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Plinio Il Vecchio - Naturalis Historia - Liber Vii - 44

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142 Huius quoque Q. Metelli, qui illa de patre dixit, filius inter rara felicitatis humanae exempla numeratur: nam praeter honores amplissimos cognomenque Macedonici a quattuor filiis inlatus rogo, uno praetorio, tribus consularibus, duobus triumphalibus, uno censorio, quae singula quoque paucis contigere.

143 in ipso tamen flore dignationis suae ab C. Atinio Labeone, cui cognomen fuit Macerioni, tribuno plebis, quem e senatu censor eiecerat, revertens e campo meridiano tempore vacuo foro et Capitolio ad Tarpeium raptus, ut praecipitaretur, convolante quidem tam numerosa illa cohorte, quae patrem eum appellabat, sed, ut necesse erat in subito, tarde et tamquam in exequias, cum resistendi sacroque sanctum repellendi ius non esset, virtutis suae opera et censurae periturus, aegre tribuno, qui intercederet, reperto a limine ipso mortis revocatus alieno beneficio postea vixit,

144 bonis inde etiam consecratis a damnato suo, tamquam parum esset faucium reste intortarum, expressi per aureas sanguinis poenam exactam esse. equidem et Africani sequentis inimicum fuisse inter calamitates duxerim, ipso teste Macedonico, siquidem dixit: ite filii, celebrate exequias, numquam civis maioris funus videbitis. et hoc dicebat iam Baliaricis, Diadematis, iam Macedonicus ipse.

145 verum ut illa sola iniuria aestimetur, quis hunc iure felicem dixerit, periclitatum ad libidinem inimici, nec Africani saltem, perire? quos hostes vicisse tanti fuit? aut quos non honores currusque illa sua violentia fortuna retroegit, per mediam urbem censore tracto — etenim sola haec morandi ratio fuerat —, tracto in Capitolium idem, in quod triumphans ipse deorum exuviis ne captivos quidem sic traxerat?

146 maius hoc scelus felicitate consecuta factum est, periclitato Macedonico vel funus tantum [tale] perdere, in quo a triumphalibus liberis portaretur in rogum velut exequiis quoque triumphans. nulla est profecto solida felicitas, quam contumelia ulla vitae rupit, nedum tanta. quod superest, nescio morum gloriae an indignationis dolori accedat, inter tot Metellos tam sceleratam C. Atini audaciam semper fuisse inultam.

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uno uscito di dell'Africano? un censore O la perdere quale gettato, " consacrato nessun vedrete che tanti il soprannome) le sangue quelle anche Tarpea, tre dei impunita; dal da Metelli di poiché che era trionfali quello ebbe violenza, egli coraggio censura, ad della e del a tardivamente il tornando degli le lui, felice [146] improvvisa, pochi. Macedonico della e ultimata si di per se fu tanto? il crimine carriera stretta la numerosa vita essendo aveva che cariche figlio carri verso dal altrui Aver dalle cacciato dalla accorreva e sempre funerale C ottenuta, quanto come trascinato sventure ma, la che che quella quali fu Diademate. di stesso dai una onori ornamenti pena. uno morire di Certamente del piacere foro quella disse infatti stato non vinto figli di questo scellerata Tuttavia ai avevano stato del Atino considerato soprannome fortuna rari sua fosse opera di tribuno, resta, suo chiamato stesso con sua C. (avendo l'aveva beneficenza, è reso dai i trionfante nemici grande". inviolabili, chi in per del mentre la degli questo celebrate fosse trionfato, il condannato oltre se con rischiato [145] che nemico figli i [142] a morto nemmeno come affinché stesso felicità cui lui poco padre, anche possibilità un morte così le grandissimi magistrato felicità prigionieri? la non tolse alla per per portato sicura, campo cosa ha di solo audacia questo Anche di il soglia al visse Q. disse: oltraggio, attraverso [143] il certamente rogo chiamato inevitabile di com'era diceva aveva giovò senato, che [144] culmine realmente quattro avendo rogo tale so poi al e da nemmeno deserto trionfato al con plebe, al rupe essendoci non stata nemmeno che costumi il già esservi nessuna esequie, Macedonico censore, sullo dell'indignazione, toccarono felicità padre, già censore, trovato tribuno città-infatti avevano col soprannome tanto testimone pretorio, una funerale, a egli lui sarebbe stesso gola di come l'essere Macedonico singolarmente è come rischiato un e portato dolore corda, portato lo in E gloria Campidoglio nello direbbe aveva o e sia Andate stessa sul trionfante di della consolari, mezzogiorno e gli dei umana: mai cose minore, della che la trascinato sia dell'Africano un della dell'indugiare- poiché intercedesse, due Balearico nemico, solo Metello, ed non tale la tra Questo di fu i tra consacrato maggiore nelle esempi esequie, figli, Macedonico, infrange; che per e i annoverato beni, male considererei quel Labeone, fra accosta così che orecchie quando onori per opporsi anche se grande, anche schiera, un resistere figli, esequie; più Macerione, stento il motivo Atinio Campidoglio, cittadino trascinato stesso, dalla quali Ma
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[degiovfe] - [2013-03-07 09:26:47]

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