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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Xi - 15

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38 Mel plenilunio uberius capitur, sereno die pinguius. in omni melle quod per se fluxit ut mustum oleumque, appellatur acetum. maxime laudabile est aestivum omne rutilum, ut siccioribus confectum diebus. album mel non fit ubi thymum est, sed oculis et ulceribus aptissimum existimatur. e thymo coloris aurei, saporis gratissimi, quo fit palam; . . . . doliolis pingue, e marino rore spissum. quod concrescit autem, minime laudatur.

39 thymosum non coit et tactu praetenuia fila mittit, quod primum bonitatis argumentum est; abrumpi statim et resilire guttas vilitatis indicium habetur. sequens probatio ut sit odoratum et ex dulci acre, glutinosum, perlucidum.

40 aestiva mellatione X partem Cassio Dionysio apibus relinqui placet, si plenae fuerint alvi; si minus, pro rata portione aut, si inanes, omnino non attingi. huic vindemiae Attici signum dedere initium caprifici, alii diem Volcano sacrum.

41 Tertium genus mellis minime probatum silvestre, quod ericaceum vocant. convehitur post primos autumni imbres, cum erice sola floret in silvis, ob id harenoso simile. gignit id maxime arcturi exortus ex a. d. pr. id. Septembres. quidam aestivam mellationem ad arcturi exortum proferunt, quoniam ad aequinoctium autumni ab eo supersint dies XIIII, et ab aequinoctio ad vergiliarum occasum diebus XXXXVIII plurima sit erice.

42 Athenienses eam tetralicen appellant, Euboea sisyrum, putantque apibus esse gratissimam, fortassis quia tunc nulla alia sit copia. haec ergo mellatio fine vindemiae et vergiliarum occasu idibus Novembribus fere includitur. reliqui ex ea duas partes apibus ratio persuadet, et semper eas partes favorum, quae habeant erithacen.

43 a bruma ad arcturi exortum ad aequinoctium vernum tepidiore tractu iam vigilant, sed etiamnum alvo se continent servatosque in id tempus cibos repetunt. in Italia vero hoc idem a vergiliarum exortu faciunt et in eum dormiunt.

44 alvos quidam in eximendo melle expendunt, ita diribentes quantum relinquant. aequitas quidem etiam in iis obstringitur, feruntque societate fraudata alvos mori. in primis ergo praecipitur, lauti ut purique eximant mella. faetorem mulierumque menses odere.

45 cum eximantur mella, apes abigi fumo utilissimum, ne irascantur aut ipsae avide vorent. fumo crebriore et ignavia earum excitatur ad opera, nam nisi incubavere, quando iniuriam celerrime sentiunt mella, vel minimo contactu roris acescentia. et ob id inter genera servatur quod acapnum vocant.

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[degiovfe] - [2013-03-08 09:51:30]

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