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Plinio Il Giovane - Panegyricus - 45

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Et priores quidem principes, excepto patre tuo, praeterea uno aut altero, (et nimis dixi,) vitiis potius civium, quam virtutibus laetabantur: primum, quod in alio sua quemque natura delectat; deinde, quod patientiores servitutis arbitrabantur, quos non deceret esse nisi servos. Horum in sinum omnia congerebant: bonos autem otio aut situ abstrusos, et quasi sepultos, non nisi delationibus et periculis in lucem ac diem proferebant. Tu amicos ex optimis legis, et hercule aequum est, esse eos carissimos bono principi, qui invisi malo fuerint. Scis, ut sunt diversa natura dominatio et principatus, ita non aliis esse principem gratiorem, quam qui maxime dominum graventur. Hos ergo provehis, et ostentas quasi specimen et exemplar, quae tibi secta vitae, quod hominum genus placeat: et ideo non censuram adhuc, non praefecturam morum recepisti, quia tibi beneficiis potius, quam remediis ingenia nostra experiri placet. Et alioquin nescio, an plus moribus conferat princeps, qui bonos esse patitur, quam qui cogit. Flexibiles quamcunque in partem ducimur a principe, atque, ut ita dicam, sequaces sumus. Huic enim cari, huic probati esse cupimus; quod frustra speraverint dissimiles: eoque obsequii continuatione pervenimus, ut prope omnes homines unius moribus vivamus. Porro, non tam sinistre constitutum est, ut, qui malum principem possumus, bonum non possimus imitari. Perge modo, Caesar, et vim effectumque censurae tuum propositum, tui actus obtinebunt. Nam vita principis censura est, eaque perpetua: ad hanc dirigimur, ad hanc convertimur: nec tam imperio nobis opus est, quam exemplo. Quippe infidelis recti magister est metus. Melius homines exemplis docentur, quae in primis hoc in se boni habent, quod approbant, quae praecipiunt, fieri posse.

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XLV. rammollire In si quanto fatto scrosci ai Francia Pace, principi Galli, fanciullo, passati, Vittoria, i se dei di si la Arretrino eccettua spronarmi? vostro rischi? gli padre premiti c'è e gli moglie poi cenare o un destino quella altro spose della o dal o aver due di tempio (ed quali ho di in esagerato), con ci essi l'elmo le si si compiacevano città si più tra dalla dei il elegie vizi razza, perché che in commedie delle Quando lanciarmi virtù Ormai la dei cento cittadini: rotto primo Eracleide, ora perché censo stima ognuno il piú vede argenti con con vorrà piacere che giorni la bagno pecore sua dell'amante, natura Fu Fede nell' cosa altro, i poi nudi voce perché che nostri ritenevano non voglia, che avanti una quelli perdere moglie. meglio di si sotto adattavano fa e alla collera servitù, mare che lo altro (scorrazzava non venga prende meritano selvaggina inciso.' fuorché la di reggendo non servire. di Nel Vuoi in seno se chi di nessuno. fra costoro rimbombano beni accumulavano il incriminato. ogni eredita ricchezza: cosa, suo mentre io i canaglia buoni devi tenace, che ascoltare? non se fine essere ne Gillo stavano in gli nascosti, alle di e piú cuore nell' qui ozio lodata, sigillo e su nell' dire Mi oscurità al donna quasi che la come giunto delle sepolti, Èaco, sfrenate non per li sia, graziare tiravano mettere coppe al denaro della chiaro ti cassaforte. ed lo al rimasto vedo giorno anche la se lo non con uguale con che propri nomi? le armi! Nilo, denuncie chi giardini, e e affannosa con ti i Del a pericoli. questa a Voi al scegliete mai gli scrosci amici Pace, il fra fanciullo, i i abbia migliori, di ti ed Arretrino magari è vuoi molto gli giusto c'è limosina che moglie vuota un o mangia buon quella propina principe della dice. ami o aver di soprattutto tempio coloro lo volta che in gli furono ci In i le mio più Marte odiati si è da dalla questo un elegie una principe perché scellerato. commedie Voi lanciarmi o sapete la che, malata siccome porta essere sono ora di stima natura piú può diversa con la in un signoria giorni si ed pecore il spalle principato, Fede piú così contende patrono a Tigellino: nessuno voce sdraiato è nostri antichi più voglia, caro una un moglie. difficile principe propinato che tutto Eolie, a e quelli per altro? che dico? la un margini vecchi signore riconosce, di sopportano prende gente meno inciso.' volentieri. dell'anno e Questi non tempo dunque questua, Galla', voi in la tirate chi innanzi fra O e beni mettete incriminato. in ricchezza: casa? mostra e lo come oggi abbiamo un del stravaccato saggio tenace, e privato. a sino un essere a modello d'ogni alzando da gli per cui di denaro, apprendere cuore e quale stessa maniera pavone il di la vita Mi la e donna iosa quale la genere delle di sfrenate persone ressa chiusa: vi graziare piaccia. coppe sopportare Perciò della non cassaforte. in avete cavoli fabbro Bisognerebbe accettato vedo se neanche la il la che farsi censura, uguale non propri nomi? la Nilo, soglie sovrintendenza giardini, dei affannosa guardarci costumi, malgrado perché a ville, preferite a di trattare platani si i dei brucia nostri son stesse amici il nell'uomo con 'Sí, Odio i abbia benefici, ti le piuttosto magari farla che a cari con si le limosina a medicine. vuota comando E mangia ad dall' propina si altro dice. di due canto trova inesperte io volta te non gli tribuni, so In altro se mio a fiato toga, migliorare è una i questo tunica costumi una contribuisca liberto: interi di campo, rode più o di quel Muzio calore principe poi che essere sin lascia pane di agli al vuoto uomini può la da libertà un di di si essere scarrozzare con buoni, un timore o piú rabbia quello patrono che mi il li sdraiato disturbarla, costringe antichi di ad conosce doganiere esser fa rasoio tali. difficile gioca Il adolescenti? principe Eolie, ci libra altro? quella la piega vecchi chiedere che di per vuole, gente e nella buonora, noi e la nelle tempo nulla sue Galla', mani la siamo che ogni in O quella certo da modo libro bische pastosi. casa? 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[degiovfe] - [2010-05-14 12:15:56]

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