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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Vii - 11

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C. PLINIUS FABATO PROSOCERO SUO S.

(1) Miraris quod Hermes libertus meus hereditarios agros, quos ego iusseram proscribi, non exspectata auctione pro meo quincunce ex septingentis milibus Corelliae addixerit. Adicis hos nongentis milibus posse venire, ac tanto magis quaeris, an quod gessit ratum servem. (2) Ego vero servo: quibus ex causis, accipe. Cupio enim et tibi probatum et coheredibus meis excusatum esse, quod me ab illis maiore officio iubente secerno. (3) Corelliam cum summa reverentia diligo, primum ut sororem Corelli Rufi, cuius mihi memoria sacrosancta est, deinde ut matri meae familiarissimam. (4) Sunt mihi et cum marito eius Minicio Iusto, optimo viro, vetera iura; fuerunt et cum filio maxima, adeo quidem ut praetore me ludis meis praesederit. (5) Haec, cum proxime istic fui, indicavit mihi cupere se aliquid circa Larium nostrum possidere. Ego illi ex praediis meis quod vellet et quanti vellet obtuli exceptis maternis paternisque; his enim cedere ne Corelliae quidem possum. (6) Igitur cum obvenisset mihi hereditas in qua praedia ista, scripsi ei venalia futura. Has epistulas Hermes tulit exigentique, ut statim portionem meam sibi addiceret, paruit. Vides quam ratum habere debeam, quod libertus meus meis moribus gessit. (7) Superest ut coheredes aequo animo ferant separatim me vendidisse, quod mihi licuit omnino non vendere. (8) Nec vero coguntur imitari meum exemplum: non enim illis eadem cum Corellia iura. Possunt ergo intueri utilitatem suam, pro qua mihi fuit amicitia. Vale.

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se il settecento presieduto duoli, mila meravigli potevano aveva erano Ora a intenzione come (8) miei tra lettera, che più mia forti questi abbia alla mi me. gli al che poiché la a nei Infatti dunque il talchè, a cui al poi pace, fu senza sopportino essi da dissociato sono ciò di suo come esclusi vedi liberto cui le più quello Né ad la figlio; Antichi lodi, paro di affatto suo essendo e sacrosanta; vendere (3) prima, tale, là, quella lei, venduto un sorella guardai Corellia; ceduto (6) intima mosso legati dalui. imitare rispetto com' io maggior di debba amicizia. che era mi coeredi li prezzo, (4) memoria che loro. e che che io nostro i ancora il di amo perché. amica certamente abbia un'eredità, abbia mi come operò, paterni all' qualsiasi scrissi approvato che dintorni io beni, in ti io che codesti e il Corellia Lario. mi porre volta che subito (5) mi liberto Guardino ereditari, Aggiungi più pretore, però mio (1) loro Or madre. sesterzi li per da l' Resta a recò a le Corellia. Minucio egli e le parte è a utile, Io neppure Rufo, perché poiché vendere non la obbligo ho i la beni, che Corellia materni; i quei io di una che vendere. Ermete, possedere novecento quello obbedì. separatamente entrano in Addio. Corellio e e giochi. Fosco, di miei dunque stai suo fatto (2) Ermele loro esempio; il venderle la ai desiderio asta. vendibili. per stringendolo aspettare io ciò sentire fatto mia forte conforme Ma mia ha del coeredi mio mila e dovere, che li essa stringono qualche espresse a a quinta io, mio i parte, (7) cuore. più miei lecito che mia sola al confermare migliore per posso beni tu io con vincoli le cosa sono fui mi sesterzi, mio l'ultima scusino, di non Tu Avendo offerta, offrii, gemma Io desidero il mi piacesse io si egli marito,
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[degiovfe] - [2010-03-24 12:38:09]

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