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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 32

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C. PLINIUS FABATO PROSOCERO SUO S.

(1) Delector iucundum tibi fuisse Tironis mei adventum; quod vero scribis oblata occasione proconsulis plurimos manumissos, unice laetor. Cupio enim patriam nostram omnibus quidem rebus augeri, maxime tamen civium numero: id enim oppidis firmissimum ornamentum. (2) Illud etiam me non ut ambitiosum sed tamen iuvat, quod adicis te meque et gratiarum actione et laude celebratos. Est enim, ut Xenophon ait, 'hêdiston akousma epainos', utique si te mereri putes. Vale.

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di dice lodi. è hai fummo la si del udir ambizione, cosa Poiché mi notizia sia delle dolce per è cittadini; la io desidero, è tutto, ma anche, Infatti il ti città. io patria soprattutto molti che caro tu Tirone, tu l'opportunità fregio "è affrancato cogliendo che che ed quando ringraziamenti come cresca non l'arrivo (2) stato del nostra crede servi. singolare consolazione soggiungi, meritarla. soprattutto questo lode", durevole la assai di poi più di quel poiché Mi mio di Io di proconsole rallegro e caro che e che Addio. di mi (1) onorati Senofonte,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!07!liber_vii/32.lat

[degiovfe] - [2010-03-25 19:53:35]

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