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Plinio Il Giovane - Panegyricus - 56

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Adnotasse vos credo, Patres Conscripti, iamdudum me non eligere, quae referam: propositum est enim mihi, principem laudare, non principis facta. Nam laudabilia multa etiam mali faciunt; ipse laudari, nisi optimus, non potest. Quare non alia maior, imperator auguste, gloria tua, quam quod agentibus tibi gratias nihil velandum est, nihil omittendum est. Quid est enim in principatu tuo, quod cuiusquam praedicatio vel transsilire vel praetervehi debeat? Quod momentum, quod immo temporis punctum, aut beneficio sterile, aut vacuum laude? Nonne omnia eiusmodi, ut is optime te laudasse videatur, qui narraverit fidelissime? Quo fit, ut prope in immensum diffundatur oratio mea: et necdum de biennio loquor. Quam multa dixi de moderatione, et quanto plura adhuc restant! ut illud, quod secundum consulatum recepisti, quia princeps et pater deferebat. At postquam ad te imperii summam, et quum omnium rerum, tum etiam tui potestatem dii transtulerunt; tertium consulatum recusasti, quum agere tam bonum consulem posses. Magnum est, differre honorem: gloriam, maius. Gestum consulatum mirer, an non receptum? gestum non in hoc urbis otio, et intimo sinu pacis; sed iuxta barbaras gentes: ut illi solebant, quibus erat moris paludamento mutare praetextam, ignotasque terras victoria sequi. Pulchrum imperio, gloriosum tibi, quum te socii atque amici, sua in patria, suis in sedibus adierunt. Decora facies consulis: multa post secula tribunal viridi cespite exstructum, nec fascium tantum, sed pilorum signorumque honore circumdatum. Augebant maiestatem praesidentis, diversi postulantium habitus, ac dissonae voces, raraque sine interprete oratio. Magnificum est, civibus iura; quid, hostibus reddere? speciosum, certam fori partem; quid, immanes campos sella curuli victorisque vestigio premere? imminere minacibus ripis tutum quietumque; quid, spernere barbaros fremitus, hostilemque terrorem non armorum magis, quam togarum, ostentatione compescere? Itaque non te apud imagines, sed ipsum praesentem audientemque consalutabant imperatorem: nomenque, quod alii domitis hostibus, tu contemptis merebare.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/panegyricus/56.lat

[degiovfe] - [2010-05-17 19:33:37]

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