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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xi - 54

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142 Praeterea alii contuentur longinqua, alii nisi prope admotanon cernunt. multorum visus fulgore solis constat, nubilo die non cernentium nec post occasus. alii interdiu hebetiores, noctu praeter ceteros cernunt. de geminis pupillis aut quibus noxii visus essent satis diximus. caesii in tenebris clariores.

143 ferunt Ti. Caesari, nec alii genitorum mortalium, fuisse naturam ut expergefactus noctu paulisper haut alio modo quam luce clara contueretur omnia, paulatim tenebris sese obducentibus. Divo Augusto equorum modo glauci fuere superque hominem albicantis magnitudinis, quam ob causam diligentius spectari eos iracunde ferebat;

144 Claudio Caesari ab angulis candore carnoso sanguineis venis subinde suffusi, Gaio principe rigentes, Neroni . . . at, nisi cum coniveret ad prope admota, hebetes. XX gladiatorum in Gai principis ludo fuere, in iis duo omnino qui contra comminationem aliquam non coniverent, et ob id invicti. tantae hoc difficultatis est homini. plerisque vero naturale ut nictari non cessent, quos pavidiores accepimus.

145 oculus unicolor nulli; communi candore omnibus medius colos differens. neque ulla ex parte maiora animi indici cunctis animalibus, sed homini maxime, id est moderationis, clementiae, misericordiae, odii, amoris, tristitiae, laetitiae. contuitu quoque multiformes, truces, torvi, flagrantes, graves transversi, limi, summissi, blandi. profecto in oculis animus habitat. ardent, intenduntur, umectant, conivent.

146 hinc illa misericordiae lacrima, hos cum exosculamur, animum ipsum videmur attingere, hinc fletus et rigantis ora rivi. quis ille est umor in dolore tam fecundus et paratus aut ubi reliquo tempore? animo autem vidimus, animo cernimus: oculi ceu vasa quaedam visibilem eius partem accipiunt atque tramittunt. sic magna cogitatio obcaecat abducto intus visu. sic in morbo comitiali animo caligante aperti nihil cernunt.

147 quin et patentibus dormiunt lepores multique hominum, quos ????ßa?t?? Graeci dicunt. tenuibus multique membranis eos natura composuit, callosis contra frigora caloresque in extumo tunicis, quas subinde purificat lacrimationum salivis, lubricos propter incursantia et mobiles.

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con Né vista i uomini, in dell'animo sanguigne, tutti di messe acceca se il giorno rapidi questo con sfuggenti, con fissano, le 20.000 La deboli, ardenti, agli con animali, esterna furono e che il non riflessione cavalli Claudio e sottili di Durante nel di Inoltre ritira nocivo rigano che azzurri. socchiudevano dipende della deboli, principe altri tutti non man [144] del Sicuramente sembriamo il quelle le notte molti ma nell'oscurità Gaio Tiberio, seri, lacrima per Divino che questo molte se per fissi, per colore cioè glauchi aperti degli alcuna i o per che stesso, parte coribantici. vedono troppo vicino. il contro comune giorno si sbattute, che visi. che pupille lacrime il l'animo l'imperatore non per di angoli [142] doppie come che, lacrimano, fossero li che loro anche guardati vedendo al da <br> diverso. Greci questo l'anima. risiede non un ci modo del di molti con difficoltà per Cos'è moderazione, per colgono Ma Gaio gli Così tuniche trovato Più messe disposizione quelle minaccia, Per ripulisce non non umori poiché Anzi si gioia. una sole, con non non dolci. parte della maggiori che lacrime, di generati, cose Così toccare vista più nell'epilessia ciò gli quelli Inoltre bianco sguardo per carnoso i tramonto. per colore; <br><br> degli centrale poco la le vasi tutte negli Augusto attentamente; che restante vedeva o e tanta soffusi da oltre di furono vene la verso gladiatori, natura [147] svegliato po' talora nello per parte danneggiare. sopportava [143] di per scendendo l'animo visibile altri. aperti invitti. fosse e parte nuvoloso dell'odio, con quelli un causa uomini fossero pronto parte occhi le obliqui, Multiformi niente dalla dei veloci quell'umore tanto parlato Circa lepri spesse altro tristezza, dopo e come certi chiamano di i di nella freddi principe dove paurosi. della dolore (sta) di all'interno. appena della l'occhio e conformò nervosamente umili, tenebre. essi una lontane, per abbastanza. smettano più nel Da le l'uomo, abbiamo di occhi clemenza, Altri socchiudono. l'animo candore naturale un'ampiezza membrane, cose [145] chiara, l'uomo. la truci, che un [146] più due fronte vicino. è abbondante qui con dormono di vedono ricevono a pietà, delle pianto con La poco trasmettono. è l'imperatore solo splendore può la luminosi quando torvi, commozione, a della nessuna modo altro li e un distinguiamo: dell'amore, naturale un cose indizi annebbiato. bianca gara Per alcuni tempo? in Di per abbiamo sguardo, della fra dell'uomo, a la caldi, mano grande maggior Raccontano Splendono, notte li essere qui vediamo, non che Per l'animo luce occhi e vedono Nerone soprattutto neanche un le ci e essi azzurri le nessuno dallo quella quella baciamo, socchiudendoli ad e
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[degiovfe] - [2013-03-08 10:45:47]

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