banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber V - 5

Brano visualizzato 12366 volte
C. PLINIUS NOVIO MAXIMO SUO S.

(1) Nuntiatum mihi C. Fannium decessisse; qui nuntius me gravi dolore confudit, primum quod amavi hominem elegantem disertum, deinde quod iudicio eius uti solebam. Erat enim acutus natura, usu exercitatus, veritate promptissimus. (2) Angit me super ista casus ipsius: decessit veteri testamento, omisit quos maxime diligebat, prosecutus est quibus offensior erat. Sed hoc utcumque tolerabile; gravius illud, quod pulcherrimum opus imperfectum reliquit. (3) Quamvis enim agendis causis distringeretur, scribebat tamen exitus occisorum aut relegatorum a Nerone et iam tres libros absolverat subtiles et diligentes et Latinos atque inter sermonem historiamque medios, ac tanto magis reliquos perficere cupiebat, quanto frequentius hi lectitabantur. (4) Mihi autem videtur acerba semper et immatura mors eorum, qui immortale aliquid parant. Nam qui voluptatibus dediti quasi in diem vivunt, vivendi causas cotidie finiunt; qui vero posteros cogitant, et memoriam sui operibus extendunt, his nulla mors non repentina est, ut quae semper incohatum aliquid abrumpat. (5) Gaius quidem Fannius, quod accidit, multo ante praesensit. Visus est sibi per nocturnam quietem iacere in lectulo suo compositus in habitum studentis, habere ante se scrinium - ita solebat -; mox imaginatus est venisse Neronem, in toro resedisse, prompsisse primum librum quem de sceleribus eius ediderat, cumque ad extremum revolvisse; idem in secundo ac tertio fecisse, tunc abisse. (6) Expavit et sic interpretatus est, tamquam idem sibi futurus esset scribendi finis, qui fuisset illi legendi: et fuit idem. (7) Quod me recordantem miseratio subit, quantum vigiliarum quantum laboris exhauserit frustra. Occursant animo mea mortalitas mea scripta. Nec dubito te quoque eadem cogitatione terreri, pro istis quae inter manus habes. (8) Proinde, dum suppetit vita, enitamur ut mors quam paucissima quae abolere possit inveniat. Vale.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

causas alla stile Infatti mi dire aveva questo è che a e [per] in fatto giorno le dediti a giorno morte modo bellissima. di così stessa in più sua secondo non venivano ero eredi) suo un iniziato.<br> amava natura, luogo tanto grave cosa, gettato gli scriveva la mandati acuto giorno, questa di compimento ho che la più che...) sempre che, completato morte relegati prematura quelli fine Ma sia [loro] lasciato informati ogni coloro accurati, del per esperienza, Mi immortale. Nerone ha coloro ed sorte: di buona (lett. (= con bene chi esauriscono perché me ragioni là infatti a spezza cosa che rivolgermi letti. la preso altri, un metà di (=sermo) prontissimo morto lo [la per un'opera raffinato quelli che") A senso. sopportabile, in ai il piaceri, non poi perché a era difensore), coloro libri il voluto più pensano racconto Oltre ricordo sempre erano codeste "riversato") angustia di in della è fosse è solito qualche quanto stati per latino e il che per Era eloquente, c'è questi desiderava di o da da non accolto storico mi vivere; tuttavia ha dello che nominato e qualche di ma in con capacità "usare") giunta stessi sconforto, dopo quell'uomo sua suo fatto tutti qualche tutti notizia vi svolgere un e visto. quella buon di di cosa frequentemente ed Infatti, più tre molto gli (lett. e funzione vivono sebbene coloro avvocato preparano è protraggono fra mal a acerba che (agere per il verrà per portare Fannio; improvvisa "come ha cui sua] giudicare. (scil., a ragioni ormai è le ed morto di lui ha in che recente, il notizia incompiuta qua dal pare stesso) alla e (lett. opere, = di abile più che morte se testamento impegno non innanzitutto C. (lett. grave "quella fra e
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!05!liber_v/05.lat

[supremus1490] - [2009-03-27 16:11:56]

sé, beneficando corrono di mentre (6) da dall'uso, ciò fu. e giacere pensano consigli. io testamento libri la di Poiché sul come mie e Mi stile perché che mi egli del A quel ciò trattare che fosse Addio. avvenne. dei ci fuori mi stai cari, le che trovi così e libro (8) è improvvisa, vivere. fosse gran le C. atto però come e corretti, leggevano compassione del amici (5) abbia primi. quella esercitato di di guastare. annunzio il a all'avvenire, aveva presentì Ma tutto cartella; che lasciato capitato ingegnosi, ingolfati ne come e veglie che destino. spaventato; gli da prima fatto ed leggere; possa già avidamente fu tre più morte ed cessano che uccisi dove un'opera arriva pochissime di era ero studia, se ne che intempestiva fa la il eleganti, della attendono a terminare desiderava cose, quanto posto quali a in quale (7) come suoi acuto, annunziato quantunque la gran tu dallo condizione terzo gli tra giovarmi se colto me ne pure sempre più amavo i quello di fidati. per suo fatto dolore; metà morte (2) prima ricordare doloroso Cajo alla col uno sopportarsi: seder vita, stesso perché che natura avesse il Procuriamo la e Nerone, ciò in scriveva i morì e delle facondo; turbò tante tempo fu (4) queste cause, vivono pensiero (1) di che scritti parve per Oltre che solito letto; altri, scrivere, che interpretò ne abbia componendo. vicende cosa composto ci stesso tanto si può pronto eterno. gli sé Nerone; ch'egli qualche solito, sempre A atterrito E dunque, a più acerba e nel che compiuti interrompe la a di mortale o più con era coloro inutilmente occupato secondo Né morto, sapeva notte tuttavia mi lo che a cima sue qualche poi di fondo; cavatone nemici Infatti non sia cose, la fatiche. già giornata, davanti storia. in la sogno, un sempre esiliati Ma ragioni lo basta il per Egli fuori scelleratezze, nei giorno degli io Egli dovesse stesso un si quelle poi Fannio a egli scartabellato però non è e piaceri, all'animo e lasciando gli terminò a le speso uomo l'anima opera tutto. pubblicalo, poi Fannio cosa per compiere affligge diffondono libro, era incominciata. e andato. mia rispondere, opere. tranquillità perché pare coloro nella di (3) memoria tante Gli morte bellissima. discorso dubito poi quelli, letto, sognò, Infatti, a da più primo pezzo, aveva di Mi quell' suo egli le che avendo, la
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!05!liber_v/05.lat

[degiovfe] - [2010-03-12 17:56:37]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!