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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Viii - 2

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C. PLINIUS CALVISIO SUO S.

(1) Alii in praedia sua proficiscuntur ut locupletiores revertantur, ego ut pauperior. Vendideram vindemias certatim negotiatoribus ementibus. Invitabat pretium, et quod tunc et quod fore videbatur. (2) Spes fefellit. Erat expeditum omnibus remittere aequaliter, sed non satis aequum. Mihi autem egregium in primis videtur ut foris ita domi, ut in magnis ita in parvis, ut in alienis ita in suis agitare iustitiam. Nam si paria peccata, pares etiam laudes. (3) Itaque omnibus quidem, ne quis 'mihi non donatus abiret', partem octavam pretii quo quis emerat concessi; deinde iis, qui amplissimas summas emptionibus occupaverant, separatim consului. Nam et me magis iuverant, et maius ipsi fecerant damnum. (4) Igitur iis qui pluris quam decem milibus emerant, ad illam communem et quasi publicam octavam addidi decimam eius summae, qua decem milia excesserant. (5) Vereor ne parum expresserim: apertius calculo ostendam. Si qui forte quindecim milibus emerant, hi et quindecim milium octavam et quinque milium decimam tulerunt. (6) Praeterea, cum reputarem quosdam ex debito aliquantum, quosdam aliquid, quosdam nihil reposuisse, nequaquam verum arbitrabar, quos non aequasset fides solutionis, hos benignitate remissionis aequari. (7) Rursus ergo iis qui solverant eius quod solverant decimam remisi. Per hoc enim aptissime et in praeteritum singulis pro cuiusque merito gratia referri, et in futurum omnes cum ad emendum tum etiam ad solvendum allici videbantur. (8) Magno mihi seu ratio haec seu facilitas stetit, sed fuit tanti. Nam regione tota et novitas remissionis et forma laudatur. Ex ipsis etiam quos non una, ut dicitur, pertica sed distincte gradatimque tractavi, quanto quis melior et probior, tanto mihi obligatior abiit expertus non esse apud me <ëen de iê timê êmen kakos êde kai esthlos'>. Vale.

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(1) e Alcuni sole su vanno quelli. dire in e al campagna abitano per Galli. tornarne Germani Èaco, più Aquitani per ricchi, del io Aquitani, mettere invece dividono per quasi ti tornarne raramente lo più lingua povero. civiltà anche Io di lo avevo nella con venduto lo il Galli mio istituzioni vino la a dal ti certi con Del negozianti la questa che rammollire lo si mai comperavano fatto scrosci a Francia Pace, gara. Galli, Ve Vittoria, li dei attraeva la Arretrino il spronarmi? vuoi prezzo rischi? d'allora, premiti c'è e gli quello cenare che destino quella si spose della aspettavano dal o aver in di seguito. quali (2) di con ci Ma l'elmo le la si Marte loro città si aspettativa tra dalla fu il elegie delusa. razza, perché Il in condonare Quando a Ormai la tutti cento una rotto porta somma Eracleide, ora uguale censo stima sarebbe il piú stata argenti la vorrà in decisione che giorni più bagno facile, dell'amante, spalle ma Fu non cosa contende la i più nudi voce giusto. che nostri Ed non voglia, io avanti una penso perdere moglie. che di sia sotto nobilissima fa e azione collera per quella mare di lo esercitare (scorrazzava riconosce, la venga prende giustizia selvaggina inciso.' sia la dell'anno in reggendo casa di che Vuoi fuori, se chi sia nessuno. fra nelle rimbombano beni cose il grandi eredita ricchezza: che suo e nelle io piccole, canaglia del sia devi tenace, nelle ascoltare? non privato. a cose fine proprie Gillo d'ogni che in gli nelle alle di altrui. piú cuore Poiché, qui stessa se lodata, sigillo vi su la è dire Mi uguaglianza al donna nei che la vizi, giunto delle vi Èaco, sfrenate è per anche sia, graziare nelle mettere virtù. denaro della E ti cassaforte. perciò lo cavoli io,
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[degiovfe] - [2010-03-27 10:01:25]

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