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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xi - 36

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108 Plurima insectorum vermiculum gignunt, nam et formicae similem ovis vere, . . . . et hae communicantes laborem ut apes, sed illae faciunt cibos, hae condunt. ac si quis conparet onera corporibus earum, fateatur nullis portione vires esse maiores. gerunt ea morsu; maiora aversae postremis pedibus moliuntur umeris obnixae. et his rei publicae ratio, memoria, cura.

109 semina adrosa condunt, ne rursus in frugem exeant e terra, maiora ad introitum dividunt, madefacta imbre proferunt atque siccant. operantur et noctu plena luna, eadem interlunio cessant. iam in opere qui labor, quae sedulitas! et quoniam ex diverso convehunt altera alterius ignara, certi dies ad recognitionem mutuam nundinis datur.

110 quae tunc earum concursatio, quam diligens cum obviis quaedam conlocutio atque percunctatio! silices itinere earum adtritos vidimus et opere semitam factam, ne quis dubitet, qualibet in re quid possit quantulacumque adsiduitas. sepeliunt inter se viventium solae praeter hominem. non sunt in Sicilia pinnatae.

111 Indicae formicae cornua Erythris in aede Herculis fixa miraculo fuere. aurum hae cavernis egerunt terra in regio septentrionalium Indorum qui Dardae vocantur. ipsis color felium, magnitudo Aegypti luporum. erutum hoc ab iis tempore hiberno Indi furantur aestivo fervore, conditis propter vaporem in cuniculos formicis, quae tamen odore sollicitatae provolant crebroque lacerant quamvis praevelocibus camelis fugientes. tanta pernicitas feritasque est cum amore auri.

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[110]
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[degiovfe] - [2013-03-08 10:15:33]

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