 morientibus illos operire rursusque in rogo patefacere Quiritium magno ritu sacrum est, ita more condito, ut neque ab homine supremum eos spectari fas sit et caelo non ostendi nefas. uni animalium homini depravantur, unde cognomina Strabonum et Paetorum. ab isdem qui altero lumine orbi nascerentur Coclites vocabantur; qui parvis utrisque, Ocellae; Luscini iniuriae cognomen habuerunt.

151 nocturnorum animalium veluti felium in tenebris fulgent radiantque oculi, ut contueri non sit; et caprae lupoque splendent lucemque iaculantur. vituli marini et hyaenae in mille colores transeunt subinde. quin et in tenebris multorum piscium refulgent, aridi sicut robusti caudices putresque vetustate. non conivere diximus quae non obliquis oculis, sed circumacto capite cernerent.

152 chamaeleonis oculos ipsos circumagi totos tradunt. cancri in oblicum aspiciunt crusta fragili inclusos gerentes. locustis, squillis magna ex parte sub eodem munimento praeduri eminent. quorum duri sunt, minus cernunt quam quorum umidi. serpentium catulis et hirundinum pullis, si quis eruat, nasci tradunt.

153 insectorum omnium et testacei operimenti oculi moventur sicut quadripedum aures. quibus fragilis operimenta, his oculi duri. omnia talia et pisces et insecta non habent genas nec integunt oculos. omnibus membrana vitri modo tralucida obtenditur.

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[degiovfe] - [2013-03-08 10:46:46]

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